Lunedì 27 aprile 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta sul tema “25 Aprile. Ora e sempre Resistenza”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo del parlato.
In tutta Italia il 25 aprile ha registrato una vasta partecipazione, molto più ampia che negli anni precedenti. Migliaia di persone si sono ritrovate per celebrare la data più importante della nostra storia: la Liberazione dal nazifascismo. Una storia che unisce chi si riconosce nei valori della Resistenza e nei principi di pace e libertà.
Unisce e ricorda giovani e giovanissimi, ragazze e ragazzi, uomini e donne che rifiutarono la dittatura e decisero di opporsi, sacrificando la propria vita per liberare il Paese e consegnargli un futuro migliore. È una storia che si esprime nella solidarietà e nell’impegno di una comunità che ebbe la forza di sconfiggere il totalitarismo e di far nascere la Costituzione e la democrazia.
Ricordarli, nel loro pluralismo organizzato, è un dovere per tutti coloro che vogliono continuare a preservare e rinnovare un impegno verso valori che oggi sono profondamente minati da chi antifascista non è e che non riconosce il senso unitario e fondante della Resistenza.
Purtroppo i tempi che attraversiamo sono segnati da profonde fratture che si esprimono in divisioni quotidiane. È un tempo che deve trovare la forza di elaborare un nuovo mondo in cui vivere e in cui riaffermare quei valori. La pace e la libertà si esprimono quando diritti e giustizia sociale trovano il modo di tutelare i più fragili. Celebrare il 25 aprile oggi è sempre più un dovere che non può prescindere da un impegno quotidiano volto a costruire un progetto politico di pace e di libertà sostanziale.
Il lavoro dei Comuni e delle associazioni che in questi 80 anni di storia si è sempre espresso per ribadire l’importanza della memoria e della Resistenza deve continuare a vivere con una tensione al futuro. E il clima non semplice in cui si è celebrato questo anniversario lo conferma. Da un lato un Governo che ha cercato di indebolire una storia civile e democratica, nel tentativo non riuscito di tagliare i fondi destinati alla memoria: chiaro tentativo di perseguire una revisione storica. Gli atti di vandalismo contro le sezioni Anpi registrati in diverse città e l’omaggio al duce e i saluti romani a Predappio dei fascisti, sono un altro esempio ignobile.
Le reazioni nelle piazze, da Roma a Milano e a Bologna, ci parlano di un clima che si esprime su piani diversi e che in alcuni casi, forse, si sarebbe potuto evitare. Penso a Milano, dove la Brigata ebraica aveva tutto il diritto di manifestare per il contributo dato alla liberazione. Il problema, a mio avviso, è che non si può credere che non abbia conseguenze sfilare in corteo con le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, che oggi rappresentano i principali alleati del genocidio a Gaza e delle azioni imperialistiche e colonialiste che continuano a consumarsi. Se quelle bandiere, che oggi inevitabilmente evocano Trump e Netanyahu, non ci fossero state, probabilmente la Brigata ebraica avrebbe sfilato senza problemi. Spero che in questo punto di caduta si torni al dialogo.
Per quanto riguarda la reazione sulla bandiera dell’Ucraina, capisco che per molti vederla il 25 aprile, possa apparire una forzatura e che ci siano posizioni differenti, ma questo non puo’ giustificare in alcun modo l’allontanamento da una manifestazione e in ogni caso l’Ucraina è un popolo invaso che vede civili e vittime innocenti pagare il prezzo più alto. Del resto erano presenti altre bandiere di popoli oppressi.
Sull’Iran, se si conoscono le posizioni, si comprende che ben diversa è la posizione dei pro Scià dall’autodeterminazione di un popolo che da sempre rivendichiamo.
Sulle frange antagoniste, proprio perché antagoniste, sono- per costituzione- contro il Governo, il Sindaco e ogni Amministrazione: per quanto ingiusto, se non fosse così non si chiamerebbero in questo modo.
Tra reazioni e bilanci, pensando alla mia città e alla gente che ha riempito la piazza e le zone, ci tengo a ringraziare tutti coloro che in questo 25 aprile hanno lavorato per unire e far partecipare. Di Bologna, Medaglia d’oro al valor militare e alla Resistenza, sono sinceramente orgogliosa, così come delle sue forze civiche e civili che ogni anno si adoperano insieme al Comune e all’ANPI per arrivare a questo imprescindibile appuntamento. Sul piano nazionale non lasciamo che la gioia di essere presenti nelle piazze sia taciuta o offuscata da vicende ed episodi che devono pur sempre far riflettere. In tal senso auspico che quanto abbiamo letto sia, nella sua complessita’, uno stimolo a comprendere che molte sono le attese e le speranze che si celano dietro persone che ogni giorno vivono con attenzione e preoccupazione questo tempo difficile.
