Lunedì 10 ottobre 2022 la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro è intervenuta ad inizio seduta sul sul nuovo Patto siglato con il Terzo Settore e le Reti Civiche di Bologna.

Il video integrale della seduta del Consiglio comunale è disponibile online al seguente link :  https://youtu.be/8_EBw1iewv8

Di seguito il testo dell’ intervento in aula che è possibile riascoltare al suindicato link al minuto 1 h 39 min 46 sec.

Giovedì 6 ottobre è stato presentato in conferenza stampa il Nuovo Patto siglato dal Comune di Bologna con il Terzo Settore e le reti civiche di Bologna, un grande traguardo per la nostra Città che è il risultato di un confronto aperto con queste realtà sviluppatosi nei mesi scorsi e che segna una nuova fase per l’Amministrazione condivisa.

Un risultato fortemente voluto dal nostro Sindaco e dalla Delegata al Terzo Settore Erika Capasso e che ha visto nella sua stesura un cambio di paradigma del ruolo del Terzo Settore, non più come mero esecutore, ma protagonista attivo dei processi e delle strategie di interesse generale.

Credo che tutti noi possiamo andarne fortemente orgogliosi perché non solo questo percorso nato proprio per fronteggiare e co progettare le sfide della ripartenza nell’epoca della pandemia e delle guerre e le nuove sfide della complessità, date da un aumento esponenziale delle disuguaglianze, dai livelli di povertà e dalle nuove forme di discriminazione ed esclusione sociale , dalla migrazione, dall’invecchiamento della popolazione e dal calo della natalità e non meno dalla crisi climatica e dalla transizione digitale, ha posto al centro la necessità di puntare sui nuovi modelli collaborativi per immaginare nuove strategie e soluzioni capaci di superare gli schemi competitivi del capitalismo e dare un ruolo nodale e fondamentale all’economia sociale, al mutualismo e al Terzo settore.

La nostra Amministrazione si è posta in ascolto di una tradizione bolognese capace di dare risposte e generare capitale sociale, realizzando un percorso che ha saputo dar vita a un impianto capace di valorizzare le opportunità della Riforma del Terzo Settore e di definire in maniera condivisa procedure di semplificazione e di salvaguardia di un patrimonio relazionale dato da forme di volontariato organizzate e informali che oltre ad aver già trovato impulso nel Regolamento dei beni comuni, grazie a questo importante lavoro, potranno continuare a co esistere in chiave collaborativa e a contribuire alla tenuta sociale delle nostre comunità.

E non si tratta di un documento astratto, ma di un patto che riconosce nella co programmazione e nella co progettazione il ruolo protagonista della nostra società civile organizzata e informale. Si tratta di un Patto che esalta e sostiene l’approccio dinamico come leva indispensabile per fronteggiare la complessità, e che sostiene un metodo aperto agli attori del mondo economico che vorranno collaborare. Di questa concretezza ne è testimonianza la volontà di inserire all’interno dello Statuto del Comune di Bologna la co programmazione e la co progettazione come strategia trasversale da applicare a tutti gli ambiti della PA , ne è testimonianza la volontà di voler modificare il regolamento del Comune di Bologna e ne è infine testimonianza la grande partecipazione al percorso delle realtà della società civile e dell’investimento dato dal team di esperti e dei settori che hanno supportato e che continueranno a supportare il percorso. Credo davvero che sia la strada giusta per favorire la piena espressione dell’Amministrazione condivisa e di un Terzo settore che insieme alle reti civiche formali e informali può generare in termini di valore relazionale lavoro di prossimità competenze e professionalità, preservando una tradizione volontaristica e continuando a riconoscere in questa evoluzione l’invecchiamento attivo e l’intergenerazionalità come elementi fondanti di società più eque e capaci di creare alleanze e coesione sociale.

Non mi dilungo sui contenuti del percorso e del patto, ben reperibili nel sito di Fondazione Innovazione Urbana, ma ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo passo in avanti importante. È vero, in termini di attuazione, la vera sfida comincia adesso, ma auspico davvero che questo modello venga esteso a livello metropolitano, con la certezza che Bologna ancora una volta, come avvenne con il Regolamento dei Beni Comuni, farà da apri pista a tanti Comuni d’Italia.