Lunedì 24 novembre 2025 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno, proposto dalla consigliera comunale PD Giorgia De Giacomi che invita il Sindaco e la Giunta a promuovere un migliore e continuativo dialogo sindacale, per decidere insieme le priorità e le soluzioni future finalizzato all’individuazione di misure idonee a migliorare le condizioni di lavoro, il benessere organizzativo e la qualità dei servizi, fin dall’inizio del prossimo anno.
L’ordine del giorno è stato firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Maurizio Gaigher, Isabella Angiuli, Giulia Bernagozzi, Loretta Bittini, Cristina Ceretti, Franco Cima, Mery De Martino, Antonella Di Pietro, Roberto Fattori, Roberto Iovine, Claudio Mazzanti, Rita Monticelli, Vincenzo Naldi, Marco Piazza, Mattia Santori, Roberta Toschi e dai gruppi consiliari Coalizione civica, Lepore sindaco e Anche tu conti.

E’ possibile accedere qui all’inizio della discussione in aule e qui al video della dichiarazione di voto del Gruppo PD in aula.
Online ed in allegato è disponibile il relativo comunicato stampa.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato in aula.
Il Consiglio comunale di Bologna
Premesso che
L’art. 14 del DL 25/2025 (cd. Decreto PA) ha introdotto la possibilità per gli enti locali di incrementare il fondo per le risorse decentrate, destinato a finanziare la produttività e la valorizzazione professionale del personale, al di fuori del tetto massimo fissato dall’art. 23 comma 2 DLGS 75/2017 e fino al tetto massimo del 48% della spesa complessivamente sostenuta nell’anno 2023 per gli stipendi tabellari.
Tale incremento deve comunque essere contenuto nei limiti di sostenibilità della spesa, comportando un onere permanente nel bilancio dell’Ente; tale limite, previsto dall’ art. 33 del DL 34/2019, prevede che il Comune di Bologna non possa superare come valore soglia il 28,80% inteso come rapporto tra spesa di personale e la media delle entrate correnti dell’ultimo triennio risultanti dall’ultimo rendiconto approvato.
La spending review delle legge di bilancio 2024, a cui si sommano gli accantonamenti per gli obiettivi di finanza pubblica della legge di bilancio 2025, pesano sul bilancio del Comune di Bologna nel 2025 con un -5.2 milioni di euro e quasi 6 milioni di euro annui in meno dal 2026 in poi. Il Governo sta programmando di sottrarre ai comuni il 30% dell’aumento dell’imposta di soggiorno. Inoltre con la legge di bilancio si intende mettere mano pesantemente all’ISEE, utilizzato dai comuni per le tariffe dei servizi.
I dipendenti del Comune di Bologna rappresentano una risorsa essenziale e costituiscono una colonna portante dell’amministrazione comunale, fondamentale il loro contributo quotidiano al buon funzionamento della macchina amministrativa, soprattutto in un contesto di crescenti complessità organizzative e operative, a fronte di responsabilità sempre maggiori e di una forte richiesta di efficienza e qualità dei servizi offerti alla cittadinanza, il tutto aggravato da un sistema di assunzioni fortemente limitato a livello nazionale da lungo tempo,
Considerato che
Il Comune di Bologna ha sempre utilizzato il tetto massimo previsto da legge, rispetto alle possibilità di aumenti retributivi e scatti di carriera.
ANCI ha proposto una mozione, poi approvata alla Camera dei Deputati, con lo scopo di Piazza Maggiore,6 – 40124 Bologna
“salvaguardare la capacità dei comuni di sostenere i bisogni sociali delle comunità spesso accentuati da una legislazione che non contiene coperture congrue e stabili nel tempo assicurando la tempestiva erogazione integrale delle somme spettanti agli enti locali a valere sui fondi a loro dedicati”.
il Comune di Bologna a fine settembre ha proposto una crescita di circa il 10%, pari a due milioni di euro, su un fondo complessivo che supera i 20 milioni, in quanto le risorse da stanziare prevedono uno stanziamento stabile e al momento vi è la necessità di attendere il completamento della normativa nazionale
Dal 13 ottobre ad oggi, un’ampia delegazione dei dipendenti del Comune di Bologna rappresentati da tutte le sigle sindacali si è confrontata, a seguito della mobilitazione del cortile di Palazzo D’Accursio, con il Capo di Gabinetto e il Consiglio Comunale per esplicitare le ragioni della mobilitazione e l’insoddisfazione rispetto all’andamento delle trattative e della proposta arrivata sino a quel momento da parte dell’Amministrazione.
Il Consiglio Comunale di Bologna ha approvato un OdG che chiedeva di “fare il massimo possibile per trovare un giusto compromesso, nei tavoli sindacali attivati, per soddisfare le esigenze che i dipendenti hanno espresso, compatibilmente con i limiti di bilancio e la situazione di carenza di risorse adeguate sul piano nazionale”
La delibera alla quale questo OdG è collegato contiene un aumento che corrisponde al massimo valore soglia del 28,80% sopracitato
Tenuto conto che
Secondo i dati diffusi da ANCI, i Comuni italiani sono investiti da una riduzione strutturale e prolungata del personale pari al -29% in 17 anni (2007–2024), con punte di -4% annuo negli anni di maggiore effetto del blocco del turn-over (2011–2018). Tale riduzione, unita alla crescente concorrenza di altre amministrazioni pubbliche con trattamenti economici più Piazza Maggiore,6 – 40124 Bologna
favorevoli, ha determinato un progressivo indebolimento della capacità operativa e di erogazione dei servizi locali.
Le restrizioni introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025 comportano per i soli Comuni tagli complessivi stimati in oltre 2 miliardi di euro nel quinquennio 2025–2029, con una riduzione lineare della capacità di spesa e conseguente difficoltà nel sostenere i costi di rinnovo contrattuale e di assunzione di nuovo personale.
A questi si sommano i tagli ai contributi per gli investimenti previsti dalla Legge di Bilancio 2025 (artt. 796–802), che ammontano a oltre 3,1 miliardi nel periodo 2025–2029 e 8,2 miliardi fino al 2037, colpendo in particolare i fondi destinati ai “Piccoli Comuni”, alla “Rigenerazione urbana”, al “PINQUA” e alle “Piccole opere” — strumenti che negli anni hanno sostenuto la coesione territoriale e la qualità della vita urbana.
La stessa ANCI ha evidenziato che tali misure, unite alla mancata copertura integrale dei fondi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e alla riduzione delle risorse per i servizi sociali, la sicurezza urbana e il trasporto pubblico locale, rischiano di compromettere la sostenibilità finanziaria dei Comuni e la continuità dei servizi essenziali.
Invita il Sindaco e la Giunta a
Promuovere un migliore e continuativo dialogo sindacale, per decidere insieme le priorità e le soluzioni future finalizzato all’individuazione di misure idonee a migliorare le condizioni di lavoro, il benessere organizzativo e la qualità dei servizi, fin dall’inizio del prossimo anno.
Lavorare per ottenere una relazione tra Amministrazione e dipendenti migliore e più efficace, ispirata a un clima di reciproca fiducia.
Incrementare ulteriormente le risorse future per il fondo per le risorse decentrate e altre forme di welfare aziendale, in modo da valorizzare adeguatamente il lavoro dei dipendenti e delle dipendenti del Comune di Bologna.
f.to.: G. De Giacomi (Partito Democratico), M. Gaigher (Partito Democratico), I. Angiuli (Partito Democratico), G. Bernagozzi (Partito Democratico), L. Bittini (Partito Democratico), C. Ceretti (Partito Democratico), F. Cima (Partito Democratico), M. De Martino (Partito Democratico), A. Di Pietro (Partito Democratico), R. Fattori (Partito Democratico), R. Iovine (Partito Democratico), C. Mazzanti (Partito Democratico), R. Monticelli (Partito Democratico), V. Naldi (Partito Democratico), M. Piazza (Partito Democratico), M. Santori (Partito Democratico), R. Toschi (Partito Democratico),
D. Begaj (Coalizione Civica), S. Larghetti (Coalizione Civica), P. Marcasciano (Coalizione Civica), S. Negash (Lepore Sindaco), G. Tarsitano (Lepore Sindaco), F. Diaco (AncheTuConti), C. Manca (AncheTuConti).
