Lunedì 9 febbraio 2026, la consigliera comunale PD Antonella Di Pietro ha presentato un intervento di inizio seduta dal titolo “Art city, un risultato straordinario”.

E’ possibile accedere qui al video dell’intervento in aula.

Di seguito il testo dell’intervento.

Anche quest’anno, la quattordicesima edizione di Artcity si è rivelata un’esperienza davvero coinvolgente. Il programma, caratterizzato da oltre 300 appuntamenti, ha coinvolto artisti nazionali e internazionali. Gli eventi, le mostre, le performance e le installazioni di arte contemporanea hanno attraversato musei, gallerie, luoghi di attività e spazi indipendenti, affermando un’idea di città culturale, contaminante e inclusiva. Non tanto per le file lunghissime che sono senz’altro un elemento rilevante in termini di risultato, ma soprattutto per la capacità di valorizzare una città che sa esprimere, attraverso l’arte, i legami e il suo essere comunità.

La passione e l’impegno che ho sentito nel confronto reale con le esperienze e gli artisti che ho ritrovato mi hanno colpito. È successo nel corso dell’inaugurazione della mostra del collettivo degli artisti irregolari bolognesi con la partecipazione degli artisti toscani nel community hub di Mezzaria di via Frasinago 6/2, dove ho potuto apprezzare le opere, le persone e tutto il lavoro che c’è dietro a un percorso da tempo curato nell’ambito della salute mentale da tanti attori pubblici e del privato sociale che si adoperano per collegare e connettere esperienze e potenzialità.

Nel suo insieme, l’iniziativa, attraverso due momenti di confronto , ha espresso realmente il senso più autentico di creare ponti per costruire contesti in cui le persone possano, attraverso la creatività e la parola, esprimersi e riconoscersi, contribuendo insieme a chi interagisce e ascolta a “sentire insieme” e a superare stereotipi e stigmi che nella società si levano come muri. Questo è uno di quegli sforzi a cui ostinatamente tendere se si vuole praticare gli aspetti costituzionali in cui si collocano la libertà le relazioni e la solidarietà.

Altra esperienza di elevato valore è legata alla chiesa di San Nicolò, riaperta eccezionalmente per l’occasione. Un posto sicuramente incantevole, le cui installazioni, mostre e performance sono state realizzate nell’ambito del progetto GAP dall’associazione Serendippo. L’esito è davvero straordinario e da tempo assorbe e impegna gli artisti in un lavoro scrupoloso e non semplice che anche nel corso di Artcity si è alternato tra Vicolo de’ Facchini e San Felice.

La rappresentazione di una città in continua trasformazione è un risultato che la chiesa di San Nicolo’ a cielo aperto ha completamente trasmesso, ma se a questo si uniscono il percorso e i vissuti che l’hanno attraversata e generata, l’emozione si esprime in un trasporto ancora più intenso. Del resto, anche se a volte ce lo dimentichiamo, è quanto avviene in una città che crede nella forza dei legami comunitari e arricchisce l’esperienza dell’arte di potenzialità sociali e generazionali, in cui anche persone come Silvia (in arte “Ginger”) che ho ritrovato a Palazzo Pallavicini con una coinvolgente mostra emozionale di pittura astratta, ci ricordano quanto in questa cornice sia importante ascoltare e sostenere i sogni e le aspirazioni delle persone. Un ringraziamento a tutti coloro che ogni giorno per questo si adoperano, ad Art city e a tutte le realtà coinvolte per averlo trasmesso in questo weekend.