Lunedì 22 luglio 2019 la consigliera comunale PD Giulia Di Girolamo è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito alla vasta operazione delle Forze dell’Ordine ‘Burning Flame’ che ha smantellato un clan della mafia nigeriana.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Abbiamo appreso nei giorni scorsi dalla stampa della vasta operazione durata 3 anni, denominata “Burning Flame“, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna insieme alla Squadra Mobile e al Servizio Centrale Operativo, che ha portato al fermo 19 persone appartenenti alla consorteria criminale.

L’azione investigativa ha portato alla decapitazione dei vertici dell’organizzazione criminale chiamata Maphite, che conta più di 5000 affiliati e che affonda le sue radici più profonde nella terra di origine, la Nigeria, all’interno delle confraternite universitarie sviluppatesi negli anni ’90.

L’organizzazione, si apprende dall’inchiesta, che si estendeva in diverse città della nostra Regione, era dedita soprattutto a spaccio di droghe, sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani, estorsioni ai danni di commercianti connazionali, clonazione di carte di credito e contrabbando di armi. Un’organizzazione, inoltre, che presenta caratteristiche e modus operandi tipici delle nostre mafie nazionali: rispetto della gerarchia piramidale, riti di affiliazione, violenza, omertà.

L’importanza di questa operazione è testimoniata anche dal fatto che, per la prima volta in Regione, viene contestato ad una organizzazione criminale straniera il 416 bis, ovvero il reato di associazione mafiosa, segno evidente di un capillare e pericoloso radicamento sul nostro territorio.

Grazie alla testimonianza di un collaboratore di giustizia residente a Bologna, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire un mosaico inquietante nonché a definire i confini e il giro di affari dell’organizzazione mafiosa, che tra le varie attività illecite, gestiva il traffico di droga importata dal Sud America alla Nigeria, fino a trasportarla in Europa e nelle nostre piazze tramite corrieri ai quali venivano fatti ingerire gli ovuli.

A questo proposito, il Procuratore Giuseppe Amato, precisa che sono proprio i nigeriani gli importatori della famosa eroina gialla responsabile di numerose morti per overdose che si sono verificate in Italia nell’ultimo anno.

E anche su questa vicenda, il Ministro Salvini non ha fatto mancare il suo immancabile tweet: “Alla faccia di chi diceva che la mafia nigeriana non esiste”. Forse il Ministro Salvini in questi anni è stato distratto o più semplicemente si è disinteressato a questi temi. Ma la nostra Regione no. Ci sono stati numerosi dibattiti, incontri, studi da parte di chi le mafie non ha mai smesso di combatterle, che si sono concentrati sulle organizzazioni criminali straniere, dentro e fuori l’università su tutto il nostro territorio. C’è chi di mafie straniere anni fa ne parlava nei dossier sulle mafie in Emilia Romagna, chi nei libri, grazie anche alle puntuali relazioni della DIA e di giornalisti o semplicemente cittadini curiosi che spesso hanno provato a leggere i segnali inquietanti che emergevano cercando di capire quelle forme di illegalità silenziosa che si facevano strada nei nostri territori. Quindi, Ministro, non si preoccupi: in questa Regione, la lotta alle mafie, a tutte le mafie, è stata e continua ad essere una priorità.