Lunedì 9 febbraio 2026, il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’ordine del giorno, proposto dalla consigliera comunale PD Giulia Bernagozzi durante la seduta precedente del 26 gennaio u.s., con cui si invita a esprimere una posizione chiara a sostegno del principio del consenso libero, attuale ed esplicito quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale; a promuovere iniziative di prevenzione, informazione e formazione sul tema del consenso, delle relazioni rispettose e del contrasto alla violenza di genere; a sostenere la necessità di un monitoraggio più completo e trasparente del fenomeno dei femminicidi e della violenza.

L’ordine del giorno è stato inoltre firmato dalle consigliere e dai consiglieri comunali PD Mery De Martino, Rita Monticelli, Giorgia De Giacomi, Roberta Toschi, Loretta Bittini, Vincenzo Naldi, Franco Cima, Cristina Ceretti, Roberto Iovine, Isabella Angiuli, Roberto Fattori, Claudio Mazzanti, Antonella Di Pietro, Claudio Mazzanti, Maurizio Gaigher, Marco Piazza, Mattia Santori e dalla consigliera Maria Caterina Manca.
E’ possibile accedere qui al video dell’intervento di inizio seduta e qui la presentazione in aula e gli interventi seguenti.
Il relativo comunicato stampa è disponibile in allegato ed online.
Di seguito il testo dell’ordine del giorno approvato.
Ordine del giorno a sostegno del consenso libero, attuale, esplicito
Il Consiglio Comunale di Bologna
Premesso che:
La Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia con Legge n.77/2013 stabilisce che gli atti di violenza sessuale debbano essere definiti come tale sulla base dell’assenza di un consenso libero, volontario e consapevole, ponendo il consenso al centro della tutela dell’autodeterminazione della persona;
la Camera dei Deputati ha approvato una modifica dell’art. 609-bis del Codice pensale volta a introdurre esplicitamente il riferimento al consenso libero e attuale, mentre nel corso dell’esame al Senato sono state avanzate proposte che ne riducono o eliminano il richiamo esplicito al consenso, introducendo anche riduzioni di pena;
Nel corso del dibattito parlamentare in Senato è stata avanzata, tra le altre, una proposta di riformulazione che sposta l’attenzione dalla presenza di un consenso libero, attuale ed esplicito alla necessità di accertare una manifestazione di volontà contraria della vittima, ribaltando l’impianto fondato sul consenso e rendendo più difficile il riconoscimento della violenza sessuale, in particolare nei casi in cui la vittima si trovi in una condizione di shock, pausa o incapacità di reagire;
Il comune di Bologna è da anni impegnato nella promozione dei diritti umani, nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno alle politiche di prevenzione, anche attraverso la collaborazione con i centri antiviolenza e le reti territoriali.
CONSIDERATO CHE
Secondo i più recenti dati ISTAT, oltre il 31% delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, e che una quota rilevante delle violenze sessuali riguarda donne giovani e giovanissime;
Il fenomeno della violenza sessuale è ampiamente sommerso : solo una minoranza delle vittime denuncia, con percentuali particolarmente basse nei casi di violenza commessa da partner op ex partner, a causa di paura, stigma, dipendenza economica e sfiducia nelle istituzioni;
I dati sulle denunce ufficiali, pur in aumento negli ultimi anni, rappresentano solo una parte del fenomeno reale e non restituiscono la reale dimensione della violenza subita;
I femminicidi, nella maggioranza dei casi commessi in ambito familiare o relazionale, rappresentano l’esito estremo di una violenza strutturale e continuativa, e i report disponibili risultano spesso parziali, privi di un’analisi completa del contesto di violenza precedente;
I centro antiviolenza e le case rifugio svolgono un ruolo essenziale nell’accoglienza, nella protezione e nell’accorpamento delle vittime, supplendo spesso alle carenze del sistema istituzionale e operando in condizioni di risorse limitate e non sempre strutturali.
RITENUTO CHE
Indebolire il riferimento al consenso esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale rappresenti un arretramento culturale e giuridico rispetto agli standard internazionali e ai principi sanciti dalla Convenzione di Istanbul;
Il contrasto alla violenza di genere richieda un approccio integrato che unisca strumenti legislativi chiari, politiche di prevenzione, educazione al rispetto e un forte sostegno ai servizi territoriali;
RITENUTO INOLTRE CHE
Il dibattito parlamentare in corso sulla riforma dei reati di violenza sessuale si inserisce in un contesto sulla riforma dei reati di violenza sessuale si inserisce in un contesto nazionale segnato dal perdurare di gravi episodi di violenza di genere e femminicidio, che impongono alle istituzioni, a ogni livello, una presa di posizione chiara e responsabile a tutela dei diritti e della libertà delle donne;
Gli enti locali, pur non avendo competenza legislativa in materia penale, svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere una cultura del rispetto,
nel sostenere i servizi territoriali e nel rappresentare le istanze delle comunità locali nel confronto con le istituzioni nazionali;
IL CONSIGLIO COMUNALE INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA
a esprimere una posizione chiara e a sostegno del principio del consenso libero, attuale ed esplicito quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la convenzione di Istanbul;
A sollecitare il Parlamento e il Governo affinché il testo di riforma della normativa sulla violenza sessuale non venga modificato in senso restrittivo rispetto al riconoscimento del consenso, evitando arretramenti nella tutela delle vittime;
A promuovere iniziative di prevenzione, informazione e formazione, in particolare nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, sul tema del consenso, delle relazioni rispettose e del contrasto alla violenza di genere;
A sostenere la necessità di un monitoraggio più completo e trasparente del fenomeno dei femminicidi e della violenza sommersa a livello nazionale, coinvolgendo anche ANCI, affinché i dati raccolti siano strumenti utili per politiche pubbliche efficaci e mirate sui territori
F.to.: Giulia Bernagozzi (Partito Democratico), Mery De Martino (Partito Democratico), Rita Monticelli (Partito Democratico), Giorgia De Giacomi (Partito Democratico), Roberta Toschi (Partito Democratico), Loretta Bittini (Partito Democratico), Vincenzo Naldi (Partito Democratico), Franco Cima (Partito Democratico), Cristina Ceretti (Partito Democratico), Roberto Iovine (Partito Democratico), Isabella Angiuli (Partito Democratico), Roberto Fattori (Partito Democratico), Claudio Mazzanti (Partito Democratico), Antonella Di Pietro (Partito Democratico), Claudio Mazzanti (Partito Democratico), Maurizio Gaigher (Partito Democratico), Marco Piazza (Partito Democratico), Mattia Santori (Partito Democratico), Maria Caterina Manca (AncheTuconti).
