Lunedì 12 gennaio 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Solidarietà al Sindaco Matteo Lepore”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento.

Di seguito il testo del parlato in aula.

Solidarietà al Sindaco Matteo Lepore per le fake news utilizzate dalla destra e che sono uscite sul quotidiano “Il Giornale”.

Gesti offensivi nei suoi confronti, della sua famiglia e della cooperativa Laimomo. Approcci ignobili che non dovrebbero caratterizzare il confronto politico ma che purtroppo emergono , indebolendo anche il senso delle istituzioni e della democrazia. È un teatro indignante. Sono colpi bassi che si tenta di infliggere quando non si hanno argomenti da portare nella dialettica politica . In questi giorni dolorosi per le vicende che hanno colpito Bologna dovremmo impegnarci ancor di piu’ per il bene dei cittadini, delle cittadine, dei lavoratori e delle lavoratrici.

È stato proclamato il lutto cittadino per la morte del giovane capotreno Alessandro Ambrosio e il Sindaco ha chiesto subito di convocare il Comitato provinciale per l’ ordine e la sicurezza pubblica. La destra anziché adoperarsi per mettere in moto proposte e investimenti ha scelto di perdere tempo e di inviare menzogne ai quotidiani per fini strumentali e elettorali, continuando a far leva sulle paure e sull’odio razziale.

Mi chiedo se per la destra al Governo le persone sono un fine o sono mezzo? Mi chiedo se la destra ha voglia di misurarsi sul lavoro che ha svolto finora a livello nazionale e di andare finalmente incontro alle esigenze dei comuni?

Mi chiedo cosa possa esserci di responsabile nell’ utilizzare la sicurezza come bandiera di propaganda senza investire un euro in questo ambito e ancor meno nel welfare, nella prevenzione, nella scuola, nel lavoro e nel contrasto alle povertà per garantire non solo la sicurezza sociale, ma la creazione di un sistema di protezione e sviluppo di cui i territori hanno bisogno.

Le uniche operazioni tangibili che il Governo ha realizzato sono l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento di pene che servono solo a neutralizzare problemi e a criminalizzare la società. Il mio invito è che gli stessi si confrontino nelle sedi opportune sui progetti locali e approfondiscano i bisogni e le necessità di chi ogni giorno si impegna per affrontare le fragilità diffuse con grandi difficoltà per tradurli in azioni, strategie e opportunità.