Lunedì 19 gennaio 2026, la consigliera comunale PD Mery De Martino ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Dimensionamento scolastico”, presentando inoltre un ordine del giorno approvato durante la medesima seduta, per richiedere al governo la sospensione del dimensionamento scolastico e l’apertura di un confronto istituzionale trasparente, finalizzato a salvaguardare qualità educativa, prossimità e presìdi territoriali e a entrare nelle specificità di ciascun territorio.

L’ordine del giorno è stato inoltre firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Rita Monticelli, Giulia Bernagozzi, Giorgia De Giacomi, Mattia Santori, Franco Cima, Marco Piazza, Antonella Di Pietro, Claudio Mazzanti, Roberto Fattori, Cristina Ceretti, Maurizio Gaigher, Roberta Toschi, Vincenzo Naldi, Isabella Angiuli, Loretta Bittini.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di inizio seduta e qui la presentazione in aula e gli interventi seguenti.

Il relativo comunicato stampa è disponibile in allegato ed online.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato.

Ordine del giorno per invitare sindaco e giunta a richiedere al governo la sospensione del dimensionamento scolastico e l’apertura di un confronto istituzionale trasparente

Il Consiglio Comunale di Bologna

PREMESSO CHE:
• Il Governo ha recentemente deliberato il commissariamento di alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, in relazione al dimensionamento della rete scolastica

• Il dimensionamento nasce in attuazione delle disposizioni di cui all’art. 19 del D.L. 98/2011, come modificato dalla legge di bilancio 2023, il DM n. 127 del 30 giugno 2023, che ha fissato il parametro nazionale di 938 studenti per autonomia scolastica per l’anno scolastico 2026/2027, collegandolo agli obiettivi del PNRR che, tuttavia, non stabilisce direttamente né il parametro numerico di studenti per autonomia scolastica, né i conteggi regionali, né i contingenti assegnati alle singole Regioni.

• La Regione Emilia-Romagna ha rappresentato formalmente che, a fronte del parametro ministeriale di 938 studenti per autonomia, il territorio regionale registra oggi una media di 994 alunni per istituzione, con 532 autonomie scolastiche attive; nonostante ciò, il piano imposto porterebbe a 515 autonomie ovvero a un taglio di 17.

• La Regione ha evidenziato che tale riduzione non discende da inefficienze organizzative territoriali, ma da una redistribuzione numerica nazionale e da un meccanismo di riequilibrio interregionale deciso unilateralmente con criteri perequativi non trasparenti ed in assenza di elementi comparativi chiari e pubblici. Per tale motivo, a fronte della richiesta ministeriale di adottare la delibera di dimensionamento entro i termini indicati, la Regione ha ribadito che una ulteriore riduzione delle autonomie, già minori di quelle oggettivamente spettanti dai parametri stabiliti, comprometterebbe gravemente la qualità e l’efficienza del sistema.

• In ambito di città metropolitana bolognese, le ipotesi di accorpamento finora emerse potrebbero interessare i Comuni di Budrio, Zola Predosa, Castel San Pietro Terme,
Pianoro, Sasso Marconi e altri non ancora resi noti, con la possibile soppressione di autonomie e la costituzione di istituti molto ampi con ricadute su organizzazione e
qualità educativa.

• Sono segnalati rischi particolarmente rilevanti per i territori montani e delle aree interne, dove la perdita di autonomie può indebolire presìdi essenziali, aumentare istanza
decisionale e aggravare marginalizzazione e dispersione scolastica.

CONSIDERATO CHE:

• L’autonomia scolastica è presidio di prossimità educativa: l’estensione eccessiva dei bacini e l’aumento della complessità gestionale riducono tempo e capacità di guida
pedagogica, collaborazione con famiglie, enti locali e comunità educanti.

• Le comunità scolastiche e i territori hanno bisogno di trasparenza, tempi certi e confronto e non di accorpamenti lineari definiti senza condivisione.

RITENUTO CHE:

• Il dimensionamento non possa essere ridotto a mera operazione amministrativa: deve garantire qualità dell’offerta formativa, equità territoriale, presidio educativo,
guardando prioritariamente alle specificità territoriali

• Per l’area metropolitana bolognese è necessario evitare che le scuole diventino istituti ingestibili e che proprio i territori più fragili paghino un prezzo sproporzionato.

RICORDATO CHE:

• Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale e l’assessora regionale alla scuola, Isabella Conti, hanno più volte ribadito che la posizione della Regione
Emilia-Romagna non è ideologica né strumentale, ma fondata su dati tecnici chiari e verificabili: a fronte di parametri nazionali già rispettati e superati, l’imposizione di ulteriori tagli risulta arbitraria, priva di criteri trasparenti e lesiva della qualità educativa.

Inoltre, come ricordato, la regione si è resa disponibile a fare la propria parte valutando la possibilità di mettere in campo alcuni accorpamenti, fino a 6, per contribuire agli
obiettivi nazionali del governo senza ricadute particolarmente negative per i territori.

Tuttavia, ogni ipotesi di mediazione è stata rigettata dal governo.

• Le organizzazioni sindacali della scuola hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti del dimensionamento imposto, segnalando il rischio di un aggravio insostenibile
dei carichi organizzativi e amministrativi per dirigenti scolastici e personale, una riduzione della capacità di presidio educativo, un indebolimento della governance delle istituzioni scolastiche e un peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro e di apprendimento;

Tutto ciò premesso il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta:

• a richiedere al Governo e al Ministero competente la sospensione del dimensionamento scolastico e l’apertura di un confronto istituzionale trasparente con Regione ed Enti
locali, finalizzato a salvaguardare qualità educativa, prossimità e presìdi territoriali e a entrare nelle specificità di ciascun territorio;

• a promuovere, d’intesa con la Città metropolitana, l’USR e la Regione, un tavolo di confronto con dirigenti scolastici, consigli di istituto, sindacati finalizzato anche a monitorare e rendere pubblici verso la cittadinanza gli impatti locali (numeri studenti, plessi, distanze, trasporti, inclusione, fragilità territoriali) delle eventuali decisioni che
verranno prese dal commissario regionale;

f.to.: Mery De Martino (Partito Democratico), Rita Monticelli (Partito Democratico), Giulia Bernagozzi (Partito Democratico), Giorgia De Giacomi (Partito Democratico), Mattia Santori (Partito Democratico), Franco Cima (Partito Democratico), Marco Piazza (Partito Democratico), Antonella Di Pietro (Partito Democratico), Claudio Mazzanti (Partito Democratico),Roberto Fattori (Partito Democratico), Cristina Ceretti (Partito Democratico), Maurizio Gaigher (Partito Democratico), Roberta Toschi (Partito Democratico), Vincenzo Naldi (Partito Democratico), Isabella Angiuli (Partito Democratico), Loretta Bittini (Partito Democratico).