Lunedì 2 febbraio 2026, il consigliere comunale PD Roberto Iovine ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “La riorganizzazione dei CAU”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.
Di seguito il testo dell’intervento in aula.
Il 1 novembre 2023 viene inaugurato a Budrio il primo CAU (Centro di Assistenza Urgenza) della Città Metropolitana di Bologna; l’11/12/23 viene inaugurato il primo CAU territoriale presso la Casa della Comunità del Navile; seguono quelli dell’Ospedale Maggiore e Sant’Orsola, della CdC di Casalecchio, Vergato e San Lazzaro. Il CAU è una struttura del territorio alla quale le persone possono rivolgersi per problemi di salute urgenti, ma non gravi. I CAU sono collocati in spazi e servizi ben riconoscibili e hanno percorsi e interfacce con i medici di medicina generale presenti nel territorio.
I CAU, afferenti alla rete assistenziale delle cure primarie, pur nella loro natura sperimentale sono strutture territoriali destinate alla gestione delle urgenze sanitarie a bassa complessità clinico assistenziale che garantiscono, oltre alle prestazioni erogate dalla Continuità Assistenziale, prestazioni non complesse attualmente erogate nei Punti di Primo Intervento e nei Pronto Soccorso, come ad es. lesioni o dolori agli arti, febbre, lombalgia, dolori addominali, lievi traumatismi, coliche ecc.
La loro introduzione risponde alla necessità di alleggerire i PS, che storicamente registrano circa il 70% di accessi per casi non gravi (i codici bianchi e verdi). Sono stati pensati per assorbire queste urgenze a bassa complessità clinica, permettendo agli ospedali di concentrarsi sulle vere emergenze In Regione ne sono stati aperti attualmente 46.
Incidentalmente, una delle cause per cui i concorsi per medici di PS vanno deserti dipende anche dallo snaturamento delle loro funzioni: sono nati per farsi carico delle emergenze-urgenze e si ritrovano per la maggior parte del tempo ad occuparsi di problemi a bassa intensità clinica.
E’ notizia di questi giorni che è in atto una riorganizzazione delle funzioni dei CAU basata sui risultati della sperimentazione di questi anni. Infatti sono state individuate almeno 3 funzioni diverse per i futuri CAU, che cambieranno anche nome e cioè:
i CAU all’interno o vicini ad un ospedale, in cui il triage orienta il paziente o verso il CAU o verso il PS;
Quelli all’interno delle CdC; che diventeranno gli ambulatori per le urgenze nelle cosiddette AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali previsti dal decreto 77);
Quelli che hanno già efficacemente sostituito i punti di primo intervento degli ospedali distrettuali.
Si tratta di una doverosa rivisitazione ed ottimizzazione delle funzioni dei CAU, basata sulle risultanze della esperienza maturata nei primi due anni di funzionamento.
Questo approccio è stato duramente criticato dall’opposizione che accusa la Regione “…di cambiare tutto, funzioni, modelli ora persino i nomi”. C’è senz’altro di che stupirsi di queste parole: la sinistra viene continuamente tacciata di prendere decisioni preconcette, ideologiche e non basate sulla realtà fattuale; una volta che la decisione viene trasparentemente presa alla luce delle risultanze di una attività durata due anni, e si propone una soluzione basata su evidenze sperimentali, veniamo criticati.
Non è questa l’opposizione che ci può servire a migliorare i servizi, trattandosi di una opposizione preconcetta ed avversativa per principio.
A questo proposito chiederò, d’accordo con la presidente Toschi, una uc in vista della prossima approvazione del Documento di Indirizzo del Piano Sociale e Sanitario perché il Consiglio Comunale sia informato dei cambiamenti futuri della organizzazione sanitaria.
Mi auguro che la Regione prosegua in questo comportamento virtuoso, anche se è difficile essere ottimisti sulla salvezza del sistema universalistico solidaristico, stante il cronico sottofinanziamento del SSN che apre spazi sterminati alla sanità privata, per sua natura classista.
