Lunedì 21 settembre 2020 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno, presentato dalla consigliera comunale PD Giulia Di Girolamo e e firmato dai consiglieri Nicola De Filippo Michele Campaniello, Raffaella SantiIsabella Angiuli, Gabriella Montera , Loretta Bittini, Francesco Errani e Roberta Li Calzi che invita a condannare ogni violenza e violazione dei diritti umani in Bielorussia e a promuovere solidarietà verso il popolo bielorusso usando i colori della bandiera nazionale simbolo delle manifestazioni.

Online è inoltre accessibile il comunicato stampa dell’intervento di inizio seduta e dell‘ordine del giorno.

Di seguito  i relativi testi .

Solidarietà e vicinanza al popolo bielorusso

Il 9 agosto 2020 si sono svolte le elezioni presidenziali nella Repubblica di Bielorussia, che hanno visto la vittoria del presidente Lukashenka, al potere da 26 anni, e la sconfitta della candidata Svetlana Tikhanovskaya. il 31 agosto, circa 100 mila persone sono scese per le strade di Minsk e di altre città e hanno dato vita ad una delle più grandi manifestazioni di protesta della storia moderna del paese per chiedere le dimissioni del presidente, indagini sulla violazione dei diritti umani e trasparenza sull’esito elettorale. Il giorno stesso delle elezioni presidenziali infatti , come riferito dal centro per i diritti umani Vesna, sono state fermate 60 persone tra cui 30 osservatori elettorali.

Le proteste, iniziate a maggio 2020, hanno portato all’arresto da parte delle autorità bielorusse di più di 1300 persone nel periodo precedente il 9 agosto, inclusi i tre candidati alla presidenza, difensori di diritti umani, studenti (arrestati all’interno dell’Università), attivisti e giornalisti, nonché si sono verificati gravissimi episodi di violenza, stupri e torture nei confronti di detenuti nelle stazioni di polizia e nelle strutture penitenziarie, mentre nel corso dei tre giorni di protesta post elezioni sono state oltre 6700 le persone arrestate.

Una protesta pacifica, non finalizzata al colpo di stato quella del popolo bielorusso, contrario al governo di Lukashenko,e caratterizzata anche da uno spiccato senso civico esercitato nel rispetto dell’ambiente e delle proprietà pubbliche e private (significativa e diventata la foto di manifestanti che salgono sulle panchine a piedi scalzi), nonché da una forte e compatta rappresentanza femminile come quella che il 19 settembre e tornata a marciare per le strade della Bielorussia.

Di fronte a tale situazione anche la comunità internazionale e diverse ong si sono espresse per condannare quanto sta succedendo nel paese. La direttrice di Amnesty International per l’Europa Orientale e l’Asia Centrale ha dichiarato che “Ad oggi, le autorità bielorusse hanno rifiutato di impegnarsi in un dialogo con i dimostranti, ne hanno, a quanto sembra, intrapreso alcuna azione per svolgere indagini sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia nei primi giorni di proteste in seguito alle elezioni“.

Il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel ha dichiarato di non riconoscere il risultato elettorale e che l’Unione Europea provvederà ad imporre sanzioni nei confronti dei responsabili delle violazioni, repressioni e frode elettorale; sulla stessa linea l’Alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea, Josep Borrel, ha reiterato la posizione dell’Unione Europea in sessione plenaria, illustrando agli europarlamentari i 4 punti di azione su cui le istituzioni europee stanno lavorando (sanzioni, fine delle violenze da parte delle autorità, sostegno alla società civile e revisione delle relazioni UEBielorussia) e ha ribadito con forza che l’Unione Europea sostiene il desiderio di cambiamento democratico del popolo bielorusso; Inoltre il primo settembre a Ginevra, gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno affermato di essere a conoscenza di 450 casi documentati di tortura e maltrattamenti a danno di persone private della libertà a seguito delle controverse elezioni presidenziali e hanno invitato la Bielorussia a cessare qualsiasi forma di tortura nei confronti dei detenuti e ad assicurare alla giustizia gli agenti di polizia che hanno umiliato e picchiato i manifestanti nei luoghi di detenzione.

Il Parlamento Europeo, riunitosi in forma plenaria 17 settembre 2020, ha approvato inoltre una risoluzione che non riconoscerà Lukashenka presidente una volta che il suo mandato corrente sarà giunto al termine, cioè dopo il 5 novembre.

Anche nella nostra città, come in numerosi altri paesi, si sono svolte manifestazioni a sostegno di quanto stanno denunciando i cittadini bielorussi.

Dal 9 agosto infatti sono state 6 le manifestazioni svoltesi a Bologna dalla comunità bielorussa in segno di vicinanza ai
loro connazionali, sulle quali anche il Sindaco e la giunta, nella persona dell’assessore lombardo, hanno espresso solidarietà e vicinanza e ribadito l’importanza della difesa dei diritti umani, della libertà e di poter svolgere elezioni trasparenti a tutela e garanzia di un
paese democratico.

Considerando quanto sta accadendo in Bielorussia di estrema gravita e auspicando che l’Unione Europea intervenga al più presto per sanzionare le violazioni dei diritti umani e della libertà inflitte ai manifestanti, presento un ordine del giorno di cui chiedo la trattazione urgente affinché anche il Consiglio Comunale di Bologna esprima solidarietà e vicinanza al popolo bielorusso e invita il sindaco e la giunta a condannare qualsiasi forma di violenza e di violazione dei diritti umani fondamentali subiti da donne, uomini e bambini, scesi in strada a manifestare in maniera pacifica; a farsi promotori, nei confronti di Anci e Città Metropolitana di Bologna, dell’approvazione di un ordine del giorno di solidarietà e sostegno al popolo bielorusso; a prevedere l’illuminazione di Palazzo del Podestà con i colori della bandiera nazionale bielorussa in segno di vicinanza e solidarietà.

Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso che

il 9 agosto 2020 si sono svolte le elezioni presidenziali nella Repubblica di Bielorussia, che hanno visto la vittoria del Presidente Alyaksandr Lukashenka, in carica dal 1994 e la sconfitta della candidata Svetlana Tikhanovskaya;

a seguito dei risultati elettorali sono aumentate le proteste pacifiche da parte del popolo bielorusso che non riconosce l’esito delle elezioni, denunciando gravi violazioni dei diritti umani e poca trasparenza durante lo spoglio dei voti;

alcuni studenti che hanno aderito alle proteste, sono stati arrestati all’interno delle università per essere stati trovati in possesso delle bandiere nazionali e anche alcune grandi imprese statali hanno deciso di scioperare;

il giorno stesso delle elezioni presidenziali sono state fermate 60 persone, tra cui 30 osservatori elettorali, come ha riferito il centro per i diritti umani Vesna;

come denunciato da Amnesty International, “nel corso dei primi tre giorni di proteste dopo le elezioni, le autorità hanno risposto con moltissimi arresti, persecuzioni e intimidazioni, facendo ricorso a proiettili di gomma, granate stordenti, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Oltre 6700 persone sono state arrestate e centinaia hanno riferito di torture e altri maltrattamenti nei confronti di detenuti nelle stazioni di polizia e nelle strutture penitenziarie”;

durante la campagna elettorale iniziata a maggio 2020 fino al giorno delle elezioni, le autorità bielorusse hanno arrestato oltre 1300 persone, inclusi due dei tre candidati presidenziali, difensori dei diritti umani, attivisti e giornalisti (di questi ultimi, 50 fino al 31 agosto) per aver esercitato il diritto alla libertà di riunione pacifica e la loro libertà di stampa;

la protesta pacifica portata avanti dai manifestanti (in alcuni casi sono state oltre 400 mila le persone scese nelle strade), composti da anziani, donne, uomini e bambini, oltre ad essere pacifica e non finalizzata al colpo di stato, è caratterizzata da uno spiccato senso civico, esercitato nel rispettando dell’ambiente e delle proprietà pubbliche e private;

Considerato che

la situazione sulla violazione dei diritti umani in Bielorussia è stata posta al primo punto dell’agenda della 45° sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite;

I risultati delle suddette elezioni non sono stati ritenuti validi dalla comunità internazionale; lo stesso Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel ha dichiarato di non riconoscere il risultato elettorale e che l’Unione Europea provvederà ad imporre sanzioni nei confronti dei responsabili delle violazioni, repressioni e frode elettorale;

l’Alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea, Josep Borrel, ha reiterato la posizione dell’Unione Europea in sessione plenaria, illustrando agli europarlamentari i 4 punti di azione su cui le istituzioni europee stanno lavorando (sanzioni, fine delle violenze da parte delle autorità, sostegno alla società civile e revisione delle relazioni UE-Bielorussia) e ha ribadito con forza che l’Unione Europea sostiene il desiderio di cambiamento democratico del popolo bielorusso;

il 1 settembre a Ginevra, gli esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno affermato di essere a conoscenza di 450 casi documentati di tortura e maltrattamenti a danno di persone provate della libertà a seguito delle controverse elezioni presidenziali e hanno invitato la Bielorussia a cessare qualsiasi forma di tortura nei confronti dei detenuti e ad assicurare alla giustizia gli agenti di polizia che hanno umiliato e picchiato i manifestanti nei luoghi di detenzione;

il Parlamento Europeo, riunitosi in forma plenaria il 17 settembre 2020, ha approvato una risoluzione che non riconoscerà Lukashenko presidente una volta che il suo mandato corrente sarà giunto al termine, cioè dopo il 5 novembre;

Considerato inoltre che

nella nostra città, dal 9 agosto ad oggi, si sono svolte 5 manifestazioni pacifiche da parte dei cittadini e delle cittadine Bielorussi residenti nel nostro territorio, a sostegno dei loro connazionali;

il Comune di Bologna ha espresso vicinanza e solidarietà al popolo bielorusso, ribadendo con forza l’importanza della difesa dei diritti umani, della libertà e di poter svolgere elezioni trasparenti a tutela e garanzia di un paese democratico;

diverse città Europee e italiane hanno già espresso la loro vicinanza e solidarietà al popolo bielorusso, illuminando i loro monumenti con i colori della bandiera nazionale e manifestando per le strade;

esprime solidarietà al popolo bielorusso che, in questi giorni, continua a manifestare pacificamente a Minsk e in diverse città del Paese;
Invita il Sindaco e la Giunta a condannare qualsiasi forma di violenza e di violazione dei diritti umani fondamentali subiti da donne, uomini e bambini, scesi in strada a manifestare in maniera pacifica;

a farsi promotori, nei confronti di Anci e Città Metropolitana di Bologna, dell’approvazione di un ordine del giorno di solidarietà e sostegno al popolo bielorusso;

a prevedere l’illuminazione di Palazzo del Podestà con i colori della bandiera nazionale bielorussa in segno di vicinanza e solidarietà.

f.to  G. Di Girolamo, N. De Filippo, M. Campaniello, R. Santi, I. Angiuli, G. Montera, L. Bittini, F. Errani, R.  Li Calzi.