Lunedì 1 dicembre 2025  il Consiglio comunale di Bologna ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che invita, nell’ambito del protocollo interistituzionale esistente, a potenziare il contrasto alla violenza di genere in situazioni di vulnerabilità, come durante la gravidanza, sulle donne senza fissa dimora e con disabilità, oltre che a potenziare le formazioni e le campagne di sensibilizzazione.
L’ordine del giorno è stato, tra l’altro, firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Giulia Bernagozzi, Giorgia De GiacomiIsabella Angiuli, Loretta BittiniCristina CerettiFranco Cima, Mery De MartinoRoberto FattoriRoberto IovineMaurizio GaigherAntonella Di PietroClaudio MazzantiRita MonticelliVincenzo NaldiMarco PiazzaMattia SantoriRoberta Toschi.

   

E’ possibile accedere qui alla discussione in aula con i contributi dei consiglieri del Gruppo PD.

Online ed in allegato è disponibile il relativo comunicato stampa.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno.

Il Consiglio Comunale di Bologna

PREMESSO CHE

La violenza contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani e una priorità sociale, sanitaria e istituzionale riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Dagli ultimi dati  comunicati durante la commissione consiliare del 20.11.2025 da Prefettura di Bologna, Questura di Bologna e Procura della Repubblica di Bologna riguardo all’anno 2024 e ai  rimi mesi del 2025, relativi a Codici Rossi, ammonimenti del Questore e numero di denunce per reati riconducibili alla violenza domestica e di genere, emerge un quadro che richiede un rafforzamento delle politiche di prevenzione, protezione e presa in carico.

Il Comune di Bologna ha promosso un “Protocollo di intesa per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza” che riunisce attraverso un tavolo interistituzionale tutti i soggetti che si impegnano nel contrasto della violenza contro le donne e intendono porre in essere interventi fattivi per il miglioramento della protezione delle donne vittime di violenza. I soggetti che ne fanno parte sono : Comune di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Prefettura di Bologna, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, Tribunale di Bologna, Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori, Tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna, Questura di Bologna, Comando provinciale Carabinieri di Bologna, ASP Città di Bologna. Azienda USL di Bologna, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico di Sant’Orsola, Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica-Polizia Postale Emilia Romagna, Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna Bologna, Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna – Ufficio V – Ambito Territoriale di Bologna, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Il Garante per i Diritti delle Persone private della Libertà personale del Comune di Bologna, Ordine degli Avvocati di Bologna, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bologna, Associazione Casa delle donne per non subire violenza APS, U.D.I. Unione Donne in Italia – APS Bologna, Associazione MondoDonna onlus, Associazione SOS Donna Bologna, Associazione Senza Violenza.

CONSIDERATO CHE

Alcune forme di violenza di genere restano tuttora più difficilmente intercettate dai servizi, in particolare:

la violenza subita durante la gravidanza, spesso sommersa, che porta con sé rilevanti impatti sul benessere e sulla salute di madre e del/la nascituro/a e che spesso diventa ancora più feroce poiché l’uomo sente di dover possedere non solo la donna, ma anche il/la figlio/a e il rapporto tra i due;

la violenza sulle donne senza fissa dimora, che vivono condizioni di isolamento e vulnerabilità estrema;

la violenza sulle donne con disabilità, che incontrano ostacoli maggiori nel far emergere quanto subito, nella denuncia e nell’accesso ai percorsi di protezione. La prevenzione passa anche da un’informazione costante e accessibile sui percorsi di uscita dalla violenza e sui servizi attivi tutto l’anno.

TUTTO CIÒ PREMESSO, IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA:

– A rafforzare all’interno del tavolo interistituzionale il focus sulla violenza di genere durante la gravidanza, con particolare riguardo a:

il potenziamento della rete dei consultori familiari, garantendo spazi e tempi dedicati all’ascolto e all’intercettazione precoce di situazioni di violenza;

l’inclusione sistematica del tema all’interno dei percorsi nascita, dei corsi preparto e delle attività informative rivolte alle future genitrici;

la creazione o il consolidamento di ambulatori e luoghi dedicati (anche in presenza di minori), favorendo la formazione del personale sanitario anche nel riconoscere segnali della violenza non dichiarata, capaci di accogliere le vittime di violenza anche in gravidanza e nel periodo immediatamente successivo.

– A introdurre un focus strutturato sulla violenza contro le donne senza fissa dimora, promuovendo:

azioni di individuazione precoce dei casi tramite unità di strada, servizi di bassa soglia e sportelli territoriali;

una maggiore integrazione tra servizi comunali, AUSL, terzo settore e reti di accoglienza;

percorsi formativi specifici rivolti a operatori e operatrici dei servizi che si occupano di grave emarginazione adulta, al fine di riconoscere e gestire situazioni di violenza con particolare attenzione alla sicurezza della vittima una riflessione congiunta sulle azioni da incrementare/migliorare assieme a tutte le realtà del territorio che già da anni si occupano del tema

– A intensificare gli interventi rivolti alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne con disabilità, attraverso:

formazione specialistica per il personale comunale e dei servizi collegati;

garanzia di accessibilità fisica, comunicativa e relazionale nei percorsi di sostegno;

collaborazione con associazioni e realtà del territorio che operano con e per le persone con disabilità.

– A sostenere una campagna permanente di sensibilizzazione negli spazi comunali (affissioni, totem digitali, spazi pubblicitari comunali, biblioteche, centri civici, scuole secondarie e mezzi del trasporto pubblico locale) che renda visibili tutto l’anno i principali percorsi di uscita dalla violenza, inclusi:

1522 – numero nazionale antiviolenza e stalking;

contatti dei Centri Antiviolenza e relativi sportelli sul territorio;

informazioni sulle Forze dell’Ordine e sulle stanze rosa attive;

– A rafforzare percorsi di formazione continua, capace di migliorare la qualità dell’intercettazione di violenza o di rischio soprattutto quando non denunciate, l’efficacia della protezione delle vittime e dell’invio ai servizi in collaborazione con i CAV e il CUAV, includendo:

I dipendenti comunali e personale degli sportelli aperti al pubblico, assistenti sociali e operatori/operatrici di ASP, personale amministrativo e tecnico che possa trovarsi a intercettare situazioni di rischio.

F.to M. De Biase, G. Bernagozzi, M. Zuntini, S. Quercioli, G. De GiacomiI. Angiuli, L. BittiniC. CerettiF. Cima, M. De MartinoR. FattoriR. IovineM. GaigherA. Di PietroC. MazzantiR. MonticelliV. NaldiM. PiazzaM. SantoriR. Toschi.