Lunedì 19 novembre 2018 la consigliera comunale PD Mariaraffaella Ferri è intervenuta ad inizio seduta con il seguente intervento.

Online e tra gli allegati è inoltre consultabile il comunicato stampa sull’intervento di inizio seduta.

Un film “strano” Sezione Femminile ed originale: molti sono infatti i film sul Carcere girati con e da uomini detenuti ma non abbiamo trovato esempi analoghi girati con le donne.

E’ un po’ fiction, un po’ documentario, un po’ neorealista, senza essere appieno alcun genere cinematografico e sopratutto senza essere un film sul Carcere quanto piuttosto un film che dal Carcere esce per portare fuori lo sguardo, i pensieri, le paure e le faticose speranze che le donne che lo hanno realizzato vogliono comunicare all’esterno.

E’ il risultato di oltre due anni di lavoro che il regista Eugenio Melloni ho svolto settimanalmente alla Dozza, nel Laboratorio Cinema che l’Associazione MEG – Medicina Europea di Genere – ha promosso nell’ambito del Progetto Non solo Mimosa, per la salute e il benessere delle donne detenute.

Venerdì scorso la Prima del Film e’ stata proiettata alla Casa circondariale Rocco D’Amato come doverosa restituzione del risultato del lavoro svolto alle protagoniste del Laboratorio Cinema, alle altre donne detenute, ma anche al personale penitenziario, senza la cui collaborazione nulla di tanto complesso si sarebbe potuto realizzare.

Ha partecipato alla visione del film, oltre ad una trentina di Ospiti esterni, anche una rappresentanza di uomini detenuti e sono molto grata alla Direzione del carcere per aver saputo accogliere la richiesta molto sentita da parte delle donne di poter mostrare il frutto del proprio impegno anche a loro.

Nel corso degli anni sono state circa una sessantina le donne che hanno partecipato in vario modo al laboratorio Cinema, proponendo spunti, idee, suggestioni, che a partire da storie e vissuti personali potessero imbastire il racconto del film; dalla fase ideativa sono poi passate alla rielaborazione delle idee sotto forma di scrittura, ciascuna come era capace e nella lingua che le apparteneva. Con la scelta del casting, poi si è costituito un gruppo più’ ristretto di circa 12 donne che ha iniziato un corso di interpretazione, condotto con grande maestria professionale ed umana dall’attrice Donatella Allegro, ha imparato le proprie parti, ha iniziato ad interpretare un ruolo che certo dice molto della storia di ciascuna ma che le trascende tutte e le trasfigura attraverso l’immaginazione generativa per rappresentare il dolore dei legami spezzati, degli affetti lontani, delle relazioni interrotte e di quelle costrette nelle celle di detenzione. Si racconta dell’attesa e della paura del dopo, del futuro, di quel cambiamento atteso ma anche temuto quando gli anni per scontare la pena sono ancora lunghi.

E’ sempre difficile raccontare un film, per Sezione femminile questo e’ praticamente impossibile farlo, occorre vederlo e per questo invito alla presentazione pubblica che sarà al Cine Teatro Orione il 22 novembre prossimo e proseguirà fino a domenica 25 novembre.

Sezione Femminile è stato pensato per portare fuori dal Carcere le donne detenute ma idealmente questo film e’ anche il contributo che le Donne recluse alla Dozza inviano alla Città in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne.

Posso dire che sono riuscite e posso dire che ne è valsa la pena.