Lunedì 20 aprile 2020 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiede di garantire il miglioramento delle condizioni strutturali e degli ambienti di vita e di lavoro all’interno della Casa circondariale di Bologna. Presentato dal consigliere comunale PD Francesco Errani e firmato dalle consigliere comunali PD Mariaraffaella Ferri, Roberta Li Calzi, Federica Mazzoni, Simona Lembi, Isabella Angiuli, Gabriella Montera, Maria Caterina Manca e dal consigliere comunale PD Andrea Colombo.
Online è accessibile il relativo comunicato stampa dell‘intervento in aula e dell’ordine del giorno approvato.
Di seguito sono disponibili i testi.
Le porte delle carceri non devono rimanere chiuse
Gentile Presidente, anche il Parlamento europeo, chiede all’Italia di garantire i diritti delle persone private della libertà personale e combattere il sovraffollamento nelle carceri. Lo testimoniano anche le numerose sentenze di condanna inflitte all’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per la mancanza di “spazio vitale” nelle celle, i trattamenti “inumani e degradanti” cui i carcerati sono spesso sottoposti, i tempi della giustizia penale, il numero di detenuti in attesa di giudizio.
La scorsa settimana, il Consiglio d’Europa si è espresso sulla situazione dei detenuti, sottolineando l’urgenza di proteggere i loro diritti durante la pandemia. L’esplosione del Covid-19 ha reso infatti esplosiva una situazione già drammatica e i provvedimenti promossi dal Governo sono ancora insufficienti.
Rappresentanti dell’avvocatura, magistrati di sorveglianza, garanti dei detenuti, sindacati dei lavoratori della polizia penitenziaria, oltre a presidenti emeriti della Corte costituzionale e lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedono di intervenire perché le condizioni di vita nelle carceri e la prossimità tra i detenuti sono fattori che possono agevolare il contagio fino a portare alla morte (come accaduto a Bologna), mentre dovremmo tutti riflettere sull’importanza del rispetto costituzionale del “fine rieducativo della pena”.
ll problema delle carceri deve essere una delle priorità della politica, non solo a livello nazionale ma anche locale, perché la situazione è davvero esplosiva.
Nel carcere di Bologna la situazione è sempre più pesante. L’esito dei tamponi, a cui sono stati sottoposti una ventina di detenuti, con esito positivo per dieci di loro, è molto preoccupante: circa il 50% di positivi.
Il Comune di Bologna è impegnato sui temi dell’esecuzione penale adulti e minori con Udienze conoscitive, Ordini del giorno e visite presso la Casa circondariale di Bologna e l’Istituto penale minorile. Ma sosteniamo anche molto progetti all’interno della Casa Circondariale di Bologna: l’esperienza musicale del coro diretto dal maestro Napolitano; il laboratorio sartoriale, operante all’interno della sezione femminile; il laboratorio per il trattamento di materiali elettronici, l’officina meccanica FID promossa dalle imprese metalmeccaniche bolognesi IMA, GD e Marchesini Group, il progetto Non solo Mimosa, Cinevasioni il primo festival del cinema in carcere, il Polo universitario e la biblioteca.
Gentile Presidente, dobbiamo ridurre il sovraffollamento, prima che la situazione possa diventare ingestibile mettendo a rischio la sicurezza pubblica. Le carceri in questo momento sono luoghi chiusi, dove non è possibile mantenere una distanza minima di sicurezza o sanificare gli ambienti, quindi non è possibile il rispetto di alcun protocollo sanitario.
La Cassa Ammende ha stanziatiato 5 milioni di euro per l’emergenza Covid-19 (410mila euro per la Regione Emilia-Romagna), per il reperimento di alloggi pubblici o privati di cura, di assistenza o accoglienza delle persone in stato di detenzione o sottoposte a provvedimenti giudiziari limitativi della libertà personale.
Credo che occorra uno sforzo ulteriore da parte nostra per individuare quali azioni, anche a livello locale, possiamo mettere in campo come amministrazione comunale per ridurre il sovraffollamento e garantire sicurezza a tutta la comunità carceraria, personale e uomini e donne detenute.
Per queste ragioni, presento un Ordine del giorno insieme a colleghi del gruppo del Partito democratico, chiedendone la trattazione urgente, per chiedere che:
si proceda rapidamente allo screening della popolazione detenuta, degli operatori della polizia penitenziaria e del personale sanitario e civile, mediante somministrazione di tamponi o di test sierologici;
si provveda alla rapida fornitura di dispositivi di protezione individuale in quantità sufficiente per personale e detenuti;
si proceda alla tempestiva individuazione di alloggi di transizione per i detenuti che possono accedere alla detenzione domiciliare, ma non hanno la disponibilità immediata di un domicilio idoneo;
si individui una collocazione immediata al di fuori della Casa circondariale di Bologna per madri e bambini che si trovano tuttora ristretti;
si avvii, tramite il Comitato locale per l’Area dell’Esecuzione penale, una riflessione su come avviare la fase 2 del Covid-19 nell’ambito della Casa circondariale e, quando la situazione sanitaria lo consentirà, come organizzare la ripresa delle attività educative e lavorative. Naturalmente, senza dimenticare i necessari lavori di riqualificazione della Casa Circondariale di Bologna e l’adeguamento degli organici della Polizia penitenziaria, degli educatori e del personale amministrativo.
Gentile Presidente, quando la vita di un detenuto è nelle mani dello Stato, lo Stato ha il dovere di tutelarla. E, a livello locale, possiamo e dobbiamo naturalmente fare la nostra parte. Invio alla Segreteria generale e alla Presidenza la proposta di Ordine del giorno.
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO CHE:
l’art.13 bis dello Statuto del Comune di Bologna prevede la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale;
con deliberazione di Giunta n. 943 del 16.6.1998, è stato nominato il Comitato per l’area dell’esecuzione penale adulti, aggiornato con deliberazione di Giunta n.153 del 03.07.2018 che ha modificato la composizione del citato Comitato;
la Costituzione italiana (art 27, comma 3) afferma il principio che la pena ha fini di recupero e reinserimento sociale. Gli Enti locali sono pertanto chiamati a predisporre servizi ed interventi rivolti a detenuti, ex detenuti o comunque persone sottoposte a misure restrittive della libertà;
il sovraffollamento è elemento che configura trattamento disumano e degradante ai sensi dell’art.3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo;
il Comune di Bologna svolge attività di indirizzo politico e fornisce servizi nella materia dell’esecuzione penale attraverso la Presidenza del Comitato Locale per l’Area dell’Esecuzione Penale e partecipando ai lavori della Commissione Regionale Esecuzione penale;
il Comitato Locale per l’Area dell’Esecuzione Penale, disciplinato da opportuno atto di Giunta, promuove ilcoinvolgimento e la partecipazione delle realtà del territorio (terzo settore, AUSL, ASP, ect.);
CONSIDERATO CHE:
nel pomeriggio di lunedì 9 marzo, come avvenuto in una trentina di carceri italiane, è scoppiata una rivolta anche all’interno anche della Casa Circondariale “Dozza” di Bologna;
durante le tensioni scoppiate anche all’interno del carcere della Dozza a Bologna, un detenuto della Casa Circondariale di Bologna è morto;
a causa della rivolta, all’interno del carcere “Dozza” di Bologna, ci sono luoghi non agibili e le devastazioni hanno interessato anche gli ambulatori medici e gli spazi per le visite specialistiche;
le persone detenute che hanno preso parte alla rivolta erano presenti al primo e secondo piano giudiziario, e una piccola parte al terzo piano; mentre non hanno partecipato alle violenze le donne detenute presenti nelle sezioni femminili, i detenuti della sezione penale e dell’alta sicurezza, il terzo C e la sezione infermieria, oltre ai detenuti che frequentano il polo universitario e coloro che partecipano alla squadra di rugby “Giallo Dozza”;
durante i disordini, tre agenti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati, e quattro detenuti sono rimasti intossicati dai fumi emessi dall’incendio di materassi e altro materiale e sono stati ricoverati;
i detentuti che hanno svolto un ruolo attivo nella rivolta saranno sanzionati a livello civile, amministrativo e penale;
tra le cause scatenanti della rivolta, le misure che il Governo e il Dap hanno adottato, a partire dal 25 febbraio, per prevenire la diffusione del Covid-19 nelle carceri, quali l’annullamento dei colloqui e la sospensione dell’ingresso dei volontari;
all’interno della Casa Circondariale di Bologna, la capienza massima di 500 persone è ampiamente superata dalla presenza di 822 detenuti, di cui il 10% donne (dati al 25/03/2020);
VISTA INOLTRE:
la lettera del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, unitamente ai Garanti territoriali di Bologna, Ferrara, Parma e Piacenza, nella quale si esprime preoccupazione per la situazione in cui versano gli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, contrassegnati da un significativo e persistente sovraffollamento, che rappresenta un rischio concreto per la salute del personale dell’amministrazione penitenziaria e degli operatori sanitari impegnati nelle carceri, e naturalmente della popolazione detenuta;
CONSIDERATO INOLTRE CHE:
in questi anni, il Comune di Bologna si è costantemente impegnato per sensibilizzare e sollecitare interventi necessari per migliorare le condizioni di lavoro del personale (polizia penitenziaria, educatori e operatori sanitari) e di vita all’interno della Casa Circondariale di Bologna, promuovendo anche il coinvolgimento di tutte le istituzioni e dei soggetti sociali, culturali ed economici per dar vita ad iniziative rivolte al reinserimento sociale e lavorativo degli uomini e delle donne detenute;
il Comune di Bologna, in collaborazione con Asp Città di Bologna, ha recentemente riattivato il servizio di mediazione linguistica e culturale, con modalità di lavoro da remoto, e sta valutando la possibilità di mettere a disposizione le strutture utilizzate per il Piano Freddo per progetti di accoglienza coprogettati con i soggetti del Terzo settore;
il Comune di Bologna, in collaborazione con l’Istituzione per l’Inclusione sociale e comunitaria Don Paolo Serra Zanetti e il Terzo Settore, favorisce un intervento rivolto a persone in condizioni di esclusione sociale, in appositi alloggi di transizione (non rientranti nel sistema ERP), che si rivolge anche a adulti in uscita dal carcere o in permesso temporaneo;
RICORDATI:
l’ordine del giorno PG 118956/2020, approvato in data 6 aprile 2020;
l’ordine del giorno PG 105866/2020, approvato in data 9 marzo 2020;
l’ordine del giorno per sollecitare il Ministro della Giustizia ad avviare un piano di investimenti al Carcere della Dozza, P.G. N.: 304241/2018, approvato all’unanimità in data 16.07.2018;
l’ordine del giorno per aumentare l’integrazione della casa circondariale e dei suoi operatori con la città di Bologna, P.G. N.: 38857/2014, approvato in data 29/09/2014;
l’ordine del giorno per chiedere alla Giunta di mantenere il servizio anagrafe presente presso la Casa Circondariale di Bologna, PG.N. 192108/2013, approvato in data 29/09/2014;
l’ordine del giorno a favore di un indirizzo politico del Comune di Bologna in tema di esecuzione penale adulti e minori, PG.N. 175550/2011, approvato in data 10/10/2011;
RITENUTO INOLTRE CHE:
sia indispensabile colmare le gravi carenze relative all’organico della polizia penitenziaria, degli educatori e del personale amministrativo;
nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, legata al rischio di diffusione del Covid-19, si evidenzia sempre più opportuna ed urgente una azione di miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita all’interno della Casa Circondariale di Bologna, con la fornitura di prodotti per la protezione e pulizia (mascherine, gel igienizzante, etc.);
CONSIDERATO INFINE CHE:
il decreto “Cura Italia” del 17/03/2020 (Artt. 123-124) è teso a favorire l’esecuzione della pena presso il domicilio, rappresentando quindi un primo passo verso l’auspicato alleggerimento della pressione sui penitenziari;
molte persone detenute, nella carenza di luoghi di accoglienza per chi non dispone di un proprio domicilio e di relazioni familiari, potrebbero incontrare difficoltà ad accedere alle misure alternative previste dal decreto legge “Cura Italia”;
la Cassa ammende ha stanziato cinque milioni di euro (410mila euro per la Regione Emilia-Romagna), per garantire spazi per la detenzione domiciliare alle persone in stato di detenzione o sottoposte a provvedimenti giudiziari limitativi della libertà personale;
il carcere può essere luogo di pericolosa diffusione del contagio, dove solo l’alleggerimento degli attuali numeri delle presenze può consentire di creare le condizioni essenziali per poter procedere al collocamento in spazi di isolamento sanitario nel caso in cui inizino a riscontrarsi casi di sintomatologia compatibile con il Covid-19 fra le persone detenute;
Papa Francesco e il Cardinale Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi hanno rivolto un appello per i detenuti nelle carceri sovraffollate che, con la pandemia del Coronavirus, potrebbero diventare una tragedia, chiedendo di prendere le misure necessarie per evitare queste tragedie;
il Comune di Bologna ha già provveduto a consegnare alla Direzione della Casa circondariale di Bologna 200 mascherine e dispositivi di protezione individuale (DPI) per l’emergenza sanitaria “Covid-19” e, inoltre, promosso l’avvio di un monitoraggio costante della condizione di salute tramite i tamponi;
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
a promuovere, di concerto con la Regione Emilia-Romagna e il Terzo settore, progetti di sostegno all’accoglienza di persone in esecuzione penale esterna, anche per reperire alloggi di transizione (non rientranti nel sistema ERP), da destinare alla residenza di persone in semilibertà;
a promuovere, di concerto con la Regione Emilia-Romagna e il Terzo settore, progetti di sostegno all’accoglienza di madri e bambini che si trovano tuttora ristretti presso la Casa Circondariale, individuando alloggi esterni;
ad assicurare, tramite la Regione Emilia-Romagna, le risorse necessarie per fornire i kit con gel igienizzante e mascherine a tutta la collettività Penitenziaria (operatori e popolazione detenuta);
ad avviare, nell’ambito del Comitato locale per l’Area dell’Esecuzione penale adulti, una riflessione su come avviare la fase 2 del Covid-19 nell’ambito della Casa circondariale e, quando la situazione sanitaria lo consentirà, come organizzare la ripresa delle attività educative e lavorative;
a sollecitare il Ministero e gli organi competenti a compiere una profilassi mirata (tamponi e test sierologici Covid-19) a tutta la collettività Penitenziaria (operatori e popolazione detenuta) e a dotare la polizia penitenziaria dei DPI necessari sia per quanto riguarda il reparto di detenzione riservato ai positivi al Covid-19, sia a coloro che saranno impiegati alle visite domiciliari per verificare l’idoneità del domicilio;
a sollecitare il Ministero e gli organi competenti per compiere i necessari lavori di riqualificazione della Casa Circondariale di Bologna, con riferimento prioritariamente ai luoghi non agibili e alle devastazioni;
a farsi portavoce per un immediato adeguamento degli organici della Polizia penitenziaria, degli educatori e del personale amministrativo.
f.to: F. Errani, M. Ferri, R. Li Calzi, F. Mazzoni, S. Lembi, I. Angiuli, G. Montera, M. C. Manca, A. Colombo.
