Lunedì 6 luglio 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Anziani e non autosufficienza”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo del parlato.

Il tema degli anziani non autosufficienti è una questione dirimente su cui la politica è chiamata a misurarsi per proporre soluzioni adeguate ai bisogni. L’allungamento della vita, l’aumento della popolazione anziana, i mutamenti demografici e i cambiamenti legati alla composizione familiare che vedrà sempre più l’incremento di una popolazione anziana sola e in prevalenza femminile, sono una vera sfida da affrontare. I tagli progressivi e i mancati investimenti nazionali rendono le risorse insufficienti, mentre i bisogni crescono e la carenza di personale resta evidente. La nostra è una città che molto si adopera con progetti, iniziative e nuove figure professionali per contrastare l’isolamento, potenziare la prevenzione e promuovere la salute. Bologna attraverso i suoi servizi integrati agisce con politiche comunitarie tese a intercettare le fragilità prima che si cronicizzino, ma le diverse emergenze richiedono oggi un salto di qualità e un impegno collettivo che non può ‘ eludere i diversi livelli locali e nazionali. La Regione stanzia da sempre risorse molto più significative del Fondo nazionale e siamo anche più avanti degli altri territori, ma anche noi facciamo fatica a mantenere lo standard storico. I posti delle strutture residenziali sono già inadeguati. Gli stessi servizi sono logorati da richieste sempre più diversificate. Se da un lato questi aspetti pongono la necessità di un incremento della spesa pubblica da parte dello Stato, dall’altro richiedono una riflessione capace di portare a cambiamenti strutturali. La crescente richiesta di assistenza, connessa all’insorgere di nuove patologie che si sommano, richiama, nel bisogno di cura, a un approccio condiviso e coordinato per rendere il rapporto tra pubblico e privato una prassi in cui pianificare proposte, strategie e interventi all’altezza dei tempi. L’invecchiamento della popolazione è irreversibile e tutte
le ricerche e le analisi confermano che il modello di welfare va cambiato, per generare nuove risorse, colmare l’assenza di personale e dar vita a un approccio di sistema capace di programmare interventi nel medio e lungo periodo.
Le fragilità attuali impongono interventi predittivi. Sottolineano l’importanza di agire sul lavoro sociale per valorizzarlo, sostenerlo, affiancarlo e formarlo, garantendo, nel pubblico come nel privato, un riconoscimento retributivo necessario a ridurne la dispersione. Chi opera nella cura tiene in piedi il welfare, ma fatica a sostenere il costo della vita. Aspetti insieme ad altri che vanno affrontati per evitare l’esplosione di una bomba sociale. Il tema va seguito, rafforzando alleanze e cogliendo le istanze di tutti coloro che in questo contesto operano. È compito della politica immaginare, con il contributo degli attori in campo, azioni sostenibili nei confronti di chi, nelle sue fragilità, ha diritto a una vita dignitosa e nei confronti di chi in questo settore lavora e si prende cura a vario titolo. La forbice delle disuguaglianze continua ad allargarsi e deve preoccupare tutti.
Ci sono aspetti su cui è si sta discutendo per rivedere criteri di accesso, capacità di generare risorse e modelli virtuosi da inserire in una cornice di sistema.
Bologna e l’Emilia Romagna, per la loro storia di sussidiarietà e per le tante realtà presenti, hanno tutte le potenzialità per continuare a sviluppare un approfondimento che come Partito Democratico intendiamo portare avanti.