Lunedì 24 giugno 2019 il capogruppo PD Claudio Mazzanti ha presentato il seguente intervento in Consiglio comunale.

Diventa come la storia dell’incendio delle Officine di Casaralta.

Il condominio in questione è in via Tibaldi: sono stati incontrati i cittadini due mesi fa e un mese fa.

È stato attivato il gruppo “Antenne di quartiere”; è stato interpellato l’Assessore che si è attivato. La cosa è stata portata alle autorità di Forze dell’Ordine, che prontamente si sono attivati. Poi, abbiamo letto ieri sul “Corriere della Sera”, che grazie all’intervento di un onorevole e grazie al pronto intervento dell’ex capo di Gabinetto, attuale capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, subito il Prefetto si è mosso. C’è un piccolo particolare: il Prefetto si era già mosso da mo’! Il Comitato per l’ordine pubblico si era già mosso da mo’! E da mo’ si erano impegnati. È talmente vero che ci sono delle bellissime foto fatte prima degli eventi, quando i Carabinieri sono intervenuti perché quella realtà era una realtà di spaccio.

Ma ancora più bella, e ancora migliore è la risposta, che io condivido, del comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il quale dice: “Signori miei, noi siamo intervenuti e dal nostro punto di vista non ravvisiamo grossomodo la problematica. Il problema c’è, noi stiamo monitorando”, difatti c’è una bellissima foto, dove si vedono i Carabinieri che, con l’Unità mobile, che è speso in Bolognina, tra l’altro in Piazza dell’Unità, fanno questi servizi. La cosa preoccupante è che tutto quello che è stato fatto pochi giorni prima e il mese prima dell’intervento, sia dell’onorevole, che il pronto intervento del capo di Gabinetto del Ministro, che io conosco personalmente e la conosco come persona seria, preparata, che è stato un bravissimo Prefetto, tra l’altro lui è stato per anni a Bologna anche come vicario e prima ancora come funzionario, sembrava veramente strano e improvvisamente, dopo che questi cittadini sono stati incontrati, si è intervenuto.

Tra l’altro, hanno anche manifestato scrivendo la gratitudine al territorio, al quartiere, all’Amministrazione, ai Carabinieri, alla Polizia, ai Vigili Urbani, che loro stessi sono intervenuti, improvvisamente si legge questo articolo del “Corriere della Sera” che dice: «SOS a Piantedosi».

Peccato che le cose stanno nel modo che ho descritto ed è tutto ampiamente riscontrabile sia in Quartiere che nelle riunioni che i vari gruppi di ascolto e di intervento che ci sono sul territorio, si sono attivati. Anche perché, se così fosse quello che è stato raccontato, allora non è un problema: basta che un qualsiasi cittadino telefoni a Piantedosi, Piantedosi immediatamente – come dice l’articolo – chiama il problema e hop! Risolto ogni problema! In realtà, questa è una barzelletta. Non a caso, nel mio titolo, ho messo in modo molto chiaro: «Palazzo sotto assedio. Viminale in campo. Mosso da chi? O bugie?», domanda che mi faccio, perché conoscendo la storia di questo caso, così come l’altro giorno sono intervenuto sull’incendio alle Officine di Casaralta, quando la telefonata che il Presidente ha fatto e successivamente di sdegno di proprietà della banca, che diceva: “Ma come? Noi siamo lì H24”, un’ora dopo il Presidente gli telefona e gli dice: “Guardi, che è scoppiato un incendio. Ve lo dico io, perché voi non ci siete mai lì”.

Qui situazione analoga: fatti trattati, Carabinieri intervenuti, Polizia Municipale intervenuta, la Questura anche lei quando è di turno in quella zona ha fatto il suo mestiere. Improvvisamente ecco che il deputato Montevecchi: Piantedosi e Prefetto… Abbiamo imparato che nel caso in cui ci sia bisogno, questo è il percorso: si telefona direttamente a Piantedosi, tramite un onorevole, in questo caso un Cinquestelle, ma potrebbe essere un onorevole di Forza Italia, della Lega, del PD, e hop! Con la bacchetta magica si risolve ogni problema! Ecco, prima di dichiarare e fare scrivere queste cose, si abbia almeno la decenza di dire la verità.

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