Lunedì 11 maggio 2020 la consigliera PD Giulia Di Girolamo è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito alla fase 2 e le imprese che fanno gola alle mafie.

Online è disponibile il relativo comunicato stampa e di seguito il testo dell’intervento.

Grazie Presidente, sono già intervenuta, durante la cosiddetta fase 1, sul tema delle imprese che si sono trovate ad affrontare una forte crisi economica a causa della chiusura dettata dalla pandemia. In particolare, nel mio intervento di inizio seduta fatto a fine marzo, ho concentrato la mia attenzione proprio sul meccanismo dell’usura messo in atto dalle organizzazioni mafiose, a danno di imprenditori e di tutto quel mondo economico che oggi ha bisogno di aiuti, di liquidità e di risposte, che ovviamente non possono pervenire da chi ha come fine ultimo quello di compromettere ed inquinare l’economia legale.
In queste settimane, che hanno preceduto e accolto la cosiddetta Fase 2, a livello nazionale sono state prese delle misure di contenimento, monitoraggio e controllo delle situazioni di rischio infiltrazioni molto importanti. E’ stata infatti costituita una cabina di regia presso la Criminalpol, voluta dal Capo della Polizia Gabrielli, composta da Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria con degli esperti, per condividere le migliori strategie da mettere in campo contro le azioni organizzate della criminalità di tipo mafioso, con una attenzione particolare a quei settori che oggi vengono individuati come i più fragili e a rischio infiltrazione, quali l’agroalimentare, la farmaceutica, la sanità, la logistica, i servizi funebri, le imprese di pulizia, lo smaltimento dei rifiuti medicali e il comparto turistico- alberghiero.

Parallelamente il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha inviato una circolare a tutte le prefetture per invitarle ad attuare una “strategia complessiva di presidio della legalità”, attraverso il dialogo e il confronto con il mondo economico e sociale, poiché, come ha affermato lo stesso Ministro, uno dei rischi più grandi per le imprese e le attività commerciali, è quello di cadere nelle maglie delle mafie che dispongono nell’immediato di ingenti quantità di denaro da investire in quei settori che oggi stanno soffrendo maggiormente la crisi economica. Tutte azioni di fondamentale importanza per scongiurare il rischio di infiltrazioni mafiose all’interno di settori vitali per l’economia del nostro paese e del nostro territorio bolognese, ma anche per permettere una ripartenza in sicurezza. Inoltre, come ha affermato anche il procuratore nazionale Antimafia, Cafiero De Raho,“La priorità, in un momento come questo è che le imprese sane vengano difese dal nemico invisibile dell’impresa mafiosa. Questo può avvenire solo accelerando i controlli. Controlli non lasciati a caso ma estesi a tutti i soggetti che accederanno alle agevolazioni e ai finanziamenti, Per evitare che questo possa diventare un modo ulteriore per le mafie di infiltrarsi nell’economia legale, intercettando i flussi finanziari pubblici che dovrebbero invece interessare l’impresa privata sana”. In questa ottica, dunque, il controllo dei flussi finanziari che perverranno dallo Stato e dall’Unione Europea, sarà di fondamentale importanza per scongiurare il rischio concreto che finiscano nelle mani sbagliate, compromettendo definitivamente per molti una concreta ripartenza e riapertura della filiera. Come è già accaduto nella ricostruzione post-terremoto nella nostra Regione, le mafie, avendo a disposizione immediatamente la liquidità necessaria per operare nel mondo economico e molto spesso denaro di derivazione illecita, hanno la capacità di inserirsi nell’economia legale anche attraverso l’acquisizione di interi comparti economici in crisi, determinando in questo modo un’irreversibile distorsione nell’economia di un territorio e sottraendo intere attività produttive agli imprenditori in difficoltà. E questo avviene in mancanza di una liquidità e di aiuti provenienti dallo Stato, mancanza in cui le mafie si infilano abilmente avendo la capacità di prestare denaro tramite il meccanismo usuraio, approfittando per riciclare proventi illeciti e mettendo ancor più in ginocchio gli imprenditori che si trovano costretti, in molti casi, ad accettare questo tipo di “aiuto”, assumendosi in solitudine un rischio molto alto.

Per questi motivi, in coerenza con la mia domanda rivolta all’assessore Lombardo nel Question Time di venerdì scorso, presento un Ordine del Giorno di cui non chiedo la trattazione urgente, in quanto ritengo che un approfondimento in Commissione Consiliare sia necessario e doveroso, in cui invito il Sindaco e la Giunta a stipulare un Protocollo di Intesa tra Istituzioni Pubbliche, Prefettura, associazioni economiche di categoria, associazioni bancarie e sindacati, in cui individuare delle linee guida per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno dell’usura; a prevedere, all’interno dello Sportello Sovraindebitamento, una sezione dedicata al monitoraggio del fenomeno usuraio; ad attuare un ancor più attento monitoraggio sugli esercizi commerciali, con particolare riferimento ai passaggi di proprietà, e sulle procedure delle gare di appalto e a prevedere, nelle modalità concesse, anche attraverso l’utilizzo delle piattaforme digitali, dei momenti di informazione e sensibilizzazione sui rischi derivanti dal ricorso al prestito usuraio.

Ritengo fondamentale dunque il prezioso lavoro e l’interlocuzione costante con tutti quegli attori istituzionali e sociali che in questo momento si stanno confrontando su questo tema e stanno portando avanti questa complessa battaglia, affinché si possa realizzare quella tanto auspicata ripartenza nel segno della legalità, della giustizia e del benessere di tutte le imprese e di tutti i lavoratori”.

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