Lunedì 16 dicembre 2019 la consigliera comunale PD Gabriella Montera è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito al pensionamento della dott.ssa Antonietta D’Antuono, responsabile del centro MTS della clinica dermatologica del Sant’Orsola.

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta. Online è disponibile il relatico comunicato stampa.

Che un medico professionista vada in pensione non è certo una notizia! Abbiamo letto in un bell’articolo di stampa che si tratta della dottoressa Antonietta D’Antuono, che nell’ultimo giorno di lavoro ha scritto una lettera commovente ai suoi pazienti e alle sue pazienti. La dottoressa ha dedicato la sua esistenza professionale e umana alla cura delle malattie sessualmente trasmissibili.

Il suo curriculum vitae ne è una viva testimonianza ed è con grande convinzione e piacere che desidero dedicarle un pensiero che vuole testimoniare la riconoscenza per il lavoro svolto nel corso dell’intera carriera esclusivamente nel settore pubblico con rigore e grande passione.

Titolare dell’insegnamento di venereologia, dermatologia e chirurgia plastica, ha impostato tutta la sua attività alla cura delle malattie sessualmente trasmesse, occupandosi con continuità della formazione professionale e dell’aggiornamento dei medici delle USL, degli infermieri professionali e del personale paramedico, anche per quanto riguarda la dermatologia infettiva.

Dall’87 è stata responsabile del centro MTS della clinica dermatologica. Ha svolto per 20 anni l’attività di assistenza e cura a tempo pieno pressocentro MTS della clinica dermatologica. Impegnata nella ricerca sui dati delle malattie veneree, nel novembre del 2018 presentava in commissione sanità del nostro Comune il quadro sulle persone che ogni anno si rivolgono al Centro MTS.

Divulgatrice, ha sempre posto l’accento sull’importanza della prevenzione da estendere oltre le scuole e gli ospedali, sostenendo che non c’è sufficiente informazione su queste malattie e che c’è poca paura delle infezioni. Lei, schiva e refrattaria verso i social media, è diventata “l’icona di un mondo che sfilava sui tacchi a spillo di miss alternative al Cassero”. Racconta di aver conosciuto trans, sex workers, prostitute e di non appartenere a nessuna di queste categorie, ma che quello é un mondo che le è vicino per indole.

La lettera scritta ai pazienti e alle pazienti che definisce “l’unico motivo della sua resilienza” oltre ai suoi specializzandi, è molto bella, a tratti struggente! Cito solo alcuni passaggi: “Mi avete insegnato la riconoscenza e i suoi modi, le melanzane di mamma e i dolcetti moldavi, tutte cose preziose, ma mai come la pace che mi date. Da voi ho imparato a riempire gli spazi vuoti della mia coscienza. Ora so che il vostro detto e il non detto sono le voci del mondo. Vi ho dato poco in cambio, ma non c’è stato un giorno o una notte, in cui non abbia pensato a qualcuno di voi …”

Io penso che la dottoressa D’Antuono abbia dato moltissimo ai suoi pazienti, e non solo per la sua dedizione. Col suo operato ha incarnato la battaglia contro i pregiudizi e gli stereotipi e a tutela dei diritti civili e sociali e della salute di tutte le persone e non solo di quelle della comunità LGBT.

Grazie dottoressa, anche se ha concluso il ciclo della vita professionale, le passioni non vanno in pensione e sono certa che il suo prezioso lavoro procederà sotto altre forme.