Lunedì 21 dicembre 2020 il consigliere comunale Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sul progetto Salvare vite nel Mediterraneo. Aderiamo al progetto ResQ-People Saving People.

Online è inoltre disponibile il comunicato stampa.

Batterà bandiera italiana e vuole essere la nave della società civile. La sua missione è salvare vite umane nel Mediterraneo. ResQ-People Saving People, associazione nata da un gruppo di giuristi, di operatori umanitari e di cittadini, ha lanciato domenica 13 dicembre la campagna “Tra il dire e il mare”, con l’obiettivo di raccogliere fondi per rendere operativa una nuova nave umanitaria. Costo stimato di tutta l’operazione, circa 2 milioni di euro. Fondi da reperire attraverso una campagna di crowdfunding.

In mare, si continua a morire per mancanza di soccorsi. In novembre, nel Mediterraneo hanno perso la vita almeno 132 persone. Tra loro il piccolo Joseph, appena sei mesi. Era l’11 novembre. Abbiamo tutti ascoltato le grida di terrore della madre alla ricerca del suo bambino, trasportato a Lampedusa per essere sepolto.

La perdita di vite umane nel Mediterraneo è una manifestazione dell’incapacità degli Stati di costruire un sistema di ricerca e soccorso, in quella che è la rotta più mortale del mondo, tra la Libia e il Mediterraneo.

Dovremmo dare vita a un meccanismo di sbarco legale, a cui possano far seguito le azioni di solidarietà degli altri Stati europei. E dobbiamo sostenere le Ong che conducono operazioni di soccorso: i loro interventi devono essere riconosciuti quali attività che rispondono all’imperativo umanitario di salvare vite umane. Per questo c’è bisogno di navi che salvino i migranti in mare.

Oggi, su 80 milioni di persone in fuga nel mondo, il 90% si trova fuori dall’Europa. L’Uganda in questo periodo ha aperto le frontiere a migliaia di rifugiati dal Congo. I flussi verso l’Europa sono più che gestibili. È immorale che si discuta ancora se sia giusto o meno salvare le persone in mare. È un obbligo. E visto che gli Stati non sono all’altezza delle loro responsabilità, serve la società civile.

Anche 5, 10, 50 euro possono essere importanti per comprare un salvagente o un ricambio di biancheria per i naufraghi.

È importante sostenere il progetto ResQ-People Saving People. Ce lo chiede la Costituzione. Non possiamo lasciare che le persone affoghino nel Mediterraneo, a pochi metri dalle nostre coste

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