Lunedì 17 ottobre 2022 la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro è intervenuta ad inizio seduta sulla salute mentale come bene comune – perché ci vuole una città.

Il video integrale della seduta del Consiglio comunale è disponibile online tramite link del comunicato stampa.

Di seguito il testo dell’ intervento in aula che è possibile riascoltare al suindicato link al minuto 1 h 7 min 15 sec

La Salute mentale come bene comune- perché ci vuole una città

Si è concluso venerdì scorso a Piazza Dalla il ciclo di appuntamenti “La salute mentale come bene comune, perché ci vuole una città” che l’Asl di Bologna in collaborazione con l’Istituzione Minguzzi, il Comune di Bologna, la Città Metropolitana e l’Università di Bologna, in occasione della Giornata Internazionale sulla Salute Mentale, ha organizzato nella nostra città e in tutti i distretti del territorio metropolitano per affrontare il tema nei diversi aspetti.

Un incontro di restituzione che ha coinvolto quasi 1000 partecipanti. Una piazza colma di persone, ricca di esperti, professionisti, volontari, associazioni, cittadini , familiari e utenti in cui sono intervenuti anche il Direttore Generale Bordon, il Sindaco Lepore, l’Assessore Rizzo Nervo e la Presidente di Quartiere Navile Federica Mazzoni. Un momento sentito che ha posto al centro della discussione la salute mentale come bene comune, restituendo alla comunità quanto emerso nei diversi tavoli attivati nei giorni precedenti. Un evento importantissimo per la nostra città , non solo per la spinta a far comprendere quanto il diritto alla salute mentale vada preservato in termini di prevenzione, accompagnamento e risposta, ma anche per riflettere sulla trasversalità del tema stesso, che a tutti gli effetti interessa ogni singola persona perché e lo sappiamo bene, nell’arco della vita, fattori come ad esempio gli ostacoli quotidiani, le preoccupazioni, le perdite o l’assenza di una condizione di stabilità possono provocare situazioni di vulnerabilità che spesso, se non ben intercettati, rischiano di sfociare in situazioni di cronicità. Ed è qui che entra in gioco il ruolo di una comunità, della presa in carico comunitaria e del Diritto alla fragilità che è un aspetto tra l’altro avvertito come priorità dalla nostra Amministrazione e che si può affrontare solo con una forte collaborazione tra gli attori delle istituzioni pubbliche, del privato e del terzo settore . Molti tavoli hanno affrontato temi come la casa, il carcere, il lavoro, i rapporti sociali. Personalmente ho partecipato al tavolo tematico tenutosi alla Casa di Tina, uno spazio, in via di Corticella, dedicato ad associazioni, utenti, familiari e cittadini che possono prendere parte, frequentandola, a un contesto familiare di socializzazione, cultura e apprendimento. In questo incontro si è scelto di orientare la discussione sull’unicità della mente, il corpo e lo spirito nella salute mentale ed è stato chiesto a tutti i presenti di portare un contributo o una testimonianza diretta su questo argomento. Pensate che il corpo e la spiritualità da non confondere con la religiosità, pur essendo aspetti essenziali della persona, sono spesso dimenticati, eppure come è stato giustamente sottolineato, chi ha problemi di salute mentale non è solo una mente. E’ stato interessantissimo ascoltare i diversi contributi di tutti i coinvolti e degli utenti, che come ha prontamente sottolineato la facilitatrice, sono fondamentali per migliorare e aggiornare i servizi, ed è stato interessantissimo anche lo stesso tema posto, perché è l’equilibrio dato dai tre aspetti a mettere la persona nelle condizioni di affrontare le difficoltà.

Ed è proprio quando non ci si riesce da soli, basti pensare a quello che leggiamo sui giovani e su tante altre situazioni accentuate da questi anni di pandemia e di crisi, è la comunità tutta, insieme ai servizi socio sanitari che deve intervenire. In quella particolare occasione ho sottolineato quanto sia importante creare connessioni, occasioni di incontro e collaborazioni di prossimità, “ ponti” di ascolto e solidarietà, per superare stereotipi e pregiudizi e contribuire a rendere la salute mentale un bene comune; ho evidenziato la visione del nostro Comune, l’importanza del ruolo dei Quartieri, di quanto si sta già facendo, e di quanto sia importante prendersi del tempo per continuare ad approfondire come funzionano i servizi e come sono vissuti dagli utenti stessi. Ho apprezzato e valorizzato la presenza dell’Ausl e dell’Ufficio Reti del Quartiere; ho posto l’accento sull’importanza di dare continuità a quel gruppo e mi auguro che sarà lo stesso per tutti i gruppi; ma la giornata di restituzione a Piazza Dalla, come riportato nei molti interventi, sì, è stata un punto di arrivo, ma è parsa anche un punto di inizio per la creazione di un forte patto di collaborazione tra i diversi attori e per elaborare soluzioni alle diverse questioni emerse . Un utente, una ragazza, durante il suo intervento ha sottolineato che si è sereni solo quando si ha la serenità economica…e come darle torto? Riflettiamo su questa affermazione, perché abbiamo tutti una grande responsabilità, quella di aiutare i cittadini ad affrontare questa fase drammatica, perché quello che avviene oggi con il caro bollette, con la casa e con tutte le questioni correlate alla crisi che stiamo vivendo, metteranno sempre più a rischio la salute e la salute mentale dei nostri cittadini. E anche per questo ci vuole la Pace e va cessata la guerra, e anche per questo, accanto agli sforzi enormi delle politiche locali, ci vogliono azioni di Governo concrete e urgenti che mettano al centro la persona e le persone più fragili.

Un poeta bolognese mi ha scritto giorni fa “dobbiamo essere fiammelle per illuminare questo buio”…lo credo anche io.. sforziamoci di esserlo tutti e a tutti i livelli, portando avanti quella politica di ascolto, rispetto, gentilezza e perfino mitezza ben descritta anche da Liliana Segre nel suo discorso di apertura del Senato.