Lunedì 13 gennaio 2020 la consigliera comunale PD Federica Mazzoni è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale relativo alla recente iniziativa dell’Associaizone “Per una Sanità del servizio Pubblico” riguardo alla salute delle persone migranti.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Il coraggio di dire la verità e di portare avanti una certa idea di sanità, di società, di mondo, qualcuno la definirebbe una modalità “divisiva”, va di moda questo termine, per me semplicemente “politica”, capace di distinguere, di avere uno sguardo più ampio del qui e ora, sapere dove collocarsi, per che cosa battersi oggi, per la società che vogliamo lasciare domani a chi verrà dopo di noi.

Per tutti questi motivi intervengo in Aula, per ringraziare l’associazione “Per una Sanità del servizio Pubblico” presieduta dal dottor Giovanni Gordini, che sabato scorso ha organizzato la partecipatissima iniziativa sulla salute delle persone migranti, partendo dalla domanda se sia possibile la salute dell’intera nostra comunità lasciando indietro chi è più povero, debole, straniero al nostro paese e ai nostri servizi e regole di accesso.

La mattinata, moderata dal dottor Corrado Melega che proprio in questi banchi in Consiglio sedeva durante lo scorso mandato, ha avuto gli interventi e le testimonianze dell’avvocata Nazzarena Zorzella, avvocata che ha ottenuto dal tribunale di Bologna la residenza per un richiedente asilo, contro il Decreto Salvini, e poi la dottoressa Marinella Lenzi, ginecologa che ha parlato della salute disuguale delle donne e delle mamme migranti, il dottor Angelo Fioritti, Direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Ausl di bologna, la dottoressa Paola Gaddi sempre della nostra Ausl, esperta di salute pubblica e migrazioni.

Loro esplicito intento è quello di ‘svolgere un’ampia informazione sulle positive realizzazione del sistema sanitario pubblico in Emilia-Romagna e in Italia, a tutela di un patrimonio fondamentale dei cittadini italiani, quale è il sistema sanitario pubblico e universalistico’. Grazie, anche questa è la forza e la differenza dell’Emilia-Romagna.