Lunedì 17 giugno 2019 la consigliera comunale PD Gabriella Montera è intervenuta ad inizio seduta sulla figura del Senatore Giovanni Bersani scomparso nel 2014.

Di seguito il testo dell’intervento. Online ed in allegato è inoltre consultabile il comunicato stampa.

Abbiamo letto che nei giorni scorsi a Bologna, durante un incontro della consulta della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, si è ragionato sull’opportunità di creare un osservatorio intitolato al Senatore Giovanni Bersani, scomparso nel 2014, straordinario testimone del cattolicesimo sociale italiano.

L’obiettivo annunciato è quello di creare un pensiero socio politico che, attraverso l’insegnamento sociale della Chiesa possa offrire un contributo incisivo ed innovativo alla crescita del paese e dell’Europa. Un vero e proprio laboratorio progettuale per stimolare azioni e processi in ambito regionale. All’interno dell’Osservatorio sono previste figure dell’associazionismo sociale e del lavoro.

Tra i temi da affrontare e che ritengo di maggiore interesse: il modello di democrazia più adeguato a recepire i valori della dottrina, con particolare riferimento al passaggio dal modello di accoglienza a quello dell’integrazione delle persone immigrate; il modello di welfare verso il quale muovere passi più decisi; le politiche del lavoro nell’era della digitalizzazione, quelle familiari e di genere.Che si sia pensato a Giovanni Bersani per proporre un’iniziativa tanto ambiziosa, come quella di creare un luogo organizzato per rilanciare l’impegno sociale e politico dei cattolici e per superare – cito dall’articolo di stampa – la rinascente separazione fra fede, spiritualità e politica, dice molto su quale è stato il profilo umano, culturale e politico di questo cittadino bolognese.

Il suo curriculum vitae è talmente ampio e ricco che in un tempo breve si rischierebbe di banalizzarlo.

Tuttavia alcune battute sono d’obbligo. Esponente attivo del movimento cattolico italiano, è stato deputato, senatore, vice ministro, parlamentare europeo. Per 12 anni presidente dell’assemblea paritetica tra il parlamento europeo e i rappresentanti parlamentari di 72 paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Presidente della gioventù cattolica dell’Emilia-Romagna, nel 1946 fu tra i fondatori e primo presidente delle Acli bolognesi. Convinto sostenitore della cooperazione, ha fondato l’Unione Cooperative dell’Emilia Romagna, ha promosso le maggiori iniziative cooperative in Italia, alcune delle quali incardinate nel territorio bolognese (Coprob, Copalc, Cica, Conserve Italia, Corovin) e nel 1979 ha avviato un primo rilancio del movimento cooperativo in Europa. È stato presidente di Confcooperative provinciale e regionale. Ha costituito la “Fondazione Nord – Sud per la cooperazione internazionale” che dopo la sua morte è stata chiamata col suo nome. Ma su tutto, è importante ricordare che nel 2011 è stato candidato al premio Nobel per la pace.

Per me, che ho avuto la fortuna di conoscerlo nel corso dei due mandati amministrativi svolti in Provincia di Bologna come assessora alle politiche agricole, è stato un riferimento importante sui temi dell’agricoltura, intesa certo come leva di sviluppo del territorio, ma anche come fonte di autosviluppo per i Paesi del sud del mondo. Tanti i progetti promossi e realizzati tramite la Ong Cefa (Comitato europeo per la formazione e l’Agricoltura) da lui fondata nel 1970.

A distanza di quasi 5 anni dalla scomparsa di Giovanni Bersani, anticipo al Consiglio comunale che è mia intenzione predisporre un ordine del giorno per intitolargli al più presto un luogo della nostra città, che testimoni la gratitudine di Bologna ad una persona speciale che ha basato la sua esistenza sulla generosità umana, politica e sociale, come evidenziato dagli innumerevoli riconoscimenti nazionali ed internazionali di cui è stato insignito.