Lunedì 28 settembre 2026, la consigliera comunale PD Mery De Martino ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Minori stranieri non accompagnati: indagine IPRS-AGIA”, presentando inoltre un ordine del giorno, approvato nella medesima seduta consiliare, per invitare il Sindaco e la Giunta a promuovere misure e richieste al governo a salvaguardia dell’integrazione scolastica, dell’offerta formativa CPIA e del sostegno alle famiglie nel territorio bolognese.

   

 

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di inizio seduta e qui alla discussione in aula.

L’ordine del giorno è stato firmato, tra l’altro, dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Giorgia De Giacomi, Cristina Ceretti, Giulia Bernagozzi, Rita Monticelli, Roberto Iovine, Antonella Di Pietro, Isabela Angiuli , Loretta Bittini, Claudio Mazzanti, Marco Piazza, Vincenzo Naldi, R.Toschi, R. Fattori, Franco Cima, Mattia Santori, Maurizio Gaigher.

Il relativo comunicato stampa è disponibile in allegato ed online.

E’ possibile accedere qui al video della discussione in aula.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato.

OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO PER INVITARE IL SINDACO E LA GIUNTA A PROMUOVERE MISURE E RICHIESTE AL GOVERNO A SALVAGUARDIA DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA, DELL’OFFERTA FORMATIVA CPIA E DEL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE NEL TERRITORIO BOLOGNESE

Il Consiglio comunale di Bologna

Premesso che:

– Gli articoli 3 e 34 della Costituzione affermano i principi di uguaglianza e di accesso all’istruzione; la Costituzione impegna inoltre la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona e la partecipazione alla vita del Paese;

– il 24 settembre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto sulla scuola che introduce, dall’anno scolastico 2027/2028, un limite del 30% nella composizione delle classi prime. Nella scuola primaria saranno conteggiati gli alunni con cittadinanza non italiana «che non sono nati in Italia o non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia»; nella scuola secondaria di primo e secondo grado, gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano completato positivamente almeno tre anni nel sistema scolastico nazionale. Criteri che il Governo collega al livello di conoscenza della lingua italiana;

– sono previste misure di redistribuzione degli alunni tra scuole, nel rispetto della prossimità al domicilio; nei casi in cui il limite non possa essere rispettato, sono previste deroghe e risorse per il potenziamento dell’italiano;

– il provvedimento prevede inoltre corsi di italiano per i genitori le cui difficoltà linguistiche ostacolino la collaborazione con la scuola, con sanzioni per la mancata partecipazione, e introduce il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto.

Considerato che:

– Dal 2014-2015 a Bologna è attivo un sistema di Scuole Polo per l’accoglienza, nato dal Protocollo d’intesa sottoscritto nell’aprile 2014 dall’Ufficio scolastico territoriale di Bologna, dalle istituzioni scolastiche statali del primo ciclo e dall’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di coordinare la prima accoglienza e l’iscrizione dei minori stranieri non italofoni e di armonizzare le esigenze delle famiglie e degli alunni con le capacità di accoglienza delle scuole; il sistema, inizialmente composto da cinque istituti, oggi coinvolge cinque istituti comprensivi, tre istituti secondari di secondo grado e il CPIA e ha consentito di costruire negli anni un’esperienza positiva fondata sulla condivisione, sulla facilitazione, sul sostegno, sulla collaborazione tra scuola, famiglia e territorio e sull’utilizzo razionale delle risorse, che deve essere valorizzata e rafforzata; l’introduzione di un vincolo normativo rigido e preclusivo rischierebbe invece di compromettere questa capacità di gestione flessibile e territoriale, imponendo soluzioni non necessariamente coerenti con gli effettivi bisogni degli alunni e delle comunità scolastiche. Le scuole lavorano già per formare classi equilibrate, facendo i conti con i posti disponibili, le complessità crescenti che accompagnano le nuove generazioni e le caratteristiche dei quartieri in cui sono inserite; non sempre, infatti, esiste un altro istituto vicino e non tutte le difficoltà sono legate alla conoscenza della lingua;

– le risorse aggiuntive per l’insegnamento dell’italiano sono positive e necessarie e devono raggiungere le scuole sulla base dei bisogni rilevati, garantendo continuità agli interventi;

– prevedere sanzioni per la mancata frequenza dei corsi di italiano è inaccettabile mentre migliaia di persone, adulte e minori, restano in lista d’attesa per iscriversi ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), anche per imparare l’italiano: a febbraio 2026, nei CPIA dell’Emilia-Romagna si segnalavano circa ottomila persone in attesa;

– il pieno accesso a un’istruzione libera e democratica è il più grande strumento di emancipazione che possiamo offrire alle ragazze del nostro Paese, di origine italiana e non; non certo divieti che alimentano distanze e pregiudizi.

Ritiene:

– Politicamente strumentale e pericolosa la scelta del Governo di presentare il  provvedimento come un “tetto agli stranieri”, alimentando l’idea che la presenza di questi alunni tolga opportunità agli altri bambini. Una contrapposizione che rafforza i pregiudizi e sposta l’attenzione da quello che conta davvero: le risorse e le responsabilità pubbliche necessarie per affrontare le complessità della scuola.

Invita il Sindaco e la Giunta:

– A chiedere al Governo, in sede di conversione del decreto-legge, il ritiro delle disposizioni che introducono un limite rigido alla presenza nelle classi prime di alunni con cittadinanza non italiana, nonché delle ulteriori disposizioni che, attraverso divieti, obblighi e sanzioni, rischiano di trasformare la scuola da luogo di accoglienza e inclusione in un luogo di esclusione;

– a sostenere, in alternativa, politiche scolastiche fondate sulla valutazione degli effettivi bisogni educativi e linguistici, sulle caratteristiche dei territori, sull’autonomia scolastica e sulla capacità organizzativa delle istituzioni scolastiche, valorizzando gli strumenti di coordinamento e flessibilità già sperimentati con successo a livello territoriale;

– a chiedere il ritiro di sanzioni e divieti che aumentano la distanza con le famiglie e rischiano di compromettere la continuità dei percorsi di studio;

– a monitorare attentamente l’applicazione del decreto sul territorio bolognese, istituendo un tavolo di coordinamento con i dirigenti scolastici per verificarne le ricadute e assicurare che nessun percorso scolastico venga compromesso;

– a garantire, attraverso i servizi comunali, un sostegno attento alle famiglie che rischino di incorrere nelle sanzioni previste dai nuovi obblighi e divieti;

– a riferire pubblicamente quante persone restino ogni anno escluse dai CPIA del territorio e a chiedere al Governo le risorse necessarie per ampliare l’offerta e rispondere alla domanda di istruzione presente e non soddisfatta.

F.to: M.De Martino (Partito Democratico), G.De Giacomi (Partito Democratico), C. Ceretti (Partito Democratico), G. Bernagozzi (Partito Democratico), R. Monticelli (Partito Democratico), R. Iovine (Partito Democratico), A. Di Pietro (Partito Democratico), I.Angiuli (Partito Democratico), L. Bittini (Partito Democratico), C. Mazzanti (Partito Democratico), M.Piazza (Partito Democratico), V. Naldi (Partito Democratico), R.Toschi (Partito Democrfatico), R. Fattori (Partito Democratico), R.Toschi (Partito Democratico), R. Fattori (Partito Democratico), Franco Cima (Partito Democratico), Mattia Santori (Partito Democratico), Maurizio Gaigher (Partito Democratico), D.Begaj (Coalizione Civica), S.Larghetti (Coalizione Civica), P.Marcasciano (Coalizione Civica), S.Negash (Lepore Sindaco), G.Tarsitano (Lepore Sindaco), F. Dicao (Anche Tu Conti), M.C. Manca (Anche Tu Conti).