Lunedì 16 settembre 2019 la consigliera comunale Gabriella Montera è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale di Bologna sulla necessità diattivare un piano contro la cimice asiatica.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Mercoledì scorso anche a Bologna le organizzazioni professionali e le cooperative agricole della Città Metropolitana hanno svolto un presidio in prefettura e chiesto un incontro alla Signora Prefetto Impresa.

Come è noto, la cimice asiatica ha causato gravi problemi alle aziende agricole che negli ultimi anni hanno subito ingenti danni alle produzioni frutticole che sono cresciuti via via, con un picco nel 2019.

La cimice ha un tasso riproduttivo molto elevato ed una grande rapidità nello spostarsi nell’ambiente e gli agrofarmaci impiegati in frutticoltura, come dimostrato dalle molteplici prove sperimentali, hanno un’efficacia assai limitata.

Il territorio della pianura padana è stato flagellato dalla cimice, a causa dei cambiamenti climatici e dell’assenza di un antagonista naturale.

Nessun frutteto è stato risparmiato: pero, melo, pesco, ciliegie, kiwi, susino, ma non sono rimasti indenni neppure le colture di soia, sorgo ed altri.

Per alcune specie frutticole il danno ha toccato il 100% della produzione; sul pero è stato registrato un crollo dei conferimenti rispetto a quelli del 2018, già in forte calo.

Come evidenziato dalle organizzazioni del settore, non ci troviamo soltanto di fronte ad una riduzione gravissima di redditività agricola e ad un danno complessivo stimato in tutto il territorio regionale in 200 milioni di euro), ma ad una minaccia della competitività di tutto il sistema, a causa della perdita di quantità e qualità dei prodotti. Soltanto sul nostro territorio metropolitano c’è un areale produttivo importante della pera IGP dell’Emilia-Romagna che va da Crevalcore a Galliera. Questo riguarda il locale, mentre purtroppo i problemi si estendono anche sull’export, perché in alcuni paesi importatori c’è grande preoccupazione per il possibile arrivo della cimice asiatica, tramite prodotti non soggetti a controlli fitosanitari, con forte rischio di respingimenti.

Ci sono ricadute anche su altri ambiti produttivi, come le strutture ricettive e di ospitalità alberghiera, visitati dalla cimice man mano che le temperature autunnali si avvicinano.

Le manifestazioni si sono svolte davanti alle prefetture di altre città della regione: Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì Cesena.

La Regione è impegnata per la sua parte con risorse finanziarie e ha anticipato che il 26 settembre si riunirà un tavolo tecnico fra l’assessorato all’agricoltura e il MIPAF.

Dopo 7 anni dalle prime segnalazioni della presenza dell’insetto sul suolo nazionale, gli agricoltori si trovano di fronte intoppi legislativi e burocratici che limitano il lavoro della ricerca e della sperimentazione.

Per questo è stata avanzata la richiesta di realizzare un piano nazionale straordinario, le cui proposte sono state trasferite in maniera chiara e ben argomentata alla Signora Prefetto.

Il piano prevede di:

utilizzare gli aiuti di stato del Dlgs 102 del 2004 per il sostegno alle imprese agricole tramite il fondo di solidarietà nazionale contro le calamità;

stringere sui tempi delle azioni integrate fra ministero dell’agricoltura e ministero dell’ambiente per favorire la ricerca e soprattutto accelerare l’autorizzazione delle procedure semplificate per il lancio e la diffusione della vespa samurai, insetto antagonista della cimice asiatica;

impegnare il MIPAF affinché emetta una clausola di salvaguardia per le organizzazioni dei produttori che non raggiungono il valore minimo a causa del calo di fatturato;

attivare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti occupati nelle imprese di lavorazione della frutta, per i danni causati all’indotto;

valutare l’utilizzo di parte dei fondi europei per attivare strumenti di gestione del rischio a favore delle imprese e misure utili contro la cimice.

Infine, mi sia permesso di fare un plauso a tutte le organizzazioni delle imprese agroalimentari in presidio davanti alla prefettura, per la pacatezza della protesta e per la puntualità degli argomenti forniti alla Signora Prefetto che renderà certamente più efficace il ruolo di cerniera fra il governo del territorio e il governo nazionale.