Lunedì 18 marzo 2019 la consigliera comunale PD Simona Lembi è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale sui recenti fatti riportati anche dalla stampa.

Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta. Online è inoltre disponibile il relativo comunicato stampa.

Il Ministro degli Interni Salvini nelle sue personali priorità di lavoro degli ultimi giorni si è molto occupato, forse dovremmo aggiungere preoccupato, del fatto che ai tifosi di Varese, nella curva dell’Inter, domenica scorsa, fosse garantito di poter esporre uno striscione in memoria di Daniele Belardinelli, a dispetto di una prima valutazione negativa da parte del Gos (il Gruppo operativo di sicurezza).
Belardinelli era deceduto il 26 dicembre 2018.
Il Quotidiano online NEXT scriveva: “morto mentre partecipava ad un agguato a tifosi napoletani a Milano
Il Messaggero scriveva: ”padre di famiglia che andava alla partita per assaltare la Polizia”, senza omettere di ricordarci come su Belardinelli gravasse un Daspo di 5 anni per una guerriglia scatenata a Como durante un’amichevole.
Repubblica lo descrive tra i principali esponenti del gruppo Blood&Honours, gruppo neonazista caratterizzato da molte svastiche e in cui diversi esponenti sono o sono stati dediti allo spaccio, ai saluti romani e a tonnellate di stupefacenti. Ce lo ricorda Paolo Berizzi (l’autore di Nazitalia) facendo riferimento all’indagine coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri.
Scusate se insisto, ma “sangue ed onore” è (anche) il motto scelto dalla gioventù hitleriana: Blut und Ehre. Aggiungo che quel gruppo è stato bandito in Germania dal 2000, in Spagna dal 2011, in Russia dal 2012!
Alla richiesta di esporre lo striscione, il gruppo operativo sicurezza era stato cauto e non aveva dato il via libera. Grazie al pronto intervento del Ministro Salvini la situazione si è finalmente sbloccata ed i tifosi hanno potuto esporre, in un luogo pubblico, lo striscione del loro caro, che, a detta della stampa, andava allo stadio per assalire la polizia, faceva parte di un gruppo indagato per spaccio di droga, orgogliosamente rivendicante un’anima neonazista!
Anche alla luce di questi fatti ho trovato agghiaccianti le parole rilasciate di recente dal Presidente del Parlamento europeo Tajani, per avere lui messo in evidenza le cose buone fatte dal Fascismo. L’Onorevole Tajani ha detto “Mussolini, fino a quando non si è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto cose positive”.
Il punto, è che se non fosse per il delitto Matteotti, se non fosse per le leggi razziali, se non fosse per avere trascinato in guerra, a fianco dei nazisti, il nostro Paese, quello non si chiamerebbe Fascismo!
Ci sono volute le parole di una donna, Carla Nespolo, Presidente dell’ANPI, per rimettere le cose in ordine. Ha affermato “lo vada a dire in Etiopia delle cose buone fatte dal fascismo , o all’Albania, alla Grecia o alla Iugoslavia” o ai familiari di quei milioni di morti, soprattutto operai e contadini caduti nella seconda guerra mondiale.
Lo dica ai sopravvissuti ai campi di concentramento, ai familiari di quelli ebrei colpiti dalle leggi razziali, ai bambini che da un giorno all’altro non hanno più potuto sedere tra i banchi di scuola con i loro compagni di sempre o agli adulti costretti alla fuga e a vivere loro e i loro cari, come topi. Il Presidente Tajani si è scusato nei giorni successivi. Molti commentatori hanno tuttavia messo in evidenza come le sue parole rappresentino un orientamento a destra della forza che rappresenta, in Italia.
Non so dire. So, invece, di essere molto preoccupata del fatto di avere un Presidente del Parlamento Europeo le cui parole hanno minimizzato la portata del Fascismo, in un periodo storico in cui non si contano più le forze che si richiamano a quei principi. Anche per questo, a Bologna, occorre una nuova vigilanza democratica.