Lunedì 20 gennaio 2020 la consigliera comunale PD Roberta Li Calzi è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale di Bologna in merito al recente Meeting Internazionale MobEx nella nostra città per la promozione dell’invecchiamento in salute.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

Venerdì 17 e sabato 18 gennaio si è tenuto Bologna il meeting internazionale MobEx:

Un’occasione di confronto e formazione avanzata, su scala europea, per la promozione dell’invecchiamento in salute. Giunto alla sua XXIII edizione, l’evento promosso dall’Università di Bologna è tornato nella nostra città dopo cinque anni, ospitato dal Comune di Bologna, nella Sala Tassinari.

Nel 2015 era stata infatti la Regione Emilia-Romagna a promuovere l’iniziativa, nell’ambito delle attività come Reference Site del partenariato europeo sull’Invecchiamento Sano e Attivo (European Innovation Partnership on Active & Healthy Aging).

MobEx nasce per promuovere l’invecchiamento in salute attraverso l’adozione di programmi e tecnologie che favoriscano l’attività fisica, la mobilità e la partecipazione attiva della popolazione anziana.

Ricordiamo che Bologna è la prima città in Italia ad aver provato a costruire sinergie innovative tra istituzioni pubbliche sul tema della promozione della salute e della prevenzione, nonché sul tema specifico dell’invecchiamento in salute.

Mi riferisco al protocollo di intesa che il Comune ha firmato insieme all’Università di Bologna, all’Azienda Usl di Bologna, all’Ospedale Policlinico Sant’Orsola, alla Scuola nei suoi massimi dirigenti.

Questo protocollo ha lo scopo di favorire, a fronte dell’esperienza di interventi, progetti e azioni svolte sul territorio di Bologna negli ultimi quindici anni, la relazione tra soggetti pubblici competenti in materia, che deve trovare una modalità strutturata e stabile per lavorare insieme; questo protocollo è diventato motore di programmi e strategie e sono ad oggi 11 i gruppi di lavoro tematici che coinvolgono oltre 80 esperti delle più diverse materie: sanitarie, educative, ambientali, pianificazione, sociali, etc…e che stanno lavorando su tematiche specifiche e, in alcuni casi, con ottimi risultati.

Quindi il lavoro di questa due giorni non può che avere contribuito ad aiutare le Istituzioni ad avere uno sguardo più alto, più appropriato e più scientificamente testato sul tema dell’invecchiamento attivo; perché da questo sguardo possano scaturire nuovi approcci di intervento sulla popolazione over 65 e over 75, che permettano di aumentare l’empowerment cittadino e di mantenere in buona salute, al meglio delle nostre possibilità, la comunità.