Lunedì 2 settembre 2019 la consigliera comunale PD Simona Lembi è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sul recente sciopero della fame per l’emergenza ambientale da parte di un giovane cittadino di Bologna.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Filippo Guerrini ha 26 anni, laureato in agraria e sistemi naturali.

Vive a Bologna e per una settimana circa, dal 20 al 26 agosto, si è presentato in piazza Maggiore, sotto alle finestre del Consiglio comunale e ha iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione di Bologna, dell’amministrazione tutta e del Consiglio in particolare sull’emergenza climatica ed ecologica.

Il 20 agosto mi sono recata al presidio, mi sono confrontata con alcuni attivisti e impegnata a richiedere un’udienza conoscitiva che, stante la prontezza della presidente Leti e la disponibilità dell’assessora Orioli, potrebbe essere calendarizzata entro la prima metà di settembre.

La Giunta ha già avuto modo di dichiarare che presenterà domani un provvedimento. Avremo modo di discuterlo in quella sede, insieme con le regioni dello sciopero e delle proposte che Extinction Rebellion di Bologna ci sottopone.

Mi permetto qui, in apertura di Consiglio comunale, di anticipare alcune riflessioni la principale è legata al fatto di essere noi grati a Filippo per la fiducia che ripone nelle istituzioni.

Penso dovremmo essere molto grati a Filippo e alla sua associazione per avere avviato quella forma di protesta e averla rivolta direttamente al Comune di Bologna e al Consiglio comunale. Sono personalmente grata per la fiducia che ha riposto nelle istituzioni locali e nell’organismo che riunisce i rappresentanti della comunità, eletti direttamente dai cittadini; di questo dovremmo avere tutti molta cura.

Segnalo quindi 3 questioni aperte:
1) per rispondere al meglio alla fiducia che in noi è stata riposta e alle richieste che ci sono state rivolte, occorrerà avviare un serio e confronto a Bologna e provare a costruire qualcosa, in modo trasversale alle competenze presenti in città, per richiamare tutti, ognuno per un pezzetto, a fare la propria parte nella più ampia battaglia sull’emergenza climatica. Non sarà facile: dati noti da tempo (gli obiettivi della conferenza di Parigi, l’attività di Greta, l’Agenda ONU 2030) ancora non sono sufficienti per diventare azioni quotidiane.
2) cambiare passo e affrontare la questione della riduzione del consumo di carne. In questo caso mi rivolgo direttamente alla Giunta. Finora ci siamo prevalentemente concentrati sull’inquinamento, facendo leva sull’aumento delle ciclabili, del trasporto pubblico e sulla raccolta differenziata. Ci siamo concentrati su questo e meno sul fatto che, come ci ricorda il bel volume di Jonathan Safran Foer, “Possiamo salvare il mondo, prima di cena”, questa rivoluzione passa anche da ciò che mettiamo nel piatto in cui mangiamo.
I dati sono netti ci dice Safran: “si stima che il consumo di energia elettrica sia responsabile del 25% delle emissioni annue di gas serra. L’agricoltura persa per il 24%, in gran parte riconducibile all’allevamento. l’Industria pesa per il 24 per cento. I trasporti il 14. le costruzioni il 6.”, significa che non basta più occuparsi di emissioni c02, inquinamento, auto ibride, ma aprire seriamente il fronte dei consumi alimentari ed in particolare della riduzione di carne e di derivati della carne.
3) infine, sostengo che occorra promuovere un piano di azioni che non sia vago, sterile e irreale ma capace di smuovere le coscienze, diffondere conoscenze, trasformare tutto questo in azione quotidiana.

Filippo ha dichiarato di avere svolto questo sciopero della fame per fare un regalo alla sua città, ora che la sua vita lo porta a dirigersi verso il Belgio. Mi auguro che il Consiglio comunale saprà essere all’altezza di un dono così prezioso, fatto da un suo cittadino e trovare parole e misure unanimi per affrontare una sfida enorme.