Venerdì 19 dicembre 2025 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’ordine del giorno 315.14 sul ‘Supporto del commercio di vicinato e supporto del Comune di Bologna alla definizione di un’Agenda urbana nazionale sul futuro della città”, presentato dal consigliere comunale PD Franco Cima e firmato, tra l’altro, dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Rita Monticelli, Roberto Iovine, Antonella Di Pietro, Giorgia De Giacomi, Loretta Bittini, Maurizio Gaigher, Claudio Mazzanti, Vincenzo Naldi, Mattia Santori, Roberto Fattori, Giulia Bernagozzi, Isabella Angiuli, Marco Piazza, Cristina Ceretti, Mery De Martino, Roberta Toschi.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato e il testo di presentazione in aula.
Tramite link è disponibile il comunicato stampa del Comune in merito alle votazioni della delibera relativa al DUP ed agli ordini del giorno approvati.
Una pagina specifica del nostro sito è invece dedicata a tutti gli ordini del giorno proposti dai consiglieri comunali PD collegati al Dup e al Bilancio 2026-2028 ed approvati.
Tutta la documentazione del Bilancio sarà a breve disponibile nella pagina specifica del Comune di Bologna dedicata al Bilancio preventivo, nonché in quella sul Documento Unico di Programmazione (DUP).
ORDINE DEL GIORNO N. 315.14/2025
collegato all’Odg 315 – DC/PRO/2025/129
Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso che:
Il commercio di vicinato rappresenta un presidio sociale, economico e culturale essenziale per la vitalità dei quartieri, la sicurezza urbana e la qualità della vita dei cittadini.
A livello nazionale, negli ultimi 12 anni hanno cessato l’attività oltre 140.000 esercizi commerciali, con effetti evidenti sulla desertificazione commerciale, sul degrado urbano e sulla perdita di lavoro e relazioni sociali.
A livello bolognese, pur non registrandosi una desertificazione commerciale paragonabile a quella evidenziata in altre città italiane, è in atto un rilevante processo di trasformazione del tessuto economico urbano, caratterizzato dalla progressiva sostituzione di diverse categorie di vendita tradizionale con attività più orientate ai servizi e alla somministrazione. Tale dinamica, pur mantenendo viva la presenza commerciale, modifica profondamente l’identità dei quartieri, i flussi urbani e le funzioni economiche delle aree interessate.
Considerato che:
Il commercio locale è in forte crisi per ragioni strutturali, legate alla crescente concorrenza delle grandi piattaforme digitali (come Amazon, Airbnb, Ryanair), che modificano la struttura dei mercati, i prezzi degli immobili, i flussi turistici e la mobilità.
La portata di tali cambiamenti, tuttora non pienamente compresa nei processi decisionali pubblici, rischia di diventare devastante per i territori urbani in assenza di strumenti adeguati e di una regia nazionale.
A queste dinamiche globali si aggiungono fattori contingenti, come i lavori del tram, che hanno ulteriormente inciso sulle attività economiche di prossimità nel territorio bolognese.
Il tessuto commerciale bolognese è inoltre influenzato da fattori economici e sociali di ampia portata: l’aumento del costo della vita, il livello medio degli stipendi che fatica a tenere il passo con l’inflazione e i cambiamenti sociali e demografici in corso (invecchiamento della popolazione, nuovi modelli familiari, nuove abitudini di consumo) stanno trasformando profondamente la domanda, la fruizione dei servizi e la struttura stessa del commercio di prossimità.
I mercati rionali, insieme ai mercati contadini ed ai produttori locali che vi operano, svolgono un ruolo insostituibile di prossimità. Essi garantiscono accesso a prodotti freschi e di qualità, spesso a prezzi più contenuti, promuovendo al tempo stesso filiere corte, sostenibilità ambientale, relazioni dirette e un presidio quotidiano nei quartieri. Il rafforzamento dei mercati e della presenza dei contadini contribuisce a migliorare l’equità urbana, la sicurezza alimentare e la qualità della vita dei cittadini.
Rilevato inoltre che:
Il rapporto tra amministrazione comunale e commercianti è stato sempre segnato da dialogo pur nelle rispettive posizioni ed oggi è più che mai necessario mantenere un rapporto saldo e pragmatico.
Il commercio di vicinato rappresenta un alleato decisivo delle politiche pubbliche, contribuendo alla coesione sociale, all’inclusione, alla sicurezza percepita e alla qualità dello spazio pubblico.
Nel sostenere la necessità di un’Agenda Urbana Nazionale, è importante riaffermare i valori che guidano l’azione amministrativa: la tutela della qualità della vita, il sostegno ai consumi delle famiglie, la promozione di un’economia sostenibile e il rispetto dell’ambiente, anche attraverso pratiche virtuose come la moda sostenibile e le filiere etiche. In questa prospettiva, il commercio di vicinato riveste un ruolo fondamentale non solo sul piano economico e sociale, ma anche ambientale e culturale.
Allo stesso tempo, è essenziale ricordare che lo spazio pubblico è un bene comune, condiviso da tutti i cittadini e non esclusivamente dalle attività economiche: una città equilibrata deve saper armonizzare le esigenze dei commercianti, dei residenti, degli studenti, dei lavoratori, dei visitatori e di chi vive quotidianamente i quartieri. In questo quadro, la qualità del commercio – intesa come capacità di offrire servizi, relazione, innovazione, sostenibilità e presidio sociale – diventa un elemento chiave per migliorare la vivibilità urbana e costruire una città più giusta, accogliente e sostenibile.
INVITA
IL SINDACO E LA GIUNTA
1. A sostenere con forza, nelle sedi istituzionali opportune, l’avvio di una Agenda Urbana Nazionale, quale strumento strategico per affrontare in maniera organica le trasformazioni sociali, demografiche ed economiche delle città italiane e di Bologna in particolare, con particolare attenzione al ruolo del commercio di vicinato.
2. A promuovere a livello locale, in più zone e quartieri della città, la creazione di nuovi hub urbani multifunzionali, attraverso processi di progettazione condivisa con associazioni di categoria, residenti, realtà sociali, culturali e tutti i soggetti interessati. Tali hub dovranno essere intesi come nuovi poli di comunità, commercio, servizi e innovazione sociale.
3. A partire dalle aree oggi interessate dai cantieri, favorire un percorso che faccia seguire alla fase dei contributi emergenziali una nuova fase di sviluppo basata su progetti stabili, duraturi e strutturali, capaci di rafforzare la presenza commerciale, migliorare la qualità dello spazio pubblico e rilanciare la vitalità dei quartieri nel medio e lungo periodo.
4. A monitorare e valutare in modo strutturato l’impatto delle piattaforme digitali sul tessuto economico urbano, promuovendo studi, analisi e strumenti regolatori che aiutino a governare i cambiamenti in atto, a tutela del lavoro, della qualità della vita e della sostenibilità urbana.
5. A rafforzare il dialogo permanente con il commercio di vicinato, riconoscendone il ruolo fondamentale nella coesione dei quartieri, nella gestione dello spazio pubblico e nella costruzione di una città vivibile, inclusiva e sicura.
F.to: F. Cima (Partito Democratico), R. Monticelli (Partito Democratico), R. Iovine (Partito Democratico), A. Di Pietro (Partito Democratico), G. De Giacomi (Partito Democratico), L. Bittini (Partito Democratico), M. Gaigher (Partito Democratico), C. Mazzanti (Partito Democratico), V. Naldi (Partito Democratico), M. Santori (Partito Democratico), D. Begaj (Coalizione Civica), R. Fattori (Partito Democratico), G. Bernagozzi (Partito Democratico), I. Angiuli (Partito Democratico), M. Piazza (Partito Democratico), C. Ceretti (Partito Democratico), M. De Martino o (Partito Democratico), R. Toschi (Partito Democratico).
