Lunedì 20 luglio 2020 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta sul diritto allo studio.

Online è inoltre accessibile il relativo comunicato stampa. Di seguito è disponibile il testo dell’intervento.

Gentile Presidente, cosa possiamo fare a livello locale, per dare priorità alla nostra scuola e garantire il diritto allo studio a Bologna?

Il Consiglio comunale ha approvato la mia proposta di Ordine del giorno che offre un contributo per ripensare la nostra comunità educativa, travolta dalla pandemia, e promuovere un’alleanza educativa, valorizzando le risorse e la partecipazione del nostro territori: Istituzioni culturali e educative, mondo del volontariato e terzo settore.

La scuola deve ripartire, perché l’educazione è il futuro, immediato e prossimo, della nostra città e del nostro Paese.
Come Amministrazione comunale, dobbiamo essere capaci di costruire una proposta chiara e condivisa per la riapertura delle nostre scuole a settembre, supportando l’intero sistema educativo e scolastico.

Le proposte per ripartire a settembre riguardano una nuova organizzazione delle nostre scuole per garantire sicurezza: recuperare spazi alla didattica, anche all’aperto, e rafforzare la collaborazione con tutte le risorse educative del territorio, valorizzando la comunità educativa per garantire il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione (outdoor education, sperimentazione di laboratori a piccoli gruppi, accompagnamento degli studenti in situazione di difficoltà).

Serviranno anche maggiori risorse per la didattica e per la sicurezza degli edifici scolastici e, nel prossimo bilancio comunale, come Consiglieri comunali dovremo dare priorità all’investimento sulle nostre scuole.

Possiamo sostenere il progetto “Scuole Aperte” e i percorsi di inclusione delle istituzioni scolastiche, e promuovere un’alleanza educativa per valorizzare la dimensione di quartiere e la comunità; realizzare una mappatura delle risorse e dei servizi educativi dedicati all’infanzia e all’adolescenza, valorizzando il patrimonio di professionalità e cultura educativa e pedagogica della nostra città, insieme anche allo promozione delle spazio pubblico di Bologna; rafforzare i progetti di educativa di strada e l’integrazione tra l’offerta formativa delle Scuole e quella delle Istituzioni culturali della città, coinvolgendo l’Università, il mondo del volontariato e il Terzo settore.

Il Sindaco e l’Assessore alla scuola Zaccaria sono impegnati per rispondere alla richiesta di spazi per le nostre scuole e la Città metropolitana di Bologna garantirà uno spazio alla Fiera di 10mila metri quadrati per gli studenti delle scuole superiori.
Possiamo anche pensare ai luoghi culturali della nostra città, cinema, teatri, biblioteche, attraverso una mappatura degli spazi disponibili in città.

Il liceo Laura Bassi di Bologna, ad esempio, ha un progetto pilota che, da Bologna, potrebbe estendersi ad altre città della Provincia e della Regione, che vede coinvolti il Corso Documentaristico Cinematografico (7 classi, 160 alunni) e il Cinema Odeon (4 sale 650 posti disponibili). È importante assegnare luoghi culturali con una precisa identità.

Possiamo fare scuola nei luoghi della storia, della civiltà, dell’identità della città è fare cittadinanza attiva, incoraggiare approcci al patrimonio culturale incentrati sulle persone, sulle relazioni. In questi luoghi identitari, già attrezzati per la formazione, è possibile includere anche i gruppi difficili da raggiungere e stimolare la partecipazione e la condivisione ai beni comuni e al del patrimonio culturale della nostra città, che appartiene a tutti. https://laurabassicorsodoc.jimdofree.com/

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