Lunedì 28 settembre 2020 la Consigliera comunale PD Elena Leti è intervenuto ad inizio seduta sulla candidatura UNESCO dei Portici.

Online è consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

Portici: candidatura Unesco.

L’Unesco è una organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, istituita a Parigi il 4 novembre 1946. Ogni stato membro può presentare la candidatura di un luogo per farlo diventare sito patrimonio dell’Umanità. L’Italia nel gennaio 2020 candida i Portici di Bologna a sito Patrimonio dell’Umanità, già iscritti nelle “tentative list” dal 2006.

In totale sono 12 i tratti, selezionati nell’ambito dei 62 chilometri di portici della città, localizzati sia in centro sia nelle aree periferiche: via Zamboni, il Pavaglione con piazza Maggiore, il quartiere Barca, via Santa Caterina, via Santo Stefano e piazza della Mercanzia, via Galliera e via Manzoni, strada Maggiore, Baraccano, portico della Certosa, piazza Cavour e via Farini, Forno del pane, San Luca.

La candidatura dei portici è molto sentita dalla città, e ha visto nell’iter di preparazione della candidatura un lavoro corale tra società civile e amministratori locali.

Il portico oltre ad essere un elemento architettonico e culturale a volte monumentale esprime uno stile di vita urbano, protegge, aggrega, raccoglie, racconta di un modo di vivere sostenibile, e rappresenta un elemento fortemente identitario della città.

Venerdì 25 settembre 2020 si è conclusa una delle tappe del lungo iter ,con la riunione della Cabina di Regia al MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, la visita in città di Olivier Poisson, ispettore inviato da ICOMOS, organismo consultivo dell’Unesco per tutti gli aspetti che riguardano il patrimonio culturale e la sua conservazione, nell’ambito dell’iter di candidatura dei Portici di Bologna alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
La Cabina di Regia aveva dato anche il via alla visita, iniziata mercoledì 23 settembre nell’aula del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna. L’ispezione si è poi concentrata sui 12 tratti candidati e si è svolta regolarmente, coinvolgendo tutti i protagonisti coordinati dall’ufficio di valorizzazione del paesaggio urbano storico e dei portici, nato in seno all’area Economia e Lavoro del Comune di Bologna proprio per occuparsi delle questioni strettamente legate alla gestione dei portici e della candidatura a sito Unesco.

Voglio ricordare che accanto al Comune di Bologna, nell’organizzazione e nella preparazione di questa candidatura ci sono il Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo per l’Emilia-Romagna; la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; la Regione Emilia-Romagna – Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna; la Città metropolitana di Bologna; Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Arcidiocesi di Bologna; Banca d’Italia; Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna; Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna; ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna di Bologna; Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna; Bologna Welcome srl, perché questa è una candidatura dell’intera città.

Voglio anche sottolineare che quella che si è svolta in questi giorni è solo una delle diverse tappe richieste affinché un sito possa essere inserito nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità.

Va riconosciuto al Comune di Bologna e ai tanti che appartengono alla cabina di regia di aver svolto un ottimo lavoro anche in questo periodo di emergenza sanitaria, e di essere riusciti ad ottemperare ai propri impegni, senza procrastinare le date delle varie tappe, a differenza di altre città che non ci sono riuscite.

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