Lunedì 18 marzo 2019 la consigliera comunale PD Roberta Li Calzi è intervenuto con il seguente intervento di inizio seduta in Consiglio comunale in merito alla condanna dell’avvocatessa iraniana per i diritti Nasrin Sotoudeh.

Nel corso della seduta è stato inoltre approvato il seguente ordine del giorno presentato dalla consigliera Li Calzi, approvato all’unanimità in Consiglio comunale al fine di esprimere solidarietà all’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh per il suo impegno a favore dei diritti umani, con la richiesta di conferirle la cittadinanza onoraria. L’ordine del giorno è stato firmato inoltre dai consiglieri comunali PD Roberta Li Calzi, Simona Lembi, Federica Mazzoni, Mariaraffaella Ferri, Gabriella Montera, Francesco Errani, Andrea Colombo, Isabella Angiuli, Roberto Fattori, Elena Leti, Claudio Mazzanti, Loretta Bittini, Nicola De Filippo, Vinicio Zanetti, Giulia Di Girolamo, Michele Campaniello, Raffaele Persiano, Maria Caterina Manca,  Amelia Frascaroli, Addolorata Palumbo.

Online sono inoltre disponibili i comunicati stampa dell’intervento di inizio seduta e dell’ordine del giorno.

Nasrin Sotoudeh, 55 anni, è un’avvocata iraniana che ha rappresentato e difeso attivisti dell’opposizione incarcerati a seguito di proteste, giovani condannati alla pena di morte, donne che manifestavano contro l’imposizione del velo e per i diritti di emancipazione femminile, prigionieri politici.

É stata più volte incarcerata e ha fatto scioperi della fame per protestare contro la detenzione arbitraria e prolungata del marito e di altri connazionali accusati di propaganda antigovernativa e collusione ai danni della sicurezza nazionale.

Nel 2012 il Parlamento Europeo le ha assegnato il Premio Sacharov, un riconoscimento per la libertà di pensiero assegnato ogni anno a persone e organizzazioni che hanno contribuito alla lotta in favore dei diritti umani e della democrazia.

Dal 13 giugno del 2018 è detenuta nel carcere di Evin, a Teheranè, dove, al termine di due processi, è stata condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate per aver difeso le donne che a fine 2017 avevano manifestato pacificamente contro la legge della Repubblica Islamica che le obbliga a indossare il velo (hijab) in pubblico. Le hanno impedito di farsi difendere da un avvocato di sua scelta e si è rifiutata di sceglierne uno nella lista di quelli imposti dall’autorità giudiziaria, rivendicando il diritto a una difesa indipendente.

La pena comminata a Nasrin Sotoudeh costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali, in quanto prevede un trattamento degradante e lesivo dell’integrità fisica della persona.

Penso sia importante che questo Consiglio Comunale esprima solidarietà a Nasrin Sotoudeh per il suo impegno a favore del rispetto dei diritti umani e contro la pena di morte, valori condivisi dall’Amministrazione di questa città, che si riconosce nei principi di libertà e uguaglianza sanciti dalla Costituzione italiana.

Come accade spesso in questi casi, oltre alle importanti azioni di politica estera dei governi nazionali che devono fare pressioni sul regime iraniano, serve anche una mobilitazione ampia, importante per la sua liberazione. Difendere Sotoudeh significa difendere anche tutti i prigionieri politici in altri Paesi. Il suo caso è emblematico della violazione dei diritti umani. È una ferita aperta che esiste anche in altri Paesi con cui l’Italia e l’Europa hanno buoni rapporti: dall’Egitto, in cui è stato torturato e ucciso Giulio Regeni, alla Libia, dove rimandiamo donne che vengono stuprate e violentate, passando per l’Arabia Saudita, dove oggi finiscono a processo le attiviste che si sono battute per i loro diritti. Nei delicati equilibri dei rapporti internazionali pesano molteplici interessi, anche economici, importanti, ma non è accettabile che non si tenga conto della difesa dei diritti umani.

Per questo deposito oggi un Ordine del Giorno, di cui chiedo la trattazione urgente, che propone di conferire la cittadinanza onoraria a Nasrin Sotoudeh.

Perchè ritengo sia importante parlarne oggi, qui. Qualcuno penserà sia un segnale debole. Ma sappiamo che tanti segnali, anche quando possano sembrare deboli, insieme saranno più forti.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA

Premesso che

Nasrin Sotoudeh, 55 anni, è un’avvocata iraniana che ha rappresentato e difeso attivisti dell’opposizione incarcerati a seguito di proteste, giovani condannati alla pena di morte, donne che manifestavano contro l’imposizione del velo e per i diritti di emancipazione femminile, prigionieri politici;

nel suo studio spoglio c’è una statua della Giustizia con la spada nella mano destra e la bilancia nella sinistra. Attaccati al muro dietro la sua scrivania, tante lettere di solidarietà che da tutto il mondo furono spedite ai suoi bambini, Mehrave e Nima, quando fu arrestata già nel 2011 e scontò tre anni;

è stata più volte incarcerata e ha fatto scioperi della fame per protestare contro la detenzione arbitraria e prolungata del marito e di altri connazionali accusati di propaganda antigovernativa e collusione ai danni della sicurezza nazionale;

nel 2012 il Parlamento Europeo le ha assegnato il Premio Sacharov, un riconoscimento per la libertà di pensiero assegnato ogni anno a persone e organizzazioni che hanno contribuito alla lotta in favore dei diritti umani e della democrazia;

dal 13 giugno del 2018 è detenuta nel carcere di Evin, a Teheranè, dove, al termine di due processi, è stata condannata a 33 anni di carcere e a 148 frustate per aver difeso le donne che a fine 2017 avevano manifestato pacificamente contro la legge della Repubblica Islamica che le obbliga a indossare il velo (hijab) in pubblico. Le hanno impedito di farsi difendere da un avvocato di sua scelta e si è rifiutata di sceglierne uno nella lista di quelli imposti dall’autorità giudiziaria, rivendicando il diritto a una difesa indipendente.

Considerato che

le accuse di “propaganda contro il sistema e cospirazione ai danni della sicurezza dello Stato” contro l’avvocata Sotoudeh sono la conseguenza del suo lavoro in favore dei diritti umani, inclusa la difesa delle “ragazze di Enghelab Street”, il gruppo di donne arrestate per essersi tolte il velo in luoghi pubblici, nonché della sua pubblica opposizione alla pena di morte;

la pena comminata a Nasrin Sotoudeh costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali, in quanto prevede un trattamento degradante e lesivo dell’integrità fisica della persona;

il rispetto dei diritti umani è uno dei valori fondamentali dell’Unione europea e qualsiasi violazione di tali diritti, tanto all’interno quanto all’esterno dell’UE, pregiudica i principi democratici su cui la nostra società si fonda;

il Consiglio Nazionale Forense del nostro Paese chiede da tempo al Governo iraniano la liberazione dell’avvocata Sotoudeh, già in precedenza condannata a sei anni di carcere. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna e il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Forense di Bologna hanno manifestato la solidarietà degli avvocati bolognesi alla collega iraniana, con comunicato del 14 marzo scorso dove si afferma: “Difendere Nasrin Sotoudeh e tutti gli avvocati minacciati è un dovere civile perché, se non difendiamo gli avvocati, chi difenderà i diritti?”;

Ammnesty International ha già diramato un appello per la liberazione di Nasrin Sotoudeh, che chiunque può sottoscrivere online;

questo Consiglio Comunale, nei precedenti mandati amministrativi, ha conferito la cittadinanza onoraria a persone che si sono distinte per il loro contributo a favore degli oppressi e dei più deboli.

Esprime

piena solidarietà a Nasrin Sotoudeh per il suo impegno a favore del rispetto dei diritti umani e contro la pena di morte, valori condivisi dall’Amministrazione di questa città, che si riconosce nei principi di libertà e uguaglianza sanciti dalla Costituzione italiana

Invita il Sindaco e la Giunta

a promuovere presso le sedi istituzionali (internazionali, europee, nazionali) iniziative contro la condanna dell’avvocata Nasrin Sotoudeh e per richiedere la sua liberazione, nonché per impedire violazioni dei diritti umani in Iran

Si impegna

ad avviare la procedura per il conferimento della cittadinanza onoraria all’avvocata Nasrin Sotoudeh per essersi schierata, a costo dell’incolumità personale, a tutela dei diritti di cittadine e cittadini iraniane vittime di soprusi giudiziari e dell’arbitrio politico, secondo principi e idealità che rispecchiano i valori fondanti della città di Bologna.

f.to Roberta Li Calzi, Simona Lembi, Federica Mazzoni, Mariaraffaella Ferri, Gabriella Montera, Francesco Errani, Andrea Colombo, Isabella Angiuli, Roberto Fattori, Elena Leti, Claudio Mazzanti, Loretta Bittini, Nicola De Filippo, Vinicio Zanetti, Giulia Di Girolamo, Michele Campaniello, Raffaele Persiano, Maria Caterina Manca, Amelia Frascaroli, Addolorata Palumbo.