La Consigliera comunale PD Gabriella Montera è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale, lunedì 15 marzo 2021, sul linguaggio che non cambia e crea nuovi stereotipi.

Online è consultabile il comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento. 

Stamattina leggiamo sulla stampa alcune considerazioni sull’8 marzo, una settimana dopo. L’articolo racconta di un’iniziativa radiofonica denominata “Finalmente domenica”, ripresa in streaming dal Teatro Valli di Reggio Emilia, che attraverso la presentazione dei libri, affronta temi di stringente attualità.

L’argomento trattato ieri è stato il linguaggio e il suo lato oscuro, una discussione interessante scaturita da un saggio di Claudia Bianchi, docente di filosofia del linguaggio dell’Università S. Raffaele di Milano.

Mi è parso un segnale di particolare intelligenza riprendere l’argomento dopo l’8 marzo, dato che spesso diciamo e ci sentiamo dire correttamente che l’8 marzo non è una festa, ma è la giornata internazionale della donna; una giornata in cui si riflette sulla condizione delle donne, con l’auspicio che nel resto dell’anno non ci si dimentichi delle condizioni di vita di metà della popolazione mondiale.

Sul linguaggio e sul suo uso, il Presidente Mattarella ha scelto di introdurre il proprio intervento celebrativo in occasione dell’8 marzo, utilizzando parole di grande efficacia che riprendo volentieri:

“Il rispetto verso le donne conosce molte declinazioni. Sul piano del linguaggio, innanzitutto. Dobbiamo respingere le parole di supponenza, quando non di odio o di disprezzo verso le donne. Parole che generano e alimentano stereotipi e pregiudizi ottusi e selvaggi, determinando atteggiamenti e comportamenti inaccettabili. Compromettere l’autonomia, l’autodeterminazione, la realizzazione di una donna, esprime una fondamentale mancanza di rispetto verso il genere umano. Il rispetto è alla base della democrazia e della civiltà del diritto, interno e internazionale. Per questo, il rispetto delle donne è questione che attiene strettamente alla politica”.

E non continuo, perché sarebbe troppo lungo. Il Presidente ha declinato l’argomento non trascurando alcun aspetto: dal significato della parità di genere, sia sul piano dell’occupazione, sia su quello – strettamente connesso – del calo demografico, al duro colpo che la pandemia ha inferto alle condizioni di lavoro delle donne, a tutte le forme di abusi e violenze, fino ai drammatici casi di femminicidio.

In questi giorni si è acceso un confronto, anche aspro, proprio sull’uso del linguaggio e sulle sue declinazioni di genere nelle professioni. E’ un tema che si sta imponendo all’attenzione del dibattito sociale, perché produce ricadute impattanti e possono frenare, invece che favorire il pieno diritto di cittadinanza di tante donne e non solo.

Colgo l’occasione per informare il Consiglio comunale che sto per presentare la richiesta di un’udienza conoscitiva su questo tema, che verrà calendarizzata a breve, alla presenza di studiose e giornaliste/giornalisti che possono aiutare a comprendere il significato e il valore delle parole nell’affermazione di vecchi stereotipi e nella costruzione di nuovi.