Lunedì 31 ottobre 2022 in Consiglio comunale di Bologna ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dalla consigliera comunale PD Roberta Toschi con cui si invita a riconoscere la salute come diritto fondamentale universale e a sostenere, con la Regione Emilia-Romagna, la necessità che vi sia da parte dello Stato il riconoscimento e il rimborso delle spese sostenute per la gestione della pandemia Covid e per le spese energetiche, per scongiurare tagli o riduzioni dei servizi sociosanitari ai cittadini. 

L’ordine del giorno è stato inoltre firmato dai consiglieri e consigliere comunali PD Michele Campaniello, Giorgia De Giacomi, Giulia Bernagozzi, Loretta Bittini, Vincenzo Naldi, Rita Monticelli, Roberto Iovine, Maurizio Gaigher, Antonella Di Pietro, Claudio Mazzanti, Franco Cima, Mery De MartinoCristina Ceretti.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato nonché il video della relativa seduta consiliare.

Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso che

La Costituzione Italiana all’art.32 recita che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

La salute costituisce quindi un diritto fondamentale: tutti hanno diritto ad essere curati, anche se non tutti hanno diritto a cure completamente gratuite, destinate esclusivamente agli indigenti, cioè a coloro che non sono in grado di far fronte economicamente alle quote/ticket relative alle cure indispensabili per la propria salute.

Il diritto alla salute coincide col diritto al rispetto dell’integrità fisica dell’individuo; ma esso comporta anche il diritto all’assistenza sanitaria: infatti, con la riforma sanitaria del 1978, l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale ha esteso l’obbligo dello Stato di assicurare le prestazioni sanitarie e farmaceutiche non solo agli indigenti, ma anche a tutta la popolazione.

Considerato che

In questa prospettiva è possibile parlare di diritto alla salute come diritto collettivo poiché assicurare l’assistenza sanitaria ai singoli permette, come è stato reso evidente dalla gestione della pandemia da covid 19, tutelare l’intera comunità anche in ottica di prevenzione.

L’accesso alle prestazioni offerte dal Servizio Sanitario Nazionale è fondato sui principi di universalità, uguaglianza ed equità.

I principi fondamentali del SSN, come previsto dal Ministero della Salute, vengono affiancati dai principi organizzativi che sono basilari per la programmazione sanitaria. I più importanti sono elencati di seguito.

Centralità della persona

Si estrinseca in una serie di diritti esercitabili da parte dei singoli cittadini e che rappresentano dei doveri per tutti gli operatori sanitari, dal medico a chi programma l’assistenza territoriale. I diritti principali sono:
● libertà di scelta del luogo di cura
● diritto a essere informato sulla malattia Piazza Maggiore,6 – 40124 Bologna
● diritto a essere informato sulla terapia e opporsi o dare il consenso (consenso informato)
● diritto del paziente di “essere preso in carico” dal medico o dall’équipe sanitaria durante tutto il percorso terapeutico
● diritto alla riservatezza
● dovere della programmazione sanitaria di anteporre la tutela della salute dei cittadini (che rappresenta il motivo principale dell’istituzione del Ssn) a tutte le scelte, compatibilmente alle risorse economiche disponibili.

Responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute

La Costituzione prevede per la tutela della salute competenze legislative dello Stato e delle Regioni. Lo Stato determina i LEA che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Mentre le Regioni programmano e gestiscono in piena autonomia la sanità nell’ambito territoriale di loro competenza.

Valorizzazione della professionalità degli operatori sanitari

La professionalità dei medici e infermieri, non solo in senso tecnico, ma anche come capacità di interagire con i pazienti e rapportarsi con i colleghi nel lavoro di équipe, è determinante ai fini della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni.

Integrazione socio-sanitaria

È un dovere integrare l’assistenza sanitaria e quella sociale quando il cittadino richiede prestazioni sanitarie e, insieme, protezione sociale che deve garantire, anche per lunghi periodi, continuità tra cura e riabilitazione.

Collaborazione tra i livelli di governo del SSN

Stato, Regioni, Aziende e Comuni, nei rispettivi ambiti di competenze, devono collaborare tra di loro, con l’obiettivo di assicurare condizioni e garanzie di salute uniformi su tutto il territorio nazionale e livelli delle prestazioni sanitarie accettabili e appropriate per tutti i cittadini.

Invita il Sindaco e la Giunta

A presidiare affinché, nel rispetto del proprio ambito di competenza, venga agita la dovuta collaborazione tra le Istituzioni e le Aziende coinvolte, con l’obiettivo di garantire adeguate condizioni di salute e livelli di prestazioni sanitarie appropriate per tutti i cittadini.

A sollecitare le Istituzioni e le Aziende coinvolte affinché vi sia la garanzia di equa accessibilità a prestazioni di sanità pubblica, o privata accreditata governata dagli organi di committenza, per tutti i Piazza Maggiore,6 – 40124 Bologna cittadini, perché non siano costretti a ricorrere a prestazioni a pagamento, per garantire la propria salute.

A collaborare, per quanto di competenza, affinché la Regione Emilia Romagna svolga al meglio la sua attività di programmazione e di garanzia sanitaria.

A sollecitare e sostenere, nel rispetto del proprio ambito di competenza ed in sinergia con la Regione Emilia Romagna, la necessità che vi sia da parte dello Stato il riconoscimento ed il rimborso delle spese sostenute per la gestione della pandemia Covid ed il sostegno per le spese energetiche, per scongiurare tagli o riduzioni dei servizi sociosanitari ai cittadini.

F.to: R. Toschi, M. Campaniello, G. De Giacomi, G. Bernagozzi, L. Bittini, V. Naldi, R. Monticelli, R. Iovine, M. Gaigher, A. Di Pietro, C. Mazzanti, F. Cima, M. De Martino, C. Ceretti.