Lunedì 11 marzo 2019 il capogruppo PD Claudio Mazzanti è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito alla nuova vicenda di cronaca di writers che hanno vandalizzato Via Mascarella a viso scoperto.

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta.

Veramente questo fatto di via Mascarella riporta alla luce quanto uscì in Commissione due anni e mezzo fa. Prima ho sentito parlare di Milano, di altre città.

Ricordo che il Comune di Bologna, insieme al Comune di Milano, fece un’operazione di polizia, con la Polizia municipale coadiuvata anche delle altre Forze di Polizia, e arrivarono a fermare, multare e denunciare all’Autorità giudiziaria un numero consistente di questi simpaticoni, delinquenti, che ne combinano di ogni. Andò a finire che il vicecomandante della PM raccontò che a Bologna il pubblico ministero archiviò tutte le procedure.

Così come altre volte è avvenuto, dove, non solo quando si sono presi – e se ne sono presi – si sono elevate le contravvenzioni e denuncie, come sempre, all’Autorità giudiziaria. Per cui qui si può cavalcare, strumentalizzare, dire che si è valutato in ritardo. Balle! Tutti gli atti della PM ci hanno ben dimostrato – e non solo loro – tutte le iniziative fatte e i provvedimenti assunti. Così come gli stanziamenti ai condomini e la pulizia che deve continuare. Stavolta – come le altre volte, ad esempio le ragazze spagnole che si sono divertite ad imbrattare – sono state prese, catturate, multate e dopo loro hanno pulito i muri. Benissimo, perfetto.

Il tema è quando questi non vogliono pulire, pagano la contravvenzione e se la cavano, perché il procedimento penale non si sa quando arriverà.

Stavolta abbiamo due occasioni.

La prima è che vediamo gente a volto scoperto che ha imbrattato per alcuni periodi Mascarella e l’altra sera questo gruppo che ha imbrattato le sculture di Amor Patrio qui nel Palazzo comunale. È veramente allucinante quanto dichiarato anche per la spudoratezza con dei segnali come lo stare veramente a viso scoperto. Spero che li identifichino e li colpiscano duramente e che stavolta la denuncia penale vada avanti, non si fermi.

L’altra è questo atto: l’ho già detto in quest’Aula consiliare: colpire chi imbratta, o fa atti vandalici, tutto quello che nell’epoca recente ricorda fatti di sangue o comportamenti abominevoli, guardate che non ci vuole mica molto. Si può cominciare dall’ala Palazzo D’Accursio, sede per vent’anni dell’OVRA, che è quella che ha ammazzato i fratelli Rosselli, l’OVRA è quella che ha ammazzato Matteotti, l’OVRA è quella che ha ucciso di tutto e di più durante il ventennio. Oppure il mercato ortofrutticolo, visto che è considerato monumento nazionale, tutta quella parte sotto l’arco, sono stati portati via circa 40 mila soldati italiani deportati nei campi di concentramento nazisti, di cui 3 mila Carabinieri, ne sono morti oltre 600, perché si sono rifiutati di fare i rastrellamenti a Roma. Per fortuna che questi delinquenti non sanno che il teatro Testoni era sede della X Legio, dove hanno picchiato, dato olio di ricino, massacrato di botte decine di cittadini. Per fortuna che questi delinquenti non sanno, perché sennò andrebbero a imbrattare anche il teatro Testoni. Demoliamo anche quello! Va bene!

Credo che bisogna assolutamente trovarli e spero che, una volta trovati e multati, almeno in questa occasione non si fermino i procedimenti penali con archiviazioni o simili, perché sennò è evidente che ben poca strada noi riusciremo a fare. Bene ha fatto il Sindaco a fare intervenire subito la ditta che sta restaurando Palazzo D’Accursio per pulire e risistemare il monumento, anche perché quel monumento e quella scultura sono opere d’arte primarie di pregio notevolissimo. Pertanto cominciamo con la definizione di che cosa rappresentavano allora: devo dire che ci sono dei cavalli equestri e chi montava i cavalli degli imperatori e ha fatto stragi di ogni tipo. Per cui anche quelli le imbrattiamo o le demoliamo. La stupidità è senza confini!

Che vengano presi, che i procedimenti penali vadano avanti. Così una volta per tutte almeno vediamo non solo delle multe, ma delle condanne.

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