Lunedì 16 gennaio 2023 la consigliera comunale PD Giulia Bernagozzi è intervenuta in Consiglio comunale sull’ Iran a 4 mesi dalla morte di Mahsa, presentando inoltre un ordine del giorno, da lei stessa emendato in aula, di condanna della repressione in Iran e di solidarietà alla causa e alla lotta delle donne iraniane, approvato durante la medesima seduta.
L’ordine del giorno è stato firmato inoltre dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Rita Monticelli, Michele Campaniello, Cristina Ceretti, Loretta Bittini, Roberta Toschi, Antonella Di Pietro, Vincenzo Naldi, Mery De Martino, Roberto Iovine, Claudio Mazzanti, Roberto Fattori, Franco Cima, Maurizio Gaigher, nonché dai consiglieri comunali Negash, Tarsitano, Begaj, Larghetti e Marcasciano.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno.

Ordine del Giorno
Premesso e considerato che

dal 16 settembre 2022, a seguito della uccisione di Mahsa Amini, la giovane 22enne arrestata dalla Polizia Morale per non aver indossato correttamente il velo, in tutto l’Iran è in atto una grande protesta innescata dalle ragazze e dalle donne che, nelle strade al grido di “Donna, vita, libertà” gettano i loro hijab e si tagliano ciocche di capelli per invocare e reclamare il rispetto dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali delle persone;

al loro fianco cresce l’adesione popolare alle proteste e alle manifestazioni di piazza, che coinvolgono sempre più ragazzi, uomini, lavoratori iraniani che chiedono migliori condizioni sociali e civili e il rispetto dei diritti delle donne e delle persone tutte;

la repressione delle Forze dell’Ordine e di polizia iraniane avrebbe già provocato la morte di oltre 300 persone secondo recentissime dichiarazioni di esponenti di sicurezza della Repubblica islamica
dell’Iran, mentre le fonti delle Organizzazioni Non Governative, come Human Rights Activists, parlano di 451 morti tra i manifestanti e 60 tra le Forze dell’ordine, nonché di oltre 18mila persone
arrestate;

è impossibile ad oggi conoscere il numero preciso delle donne e delle ragazze che con incredibile coraggio hanno sfidato la segregazione e la cultura patriarcale del Governo teocratico
dell’Iran che nega i diritti civili delle donne, subendo torture e violenze fino alla morte;

in questi giorni è stata inoltre espressa dall’Unicef, oltre alla profonda preoccupazione per le continue incursioni e perquisizioni condotte nelle scuole, ferma condanna rispetto a tutte le violenze
contro i minori, violenze che avrebbero già causato la morte di oltre 50 bambini e bambine e il ferimento di molti altri durante i disordini pubblici, che la Città di Bologna è colpita anche dalla recente morte di Mehdi Zare Ashkzari, giovane iraniano che ha frequentato la nostra Università e ha vissuto nella nostra città, morto dopo 20 giorni di coma a seguito delle torture in carcere

Evidenziato che

le manifestazioni di dissenso al regime non accennano a fermarsi nonostante la repressione indiscriminata, gli arresti e le uccisioni di donne, uomini e minori;

nelle violenze rimangono coinvolte anche persone non iraniane presenti nel Paese, come è accaduto alla giovane italiana Alessia Piperno arrestata il 28 settembre scorso con l’accusa mai provata di
aver preso parte alle proteste, portata in carcere a Evin dove vengono condotti i dissidenti e senza sue notizie per oltre un mese, sino alla tardiva liberazione e rientro in Italia lo scorso 10 novembre;
il movimento di popolo e la lotta per la libertà delle donne iraniane sono al centro di una mobilitazione internazionale fatta di gesti simbolici quali il taglio dei capelli, di solidarietà concreta e adesione espressa pubblicamente e ai rispettivi Governi da parte di associazioni femminili, organizzazioni sociali, Istituzioni locali e territoriali in tutto il mondo, in Europa e in Italia;

ciò che sta accadendo in Iran viola sistematicamente e tragicamente le Convenzioni Internazionali di tutela della Persona umana a cominciare dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla
Convenzione ONU, inclusi quelli sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché la Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) “Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) sulla
prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”;

Sottolineato che

i movimenti e le associazioni femminili e femministe e i movimenti popolari che vedono insieme persone di diverse età e appartenenza a sostegno dei diritti umani contro le violenze e i crimini delle
torture e delle uccisioni, per le libertà democratiche e per la pacifica convivenza tra popoli e persone, sono attivi in molti altri Paesi liberticidi e oppressivi dove la soggettività e i diritti della
donna e della persona non vengono riconosciuti;

la condizione impari e di insicurezza delle ragazze e delle donne appare in ulteriore aumento in molte zone del mondo e anche in Europa, a causa di molteplici fattori discriminanti agiti contro i
loro diritti e acuiti dalle guerre, dalla pandemia, dalle crisi economiche conseguenti;

tutto ciò premesso,

Il Consiglio comunale del Comune di Bologna

– Condanna la sanguinosa repressione agita per volontà del Governo della Repubblica islamica dell’Iran e invoca la immediata cessazione di tutte le violenze in corso contro manifestanti e dissidenti e le esecuzioni dei dimostranti in quanto costituiscono sistematica violazione dei Diritti Umani e dei Minori in quel Paese.

– Aderisce ed esprime solidarietà alla causa e alla lotta delle donne iraniane e del popolo iraniano per l’affermazione della libertà e soggettività femminile, dei diritti fondamentali della Persona e della pacifica e civile convivenza.

– Rilancia la necessità di un impegno internazionale e transnazionale di sostegno ai movimenti delle donne che non solo in Iran ma anche in altri Paesi martoriati si stanno battendo per il rispetto dei  diritti umani e i diritti civili , che comprendono diritti di genere, e la sicurezza e protezione delle donne, a cominciare dalla attuazione dei princìpi contenuti nella Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) “Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”;

– Si impegna a risollecitare, dalle sedi Comunali e Regionali di riferimento, una presa di posizione del Governo italiano di ferma condanna verso le gravissime violazioni perpetrate in Iran, invitando a condizionare ogni relazione con il Governo iraniano al rispetto dei Diritti umani e dei diritti civili e fondamentali delle sue cittadine ed invita il Governo ad adottare ogni misura diplomatica utile a fermare le violenze, gli omicidi e le esecuzioni nel Paese.

– Si impegna a dar seguito alle tante iniziative di piazza e simboliche di solidarietà alle donne iraniane cui ha partecipato dall’inizio delle proteste in Iran, contribuendo sia a mantenere alta l’attenzione sulle violenze perpetrate che a sostenere la loro lotta per la libertà e l’emancipazione civile e sociale contro i regimi liberticidi.

Qui il video della presentazione in aula.