Lunedì 27 giugno 2022 la consigliera comunale PD Mery De Martino è intervenuta ad apertura di seduta in Consiglio sul tema dello stupro quale crimine contro l’umanità.

Il video integrale della seduta del Consiglio comunale è disponibile a questo link: https://youtu.be/rzwHVRr_mCQ

Si indica inoltre il minuto a cui è possibile riascoltare l’intervento della consigliera: 57min.52sec

Di seguito il testo dell’intervento in aula:

Era il 2014 quando l’attivista Nadia Murad, a 21 anni, prima di vincere il premio nobel per la pace, venne
rapita e portata Mosul per essere torturata, ustionata e ripetutamente violentata dagli uomini dell’Isis. Da
lì, superando ogni codice sociali che impone alle donne di rimanere in silenzio e vergognarsi degli abusi, è
partita una dura battaglia personale e collettiva, per fare in modo che la storia, soprattutto quando
violenta, non passasse invano ma portasse a un cambiamento concreto. Gli stupri, le violenze su donne e
bambine non possono infatti continuare ad essere considerati degli effetti collaterali dei conflitti armati, delle colpe in qualche modo minori e inevitabili di cui nessun soldato pagherà mai il prezzo. Il male deve
essere chiamato per nome, l’integrità del proprio corpo deve essere messa sopra ogni altra cosa, le violenze che le donne sono costrette a subire, devono essere considerata per quello che sono: strategia militare e
arma di sottomissione delle minoranze. Per questo la battaglia per il riconoscimento dello stupro come
crimine contro l’umanità, è una battaglia giusta e tornata alla cronaca grazie al grande lavoro della rete
femminista transnazionale dopo le atrocità avvenute in Ucraina.
Per questo non possiamo che accogliere con gioia la recente approvazione da parte del Senato di una
mozione che impegna il governo italiano ad adoperarsi fattivamente affinché lo stupro possa essere
considerato un atto di natura genocidaria. La speranza ora è che anche alla camera venga approvato un
simile atto e che l’iniziativa continui a diffondersi in tanti altri parlamenti europei.

E mentre parlo di questo, se vogliamo piccolo, ma significativo passo in avanti verso la tutela del corpo delle
donne, non posso presidente, non provare ancor più dolore per quanto in queste ore sta avvenendo negli
Stati Uniti per mano di una Corte a stragrande maggioranza maschile. Ricordiamoci che nessun diritto civile
è garantito per sempre e che la lotta per la loro difesa è una lotta quotidiana, che non si esaurisce mai.
Scendiamo tutte e tutti in piazza per le donne statunitensi che da oggi avranno meno tutele sulla salute,
l’integrità, l’autonomia del proprio corpo. Ma riempiamo quelle piazze anche di nostri contenuti, cogliamo
l’occasione per rilanciare ancora una volta e alzare l’asticella, perché un Paese in cui se nasci in alcune
città/regioni hai l’80% in meno di possibilità di accedere all’aborto, a causa dell’obiezione di coscienza, un
Paese in cui alcune regioni hanno tentato di rendere obbligatorio il ricovero per l’assunzione del farmaco
abortivo, non è un Paese che sta dalla parte delle donne e noi ci faremo rabbia per tutte loro.