Lunedì 2 settembre 2019 la consigliera comunale PD Federica Mazzoni è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sulla .

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Agire sempre in nome della buona Amministrazione con principi e valori da rendere concreti; in questo senso leggo le decisioni della Regione Emilia-Romagna e del nostro Comune di Bologna per ridurre il consumo di plastica e più in generale per prendere atto -e non solo a parole- della conclamata emergenza climatica e ambientale che non è più rinviabile, che non è più qualcosa di lontano o astratto.

Il Sindaco Merola qualche giorno fa ha dettato l’agenda amministrativa: via la plastica dalle scuole, nuovi alberi da piantare, vivaio comunale da riqualificare. L’assessora Orioli ha proseguito -dopo avere anche incontrato Filippo Guerrini del movimento Extinction Rebellion che ha fatto lo sciopero della fame in Piazza Maggiore per una settimana- annunciando che il plastic free è una priorità dell’Amministrazione. Dobbiamo impegnarci tutti affinché non resti uno slogan, così come ammette l’Assessora bisogna cambiare il contesto anche cittadini (in questo senso rinnovo la richiesta di riaprire e attivare fontane pubbliche) e incentivare nuovi stili di vita contro lo spreco e la produzione di rifiuti in plastica.È una azione amministrativa di rispetto per l’ambiente ma io la considero soprattutto un investimento educativo che l’Amministrazione fa per le nuove generazioni bolognesi.

Siamo in prima fila, dunque, per raggiungere l’obiettivo “Plastic Free”, anticipando anche le tempistiche previste, a livello europeo, dalla Direttiva UE 2019/904, entrata in vigore il 2 luglio 2019, che mira a ridurre l’incidenza dei prodotti di plastica monouso sull’ambiente.

Un ambito che a mio avviso è necessario non trascurare ma coinvolgere è quello delle Amministrazioni Sanitarie della città. In primis l’Ausl di Bologna ma anche le nostre Aziende ospedaliere che potrebbero inserire clausole ad hoc nei capitolati di gara per le forniture e attivare azioni concrete di impegno per una “sanità metropolitana plastic free”. Si può prevedere la progressiva riduzione di prodotti o componenti monouso soprattutto nell’offerta dei pasti negli ospedali volti anche alla riduzione drastica degli imballaggi in plastica oltre l’eliminazione totale dei prodotti in plastica per abbeveraggio e nelle mense.

Fornire al paziente un ambiente fortemente Plastic Free ha un valore straordinario che attiene strettamente al concetto di prendersi cura della persona singola, così come della collettività. Fa parte di quell’impegno delle Aziende che va oltre la fornitura di prestazioni sanitarie, attiene alla diffusione di cultura sanitaria e indica un modo prendersi cura della salute dei nostri assistiti davvero speciale, attento anche alla prevenzione e al corretto stile di vita.

Questa misura risolverebbe anche il problema della mancata fornitura dell’acqua ai ricoverati. Ho potuto constatare di persona, come questo sia davvero un aspetto critico di cui i pazienti risentono. L’acqua come diritto fondamentale e come farmaco, terapia, non dobbiamo dimenticarlo.

Con la proposta di ospedali “Plastic free” l’acqua potrebbe tornare ai pazienti in forme ecologiche e sostenibili, anche in ospedale l’acqua è gratuita, salubre e controllata, utilizzarla produce vantaggi per la riduzione della produzione di rifiuti. In Europa ad alta sensibilità ecologica già avviene da tempo. Inoltre mettendo a disposizione dei pazienti fonti da cui prelevare nei reparti si potrebbe incentivare l’uso di proprie borracce.

Ci troviamo di fronte al dover abbracciare un cambio di paradigma rispetto alle nostre singole abitudini quotidiane e rispetto alle politiche da realizzare. La scelta di farlo l’abbiamo compiuta compiuta, ora si tratta di agire in maniera sistematica, organica e trasversale; per questo il mondo della sanità e gli ospedali devono essere attori che giocano un ruolo di primo piano.