Mercoledì 18 marzo 2020 la consigliera Elena Leti  è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale riguardo al tema della grande solidarietà ai tempi della coronavirus.

Il 31 dicembre 2019, le autorità sanitarie cinesi hanno notificato un focolaio di casi di polmonite, ed hanno poco dopo confermato la trasmissione inter-umana del virus. L’11 febbraio 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato che la malattia è stata chiamata COVID-19 ed è causa di sindrome respiratoria grave.

Secondo quanti riportato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al 15 marzo sono 36 (su 50) i Paesi della Regione europea con trasmissione locale del virus.

Al 17 marzo, in base ai dati pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) nel sito dedicato al focolaio da nuovo coronavirus, sono stati notificati complessivamente 180.159 casi confermati in laboratorio di COVID-19, di cui 7103 decessi. In Europa, nei Paesi UE/SEE (Unione europea/Spazio economico europeo), si registrano 61 098 casi confermati. Tutti i Paesi UE/SEE sono interessati.

Considerato che la diffusione in Italia del Coronavirus ha interessato prima l’area del Lodigiano in Lombardia poi si è esteso a tutta la regione, poi il Veneto il Piemonte e l’Emilia Romagna lungo la via Emilia, fino a coinvolgere l’intero stivale. E per questo, le nostre strutture sanitarie e il nostro personale sanitario sono state messe sotto pressione, e faticano a sostenere richieste di aiuto così importanti per numero e gravità di patologia.

La sanità, tuttavia, non è l’unico settore esposto oggi a un «effetto-verità». Nell’emergenza, salta agli occhi la straordinaria importanza di tutte le attività che «non si possono fermare», ovvero dell’intera economia fondamentale: la produzione e distribuzione alimentare, i servizi di cura, l’istruzione, i trasporti pubblici e le infrastrutture stradali, l’amministrazione pubblica, le telecomunicazioni, la distribuzione dell’acqua, dell’energia e del gas, il trattamento dei rifiuti. È uno spazio economico indispensabile, perequativo e anticiclico, che permette la riproduzione della società e occupa circa il 40% della forza-lavoro su scala continentale, con un repertorio di competenze impressionante per varietà e qualità.

Il nostro Servizio sanitario regionale al pari di quello nazionale, garantisce a tutte le persone servizi appropriati e necessari per la tutela, la cura e il recupero della salute, assicurando uniformità nell’accesso nella erogazione delle prestazioni e dei servizi e nel rispetto dei tre principi fondamentali:

universalismo dell’assistenza,

uguaglianza di accesso,

solidarietà.

Pur cercando di garantire i massimi standard quantitativi e qualitativi di assistenza è molto evidente come questa estesa emergenza epidemiologica stia evidenziando una carenza di posti letto, soprattutto nelle terapie intensive, di materiale e attrezzature sanitario, di personale, e tanto altro. Per questo vengono arruolati medici ed infermieri oramai andati in pensione, predisposti protocolli per assunzioni burocraticamente più snelle. Ma per fare tutto questo occorrono risorse economiche molto importanti.

L’emergenza dovuta al Coronavirus ha generato un’ondata di solidarietà (come spesso accade nel nostro paese di fronte ad una emergenza) che si è concretizzata nell’apertura di centinaia di raccolte fondi a favore degli ospedali ma anche degli enti locali. Sono numerosissimi i crowdfunding e le campagne attive in tutta Italia volte a sostenere presidi sanitari del proprio territorio.

Per questo motivo, ho proposto al Consiglio Comunale di devolvere il gettone presenza della seduta odierna alle strutture sanitarie della nostra città.

Concludo che se c’è una lezione che dovremmo aver imparato quando tutto il caos coronavirus sarà finito, è sull’importanza della sanità pubblica.

Nell’emergenza, diventano chiare le sue virtù ed emergono i suoi limiti, esiti di orientamenti di lungo corso.

Sottoposto a tagli e denigrato, se c’è un eroe oggi, è l’intero sistema sanitario nazionale che pur con tutte le sue falle, sta cercando di contenere il virus e offrire un sostegno e un letto a tutti coloro che sono stati colpiti dal coronavirus ma anche a tutti gli ammalati.

E infine chiudo rivolgendo una grandissima gratitudine a coloro che operano in prima linea per aiutare tutti noi. Personale sanitario, medici e infermieri, tecnici di laboratorio, pubblica assistenza, studiosi, protezione civile, forze di polizia, chi ci garantisce l’approvvigionamento alimentare e tantissimi altri che contribuiscono al funzionamento della città.

I veri eroi del nostro tempo.