Lunedì 21 dicembre 2020 la consigliera comunale PD Elena Leti è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito al RECOVERY FUND e su Bologna Green, dentro la transizione ecologica.

Online è inoltre disponibile il comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta.

Recovery Fund: Bologna green, dentro la transizione ecologica.

Il Recovery Fund di cui si parla tanto in questi giorni è uno strumento Europeo che ha l’obbiettivo attraverso un fondo di recupero, di arginare l’effetto devastante del coronavirus, che ha prodotto sulle principali economie del vecchio continente inflessioni imponenti del proprio PIL.
Il recovery Fund che in Italia diventa il Recovery Plan è il documento più importante per il rilancio dell’Italia dalla crisi pandemica.
Il Governo sta lavorando alla bozza che dovrà essere finalmente approvata, con progetti e voci di spesa adeguate alle riforme richieste da Bruxelles. Nello specifico, si tratta di dare vita al cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il “programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19”.
L’ultimo documento proposto, sul quale si attende la valutazione del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni, dovrebbe comprendere un totale 222 miliardi, destinati all’Italia, importanti risorse che approssimativamente vengono così ripartite in sei ambiti come indicato dal consiglio Europeo: digitalizzazione, innovazione e competitività; rivoluzione verde e transizione ecologica; salute; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere, e territoriale.
In particolare vorrei soffermarmi sul settore che si occupa di Rivoluzione verde e transizione ecologica, che prevede la percentuale più alta di risorse circa 69 miliardi e di 31,9 ml destinati alle infrastrutture e la mobilità cifre complessive per l’intero paese. Una parte di questi ovviamente saranno investiti anche sul comune e la città metropolitana di Bologna.
Il sistema bolognese presenta un ecosistema favorevole per lo sviluppo di un progetto finalizzato a supportare la riconversione ecologica e la transizione digitale delle filiere strategiche del territorio, questo per diversi motivi. Presenza di importanti settori della ricerca, Università, CNR e ENEA laboratorio dei BIG Data. Un sistema sanitario efficiente attraverso anche il polo Universitario e di ricerca, un territorio con una consolidata tradizione di concertazione tra imprese sindacati e PA. Una crescente consapevolezza della cittadinanza sulle questioni ambientali, ecologiche sanitarie. E altro.
Per questo voglio citare alcuni dei settori che il comune considera strategici e sui quali si prevede di investire parte di queste risorse che arriveranno.
Il progetto bandiera presentato dal comune di Bologna riguarda i Prati di Caprara insieme ad altre proposte strategiche che si sviluppano lungo l’asse Nord Ovest della città, dove si concentrano molti dei luoghi chiave del futuro sviluppo della città. Prati di Caprara, Scalo del Ravone fino al Tecnopolo. In mezzo la Bolognina e la Stazione Centrale. Per una cifra prevista che corrisponde a circa 55 milioni di euro. Sui prati di Caprara in particolare si prevede di potenziare le infrastrutture Verdi e Blu attraverso un progetto condiviso con la proprietà che potrebbe organizzarsi in 3 fasce a diversa distanza dalla viabilità principale dando una più marcata priorità alla componente a verde fruibile e a quello a libero sviluppo naturalistico, oltre a consentire interventi di sistemazione idraulica degli adiacenti corsi d’acqua.
Per l’intera città poi si prevede rigenerazione urbana, riqualificazione di immobili del patrimonio pubblico sotto il profilo energetico, sismico e di qualità abitativa.
Si propone di investire sulla piantumazione di Nuovi Alberi, volti ad incrementare sensibilmente la dotazione di verde in città, e intervenendo su una serie di aree pubbliche, per migliorare la qualità dell’aria, per rendere la città più resiliente ai cambiamenti climatici con interventi mirati sul territorio urbano e collinare più fragile dal punto di vista idrogeologico.
Ridurre, Riciclare, Riusare. Investire sulla riduzione della produzione del rifiuto. Il Comune di Bologna è già impegnato su vari fronti per la prevenzione della produzione di rifiuti, attraverso, in primo luogo, il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita.
Tra le più rilevanti attività di sensibilizzazione è da evidenziare quella relativa alla
riduzione nella produzione di imballaggi e di scarti alimentari in mense e scuole.
Investire sul dissesto idrogeologico che costituisce un tema di particolare rilevanza per gli Enti a causa degli impatti sulla popolazione, sulle infrastrutture lineari di comunicazione e sul tessuto economico e produttivo. Il progetto volto a individuare interventi di prevenzione e di messa in sicurezza aumenta la resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico favorendone la crescita sostenibile.
Investire sulla riduzione delle emissioni da traffico del 40% rispetto al 1990, Tale riduzione andrà raggiunta con la riduzione del traffico motorizzato privato e la decarbonizzazione del parco veicolare.
Dare attuazione alle indicazione previste nel PTGU Piano del traffico generale urbano, e nel PUMS Piano Urbano metropolitano Sostenibile.
Transizione verde e digitale del trasporto pubblico urbano. Flotte comunali elettriche e progressiva dismissione dei veicoli più inquinanti . Attuazione del Biciplan della Città di Bologna, la realizzazione di 40 km di nuovi percorsi ciclabili della rete strategica e di quella di supporto. Completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano.
Chiedo che il Consiglio comunale possa partecipare al percorso di costruzione e realizzazione di questi progetti per condividere insieme alla giunta comunale e della CM le strategie da mettere in campo.

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