Lunedì 30 settembre 2019 il Consiglio comunale ha approvato due ordini del giorno sull’emergenza climatica a firma di consiglieri del Gruppo PD.

Il primo accoglie la Dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica ed è stato firmato, tra l’altro, dalla Presidente del Consiglio comunale Luisa Guidone.

Il secondo, sempre sulla dichiarazione di emergenza, è stato presentato dal consigliere comunale PD Andrea Colombo ed è stato firmato dai consiglieri comunali Pd Simona Lembi, Federica Mazzoni e Francesco Errani.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Di seguito il testo dei due ordini del giorno approvati.

ODG della Presidenza del Consiglio comunale di Bologna

IL CONSIGLIO COMUNALE

Vista

la richiesta avanzata dal gruppo Extinction Rebellion Bologna di assunzione da parte di questa Assemblea di una dichiarazione in merito all’emergenza climatica ed ecologica;

Viste

le manifestazioni che da mesi si svolgono a livello internazionale sul tema, ultima quella di venerdì 27 settembre che anche nella nostra città ha visto scendere in piazza più di 15.000 ragazzi e ragazze;

Visti

i dati allarmanti a livello mondiale sui cambiamenti climatici, sull’inquinamento, sul consumo del suolo e delle risorse ambientali;

Assume la seguente Dichiaraziuone di Emergenza climatica ed ecologica

PREMESSO CHE

  • Gli essei umani hanno già causato cambiamenti climatici significativi. La temperatura media glocale è aumentata di oltre 1 grado dai libelli preindustriali, i libelli atmosferici di diossido di carbonio hanno raggiunto più di 400 parti per milione (ppm), ben superiori ai livelli sicuri stimati intorno alle 350 ppm. Un ulteriore aumento potrebbe portare a una situazione catastrofica, non solo per il futuro dell’ambiente in cui nostri figli dovranno crescere, ma anche per il futuro dello stato sociale e della nostra civiltà;
  • Esiste un crescente interesse dei cittadini sulle tematiche ambientali, assorbito da un movimento globale in grande crescita che coinvolge attivisti per il clima e per l’ambiente, come Extinction Rebellion (XR) e Fridays for Future (FFF). Il 15 Marzo “Global Strike for Future”, organizzato dal movimento FFF, ha visto 1,9 milioni di persone sfilare nelle città di tutto il mondo. I blocchi stradali e le manifestazioni pacifiche promosse da XR hanno registrato una grande partecipazione in diverse nazioni;
  • La politica non ha fatto finora abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, nonostante questi dovrebbero essere la priorità nel programma politico di qualsiasi governo, dal Presidente del Consiglio fino all’amministrazione del più piccolo dei comuni. Per riconvertire ecologicamente la nostra economia occorre la partecipazione di tutti. Occorre accettare di modificare alcune abitudini per non doverle modificare tutte, perché i cambiamenti climatici, se non contrastati porteranno a un pianeta ostile per le specie vegetali e animali, umani inclusi;
  • Occorre che i governi intraprendano politiche più radicali per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società. Occorre, inoltre, che si impegnino ad arrestare lo sfruttamento delle risorse oltre i limiti naturali di rigenerazione e arrivare urgentemente alla completa decarbonizzazione delle fonti di energia a favore di quelle rinnovabili;

CONSIDERATO CHE

  • La lotta al collasso climatico ed ecologico e la tutela dell’ambiente  sono la sfida più grande di sempre per l’umanità. Infatti, stiamo affrontando una crisi non solo climatica ma anche esistenziale, considerando la velocità con cui stiamo compromettendo irreparabilmente l’ecosistema terrestre e la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, inclusa la specie umana;
  • Vista la L. 4 novembre 2016, n. 204, ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle NJazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015 (GU n. 263 del 10-11–2016);
  • Visto l’ultimo rapporto IPCC-ONU (2018), secondo cui l’umanità ha solo fino al 2030 per limitare l’incremento di temperatura a 1,5 gradi, ed evitare danni irreversibili al clima;
  • Visto l’ultimo rapporto IPBES (2019) sullo stato globale degli ecosistemi secondo cui è urgente cambiare radicalmente tutto quello che facciamo per invertire la grave perdita di biodiversità e la degradazione profonda degli ecosistemi oceanici e terrestri;
  • Vista la lettera indirizzata alle più alte istituzioni italiane a firma di 300 climatologi e fisici, per chiedere che anche l’Italia decida di agire sui processi produttivi sul trasporto e sull’urbanistica, trasformando l’economia per raggiungere le zero emissioni nette di gas serra entro il 2050;
  • Visto che martedì 23 luglio il centro sinistra (Pd Stefano Caliandro e Lia Montalti, Iuri Torri di Sinistra Italiana, Silvia Prodi del Gruppo Misto) ha messo in calendario un ordine del giorno a livello regionale per impegnare la giunta dell’Emilia-Romagna a dichiarare l’emergenza climatica e ambientale;
  • Visto che a Bologna, come in tutta l’Italia assistiamo a eventi meteo sempre più estremi e frequenti, che vanno dai nubifragi e violente grandinate come quella di sabato 22 giugno alle ondate di calore torrido insostenibile degli ultim giorni, con l’ozono che registra concentrazioni pericolose per la salute;
  • il Regno Unito, l’Irlanda e oltre 500 amministrazioni locali di tutto il mondo comprese la Toscana, Torino, Milano e Napoli hanno già recentemente dichiarato l’emergenza climatica e ambientale.

DICHIARA

  • lo stato di emergenza climatica ed ecologica;

SI IMPEGNA A

  • dire la verità sui numeri in relazione all’emergenza, impegnandosi alla piena trasparenza in particolare:
    • promuovere la conoscenza e divulgare (ad esempio sui display già presenti nel sistema dei trasporti urbani) il valore in milioni di tonnellate delle emissioni di CO2 equivalente della città Metropolitana di Bologna desumibile da inventari ufficiali come INEMAR;
    • esplicitare e promuovere la conoscenza fra le popolazione su quali sono le iniziative prioritarie a livello della città Metropolitana in grado di ridurre, e in che misura, tale ammontare di CO2 eq;
    • agire subito per diminuire i livelli delle emissioni per arrivare al 2030 allo 0 netto, prevendendo come anno intermedio il 2025, anno nel quale verranno dimezzati i livelli attuali di Co2;
    • stabilire nei primi 100 giorni dell’approvazione della presente mozione una ‘road map’ per dettagliare i tempi stabiliti, le misure necessarie, quali per esempio, un piano di rimboschimento delle aree cittadine, un piano di mobilità sostenibile che preveda incentivi forniti alla cittadinanza per un trasporto sempre più verde, di utilizzare spazi ed edifici esistenti e non costruire nuove strutture, di lanciare un piano di efficientamento degli edifici pubblici e pensare ad incentivi comunaoi pèer edifici privati, etc;
    • programmare disincentivi economici per le attività produttive che non si adeguano agli obiettivi di contenimento delle emissioni climalteranti;
    • promuovere la partecipazione dei cittadini in materia di politiche ambientali, accogliendo la richiesat di Extinction Rebellion Bologna di indire assemblee popolari che rispecchiano fedelmente la composizione del corpo sociale, coadiuvate da tecnici, abbiamo l’obiettivo di pensare nuove politiche in materie ambientali;
    • promuovere tavoli di aggiornamento periodici, composti da individui provenienti da organizzazioni e associazioni locali, che possano controllare la conformità delle varie misure agli impegni stabiliti nella presente dichiarazione;

impegna la Giunta ad assumere la medesima dichiarazione

richiedendo che le misure per contrastare l’emergenza climatica si attengano ai seguenti principi:

  • Giustizia climatica ed ecologica: i costi della transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione. I suddetti dovranno essere ripartiti soprattutto tra chi ha tratto profitto causando i danni ambientali; le istituzioni sono chiamate a promuovere azioni per la riqualificazione dei lavoratori attualmente impegnati in settori incompatibili con la transizione;
  • Democrazia partecipativa e deliberativa: Le istituzioni s’impegnano a costituire delle assemblee cittadine, selezionate tra tutta la popolazione secondo standard già applicati in molti paesi, con un ruolo decisionale reale nel processo d’individuazione delle misure per il contrasto dell’emergenza climatica ed ecologica. Le assemblee cittadine saranno organizzate a tutti i livelli, dal locale al regionale al nazionale, e oltre a deliberare sulle misure da attuare, potranno compiere un’azione di monitoraggio sulle istituzioni per garantire che alle dichiarazioni di emergenza seguano misure concrete e adeguate alla gravità della crisi;
  • Trasparenza: le Istituzioni si impegnano a pubblicare rapporti periodici sui progressi fatti nella riduzione delle emissioni e nella risoluzione delle criticità ambientali, condividendo tali informazioni con altre realtà in modo da accellerare il tasso globale della riduzione delle emissioni e il raggiungimento dello 0 netto entro il 2030.

F.to: La Presidente del Consiglio comunale Luisa Guidone, il Vice Presidente del Consiglio comunale Marco Piazza.

ODG di Andrea Colombo

Il Consiglio comunale di Bologna

Premesso che:

Gli accadimenti internazionali dell’estate 2019 così come le numerose ricadute locali riconducibili ai cambiamenti climatici sono un elemento di forte preoccupazione che richiama ad una cura più intensa del territorio e ad accelerare le azioni volte a prevenire questi fenomeni;

Nell’ultimo rapporto quinquennale IPCC-ONU (2018), si sottolinea la necessità di cambiamenti rapidi e drastici al fine di evitare un aumento catastrofico delle temperature globali che renderà invivibili ampie regioni del pianeta;

Nell’ultimo rapporto IPBES (2019) sullo stato globale degli ecosistemi, e della biodiversità si afferma che è urgente agire per invertire la grave perdita di biodiversità e la degradazione profonda degli ecosistemi oceanici e terrestri;

Nel luglio 2019, 300 climatologi e fisici hanno indirizzato una lettera alle più alte istituzioni italiane, per chiedere che anche l’Italia decida di agire sui processi produttivi sul trasporto e sull’urbanistica, trasformando l’economia per raggiungere le zero emissioni nette di gas serra entro il 2050;

Nel rapporto IPCC-ONU “Cambiamento climatico e territorio” del 2019 sono elencati i rischi di un rapido cambiamento del clima, tra i quali siccità, inondazioni e incendi, rischi sempre più frequenti nelle zone mediterranee;

E’ chiaro che l’umanità ha tempo ormai solo dieci anni, fino al 2030, per limitare l’incremento, pur sempre dannoso, della temperatura globale, entro 1,5 gradi, per evitare danni irreversibili al pianeta e a chi lo abita;

Le autorità locali, ancorché limitate nel loro ambito di azione, rivestono un ruolo cruciale nel processo per rendere le attività umane sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale, anche tutelando i lavoratori e i soggetti deboli della società;

Le città rappresentano circa il 70% delle emissioni di gas serra antropogeniche. La città stessa con la propria struttura e composizione, influenza profondamente il clima locale intervenendo sugli scambi di energia e materia in prossimità della superficie, sulla distribuzione dell’umidità, sulla velocità del vento e sul regime delle temperature;

La maggior parte della popolazione mondiale, tra l’altro, vivrà in futuro nelle aree urbane: si stima che entro fine secolo questa percentuale potrebbe raggiungere il 90%, per questo la soluzione al cambiamento climatico non può che partire da qui;

Le comunità locali, dunque, hanno un notevole potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici. Vi è un crescente riconoscimento di questo potenziale: l’accordo di Parigi, adottato il 12 dicembre 2015, riconosce esplicitamente il ruolo delle città;

Il citato Accordo di Parigi, collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è stato ratificato in Italia dalla Legge 4 novembre 2016, n. 204;

Considerato che:

L’impegno di Bologna sui temi del clima si colloca in un lungo processo di attenzione alla pianificazione energetica e alle tematiche energetico-ambientali: la formazione di strumenti di pianificazione ha avuto avvio con il progetto Urban CO2 Reduction (1995) ed è proseguita con il Piano Energetico Comunale (1999) e, successivamente, con il Programma Energetico Comunale (2007);

Con le linee programmatiche per il mandato 2016-2021 (LPM) “IDEE E VALORI PER BOLOGNA” il Comune di Bologna si è impegnato a sviluppare nuove azioni di miglioramento della qualità urbana e di sostenibilità ambientale della città attraverso la realizzazione di numerosi progetti sul territorio, tenendo forte il senso di partecipazione cittadina e valorizzando il rapporto con l’Europa;

Bologna ha recentemente approvato strumenti per il governo del cambiamento climatico, costituiti dal PAES (2012) e dal Piano di adattamento ai Cambiamenti climatici (2015), la cui attuazione è valutata anche attraverso il Bilancio Ambientale per il monitoraggio delle risorse ambientali della città;

Il monitoraggio dell’andamento delle emissioni di CO2, completato nel 2015, ha mostrato un progressivo calo in linea con l’obiettivo del PAES;

Nel contempo, occorre proseguire e rafforzare l’impegno per arrivare, almeno, alla effettiva riduzione delle emissioni climalteranti del 20% nel 2020 e del 40% nel 2030 rispetto ai livelli del 1990, come previsto dal Piano Energetico Regionale, per riuscire a raggiungere definitivamente entro il 2050 le zero emissioni di gas serra;

In coerenza a ciò, nell’aprile 2019 il Comune di Bologna ha sottoscritto il nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, aggiornando i propri obiettivi di riduzione delle emissioni a -40% al 2030 ed impegnandosi alla redazione di un aggiornamento degli strumenti di pianificazione sul clima;

L’8 giugno 2017 è stata sottoscritta, in occasione del G7 Ambiente, dalla Città Metropolitana di Bologna, che ne è anche promotrice, la “Carta di Bologna per l’ambiente: le Citta’ Metropolitane per lo sviluppo sostenibile”. Con la sottoscrizione della Carta la Città Metropolitana ha condiviso 8 obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla dimensione ambientale ed assunto l’impegno di agire per il loro perseguimento;

Gli strumenti di programmazione del Comune di Bologna, ed in particolare il Documento Unico di Programmazione (DUP), parte integrante del Bilancio della Città, considera i Sustainable Development Goals dell’Agenda ONU 2030 definiti come riferimento trasversale per tutte le politiche dell’ente;

I nuovi strumenti di pianificazione della città, in primis il PUMS, il PGTU ed il PUG in via di definizione, considerano esplicitamente gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 assunti dalla città e il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici;

L’esperienza in corso del Laboratorio Aria, avviato nel 2018 in collaborazione con la Fondazione Innovazione Urbana, ha mostrato la necessità della conoscenza e del coinvolgimento sui dati ambientali. Il laboratorio ha svolto una attività di confronto e collaborazione tra i vari soggetti per creare attenzione ed azione sui temi della qualità dell’aria;

L’esperienza del Percorso di informazione e ascolto sul clima con gli studenti, che si è svolto tramite sei incontri nella primavera del 2019 in collaborazione con la Fondazione Innovazione Urbana, ha consentito di avviare un dialogo costruttivo tra studenti della scuola e università e amministrazione comunale;

Considerato inoltre che:

Il Consiglio Comunale di Bologna all’interno della VIII commissione consigliare ”Territorio e Ambiente” ha svolto 3 udienze conoscitive, rispettivamente il 19 giugno, l’11 e il 25 settembre 2019, che hanno parlato di Cambiamenti climatici ed effetti sulla città, nel corso delle quali i rappresentanti di FFF e XR hanno chiesto che il Consiglio Comunale adottasse una dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica;

Dall’inizio del mandato amministrativo 2016/2021 all’interno della VIII commissione consigliare “Territorio e Ambiente” si sono svolte complessivamente circa 18 udienze conoscitive che trasversalmente hanno parlato ed esaminato il tema dell’inquinamento dell’ambiente;

Tali approfondimenti hanno riguardato l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, luminoso, l’inquinamento elettromagnetico, l’approvvigionamento idrico e le reti idriche, il consumo dei suoli, lo smaltimento dei rifiuti, il “plastic free”, l’alimentazione sana e sostenibile.

Visto che:

si registra un crescente interesse dei cittadini sulle tematiche ambientali con la nascita, nell’ultimo anno, di nuovi movimenti che operano a livello internazionale ma che hanno radicati gruppi di attivisti a Bologna, quali Fridays For Future (FFF) ed Extinction Rebellion (XR).

lo scorso 15 marzo il “Global Strike for Future”, organizzato dal movimento FFF, ha visto 1,8 milioni di persone sfilare nelle città di tutto il mondo. I blocchi stradali e le manifestazioni pacifiche promosse da XR hanno registrato una grande partecipazione in diverse nazioni.

Una delegazione della Giunta ha incontrato i rappresentanti locali di FFF e di XR.

Nel corso degli incontri con i rappresentanti di FFF sono emersi temi di interesse comune afferenti questi ambiti: mobilità, rifiuti e alimentazione, energia, educazione all’ambiente, trasformazioni sostenibili del territorio.

Nel confronto con XR, avvenuto anche a seguito dello sciopero della fame di Filippo, sono emerse alcune questioni prioritarie relative a: trasparenza nell’informazione ambientale, adozione di obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni climalteranti con l’obiettivo 0; organizzazione di assemblee cittadine.

Entrambi i movimenti, peraltro, hanno chiesto di porre alla base il principio di “giustizia climatica ed ecologica”, secondo il quale i costi della transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione ma essere ripartiti soprattutto tra chi ha tratto profitto causando i danni ambientali, e che è necessario promuovere azioni per la riqualificazione dei lavoratori attualmente impegnati in settori incompatibili con la transizione ecologica.

Sulla base di questo confronto, la Giunta ha adottato un atto di orientamento avente per oggetto “Rafforzamento delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e della comunicazione della situazione ambientale della Città” nel quale si impegna attivare iniziative e progetti per diffondere le conoscenze sull’emergenza climatica ed ecologica, dando in modo trasparente informazioni sulle situazioni locali anche attraverso il Bilancio Ambientale ed a promuovere l’importanza di una rapida operatività sui temi dei cambiamenti climatici ai tavoli con gli altri livelli di governo, Regione e Governo nazionale.

Lo scorso venerdì 27 settembre, al culmine della “Week for future” in tutto il mondo, in Italia si è svolto il 3° “sciopero globale per il clima” promosso da FFF, il movimento internazionale nato dalla giovane attivista Greta Thunberg, mentre il 7 ottobre è prevista una “ribellione internazionale” non violenta promossa da XR;

Oltre 500 amministrazioni locali di tutto il mondo hanno già recentemente dichiarato l’emergenza climatica e ambientale, incluse diverse città italiane;

Letti:

● la richiesta di dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica, presentata da XR Bologna al Consiglio comunale;

● il documento consegnato da FFF Bologna, che comprende diverse Associazioni di studenti dell’Università e il Collettivo interscolastico di molte scuole superiori;

Richiamati:

● il precedente Ordine del giorno n. 433.32/2018, approvato dal Consiglio il 20.12.2018, “teso a impegnare il Sindaco e la Giunta a promuovere una visione ambientale unitaria, coraggiosa e coerente per il contrasto ai cambiamenti climatici e all’inquinamento e la promozione dei abitudini sostenibili”;

● il precedente Ordine del giorno n. 199/2019, approvato dal Consiglio il 1.4.2019, “teso ad assumere le ragioni dello sciopero globale per il clima del 15 marzo 2019 e del principio dello sviluppo sostenibile”;

Il Consiglio comunale di Bologna

DICHIARA

lo stato di emergenza climatica, ambientale ed ecologica;

ASSUME

● i principi e obiettivi della “Dichiarazione di Losanna sul clima” del movimento Fridays For Future (FFF): contenere l’aumento della temperatura media globale entro gli 1,5 °C rispetto al livello pre-industriale; garantire giustizia climatica, nel rispetto dell’equità; seguire la scienza più autorevole e unita attualmente disponibile;

● i principi e obiettivi promossi dal movimento Extinction Rebellion (XR), che possono essere efficacemente sintetizzati in: dire la verità, agire subito, coinvolgere i cittadini;

● il principio dello sviluppo sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, cioè una visione di sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri;

AFFERMA

● che la questione climatica, ambientale ed ecologica è la priorità dei nostri tempi, perché è in gioco il futuro del pianeta e la sopravvivenza stessa dell’umanità, e restano ormai solo dieci anni per evitare danni irreversibili alla Terra e a chi la abita;

● che, perciò, tale questione dev’essere messa al centro e al primo posto, secondo il principio «change system, not climate»:

– dalle istituzioni, nelle decisioni e scelte politiche e amministrative dei governi a tutti i livelli (mondiale, europeo, nazionale, regionale e locale),

– dalla società, per un cambiamento profondo degli stili di vita collettivi e dei comportamenti delle persone,

– dall’economia, per una riconversione radicale dei vecchi modelli di produzione e consumo (“Green New Deal”),

– dall’informazione, per una forte sensibilizzazione ambientale dell’opinione pubblica, come avvenuto con l’iniziativa “Covering Climate Now”;

IMPEGNA

il Sindaco, la Giunta e il Consiglio stesso a

● «dire la verità», cioè garantire la piena trasparenza e la massima pubblicità e promuovere la consapevolezza nell’opinione pubblica a proposito dello stato di emergenza dichiarato, delle informazioni ambientali e dei dati sulle emissioni di CO2 disponibili, delle politiche pubbliche e dei comportamenti individuali e collettivi necessari per diminuire i gas climalteranti e inquinanti, dei progressi fatti e di quelli ancora da fare;

● utilizzare, a questo scopo, tutti i canali a disposizione dell’ente, fisici (URP, etc.) e telematici (Iperbole, canali social, newsletters, pannelli a messaggio variabile, etc.);

● «agire presto» nei settori individuati sotto, anche con l’adozione di “misure immediate ed eccezionali” richieste dall’ONU-IPCC, per arrivare nel 2030 allo 0 netto di emissioni, innanzitutto nelle politiche e azioni di diretta competenza locale;

● contemporaneamente, a farsi parte attiva nei confronti di UE, Stato e Regione Emilia-Romagna affinché lo stesso più ambizioso obiettivo di 0 netto di emissioni al 2030 sia assunto anche a livello generale (adeguando piani, target, risorse e tempi di attuazione alla gravità e velocità dell’emergenza), e sia valutata dal Governo la istituzione e nomina di un “Commissario straordinario per l’emergenza climatica in Italia”;

● per quanto di propria responsabilità, ad adottare d’ora in avanti scelte politico-amministrative che comportano la diminuzione dei livelli di CO2 e inquinamento, e ad astenersi invece dall’adottare scelte che possano determinarne un aumento;

● «coinvolgere le e i cittadini», singoli e organizzati, promuovendone la partecipazione attiva ai processi di ideazione, attuazione, comunicazione e monitoraggio delle politiche urbane di contrasto ai cambiamenti climatici, nonché alla valutazione periodica dell’effettiva attuazione di questa dichiarazione e della coerenza di piani e provvedimenti settoriali agli impegni assunti;

● costituire, per queste finalità, una “Assemblea cittadina per il clima”, intesa come laboratorio sperimentale di democrazia partecipativa, aperto a organizzazioni e a singoli, supportato da esperti e scienziati, promosso da Comune e Fondazione Innovazione Urbana in rapporto a Consiglio e Giunta;

INDIVIDUA

● i seguenti principali settori, di competenza in tutto o in parte locale, nei quali l’Amministrazione è chiamata ad agire sempre più con coerenza, coraggio e rapidità, alla luce di questa dichiarazione, in armonia con l’Accordo di Parigi e l’Agenda ONU 2030: mobilità sostenibile, urbanistica e uso del territorio, verde, rifiuti, energia, aria, acqua, agricoltura urbana, alimentazione, attività produttive e commerciali, economia verde e circolare, acquisti verdi della P.A., educazione e istruzione, seguendo e attuando le linee di indirizzo già stabilite dall’Ordine del giorno n. 433.32/2018;

● le seguenti politiche prioritarie: pianificazione sostenibile del territorio, efficientamento del patrimonio edilizio, tutela e incremento del verde e delle aree permeabili, promozione della mobilità sostenibile, del trasporto pubblico locale e della ciclabilità e pedonalità, utilizzo più efficiente delle risorse idriche, riduzione, smaltimento sostenibile dei rifiuti e riciclo, promozione della produzione di energia rinnovabile, di agricoltura urbana rispettosa dell’ambiente e socialmente giusta, di cultura dell’alimentazione e produzione di cibo sostenibile, industria che persegue obbiettivi di crescita coerenti con le politiche ambientali e sociali, ecoturismo.

f.to: A. Colombo, E. Leti, S. Lembi, F. Mazzoni, F. Errani.