Lunedì 30 marzo 2020 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale ed ha presentato un ordine del giorno relativo al miglioramento delle condizioni strutturali e degli ambienti di vita e di lavoro all’interno della Casa Circondariale di Bologna.
Di seguito il testo dell’intervento. Online è inoltre consultabile il comunicato stampa.
L’emergenza sanitaria ha reso ancora più ampia la distanza tra il mondo carcerario e la città. Accanto alle difficoltà a garantire il contenimento della diffusione del contagio (distanziamento sociale, isolamento, etc.), l’enormità dello sforzo organizzativo e operativo al quale sono chiamati gli operatori sanitari e penitenziari.
Anche in un’ottica di tutela della salute pubblica, non si può non prescindere da un opportuno alleggerimento degli attuali numeri delle presenze in carcere.
Bisogna intervenire prima che l’epidemia entri dentro agli istituti di pena, causando problemi sanitari e di sicurezza sociale enormi per il Paese, aumentando la pressione anche per il nostro sistema sanitario nazionale.
Il recente decreto 18/2020 prevede le misure domiciliari, escludendo naturalmente i detenuti autori di reati gravi, compresi stalker e autori di maltrattamenti in famiglia, e quelli che hanno partecipato alle rivolte di marzo. Per il carcere di Bologna, parliamo di circa 49 detenuti su 822, quando la capienza massima é di 500 persone.
Il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale ha scritto alla Regione Emilia-Romagna, esprimendo preoccupazione per la situazione in cui versano gli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna, contrassegnati da un significativo sovraffollamento, con un rischio concreto per la salute del personale dell’amministrazione penitenziaria e degli operatori sanitari impegnati nelle carceri, e naturalmente della popolazione detenuta.
Il Comune di Bologna ha già provveduto a consegnare alla Direzione della Casa circondariale di Bologna 200 mascherine e dispositivi di protezione individuale (DPI) per l’emergenza sanitaria “Covid-19” e promosso l’avvio di un monitoraggio costante della condizione di salute tramite i tamponi.
Credo sia importante esprimere solidarietà al personale, agli operatori dell’Amministrazione Penitenziaria e dell’Azienda USL di Bologna impegnati per far fronte all’attuale situazione detentiva, in particolare al personale della polizia penitenziaria chiamato a fronteggiare prima le rivolte e poi l’attuale situazione di emergenza; e naturalmente alle donne e uomini detenuti che non hanno partecipato alla rivolta.
Ma possiamo e dobbiamo fare di più come Consiglieri comunali e come Comune di Bologna.
Per questa ragione, ho presentato una proposta di Ordine del giorno per chiedere di promuovere, con la Regione Emilia-Romagna e il Terzo settore, progetti di sostegno all’accoglienza di persone in esecuzione penale esterna, anche per reperire sedi da destinare alla residenza di persone in semilibertà.
Possiamo anche impegnarci ad assicurare, tramite la Regione Emilia-Romagna, le risorse necessarie per fornire i kit con gel igienizzante e mascherine a tutta la collettività Penitenziaria (operatori e popolazione detenuta) e sollecitare il Ministero a compiere una profilassi mirata (tamponi e test sierologici Covid-19) a tutta la collettività Penitenziaria.
