Lunedì 11 maggio 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Le condizioni di lavoro degli educatori socio-sanitari: un tema urgente per il welfare”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo del parlato.

Le condizioni di lavoro in cui operano le educatrici e gli educatori socio-sanitari del welfare sono un tema centrale e oggetto di dibattiti di lungo corso. Si tratta del riconoscimento dignitoso di un ruolo e di una retribuzione adeguata da regolare con norme, formazione e pratiche, su cui anche l’Università da anni si spende con riflessioni, approfondimenti e corsi specifici, proprio per affermare e valorizzare un lavoro silenzioso di figure indispensabili nei servizi e in ogni ambito del welfare. Figure professionali che rappresentano un pilastro per garantire la tenuta delle nostre comunità e che ancora oggi necessitano di un’attenzione adeguata. La questione è nota e in più occasioni è stata affrontata e sollecitata da sindacati e rappresentanti del Terzo Settore, anche nel percorso di amministrazione condivisa.

Un lavoro mai riconosciuto fino in fondo che, nel tempo, a causa di una precarietà strutturale, costringe chi vi si avventura, a sommare più contratti fragili. Il risultato è un lavoro povero e precario, deteriorato al punto che oggi si manifesta anche nella fuga degli stessi operatori socio-sanitari e della cura.

Non è un dibattito semplice e si scontra costantemente con i tagli nazionali agli investimenti per il welfare. Ma tutto ciò non può esimerci dall’avviare una riflessione che deve sollecitare, con proposte concrete, alleanze ai diversi livelli della politica, perché è un settore che va sanato se non vogliamo mandare in cortocircuito il welfare e ritrovarci senza operatori. Segnali allarmanti si stanno già manifestando, con proiezioni future preoccupanti. Di fronte a un caro vita che cresce e alle difficoltà nel conciliare tempi e necessità, come quelle abitative, è difficile pensare che queste professioni non vengano accantonate. Si tratta di lavori faticosi che si misurano quotidianamente con le persone e le diverse fragilità di cui sono portatrici.
Riflettere su questa condizione è il primo passo per avviare una discussione, e va fatto insieme a tutte le forze in gioco. Siamo di fronte a scenari inediti a cui è necessario porre rimedio per garantire, in prospettiva, anche un ricambio generazionale nel mercato del lavoro.

Da questo punto di vista cito un articolo comparso sul Sole 24 Ore sulla longevità, che riporta i dati di una ricerca sulle difficoltà a reperire badanti e collaboratrici familiari in un ambito in cui la domanda di assistenza è crescente. Questo esempio conferma quanto sia importante affrontare il tema nella sua complessità e prima che la situazione diventi irreversibile.

Alla luce delle sollecitazioni del Cardinale Zuppi e della sensibilità che associazioni, fondazioni ed enti esprimono su questa materia, è molto importante cogliere le opportunità e riflettere anche sulla proposta suggerita dal portavoce del forum regionale del terzo settore di istituire, sull’esempio del progetto Insieme per il lavoro, un tavolo specifico sul lavoro sociale, per approfondire e definire con i diversi attori coinvolti, proposte locali e nazionali da mettere in campo. Come Partito Democratico di Bologna ci impegniamo ad accompagnare e a sostenere percorsi di ascolto e confronto volti a garantire dignità, supporto e riconoscimento alle persone che agiscono in questo ambito e a sostenere il Manifesto lanciato dalla Vita. Da questo punto di vista proporrò, insieme ad altre colleghe e colleghi, un’udienza conoscitiva con terzo settore, sindacati e soggetti interessati per capire la fattibilità di un tavolo locale sul lavoro sociale che aggiunge valore a quanto più in generale è stato inserito sul lavoro, nel patto che l’Amministrazione ha siglato con il Terzo settore.