Durante la seduta di lunedì 22 febbraio 2021 la Consigliera comunale PD Loretta Bittini è intervenuto in Consiglio comunale riguardo alle scuole tecniche Aldini Valeriani della nostra città.

Online è consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento.

L’importanza della Scuola tecnica. A Bologna lo sappiamo.

Nei nostri istituti tecnici si sono formati e si formano uomini e donne di grande spessore, dirigenti e imprenditori. In questa città c’è stata sempre grande attenzione alla formazione, sapendo che una buona scuola produce benessere per tutti. In città ed in provincia abbiamo diversi Istituti tecnici e tra questi l’ Istituto Aldini-Valeriani è uno dei più antichi e noti.

Voluto nel 1844 da due uomini lungimiranti Aldini, fisico e Valeriani economista. In quel periodo la città soffriva di una profonda crisi economica per via del declino della produzione e della lavorazione della seta, Aldini e Valeriani risposero con il lancio di una scuola nuova, che sostennero con lasciti e la volontà testamentaria e la destinarono al Comune, il quale nel corso degli anni ne fece scuole all’avanguardia. Così é ancora oggi, con la guida del Dirigente scolastico prof. Grillo e di ottimi insegnanti. Nel 2014 la scuola passò in capo allo stato mantenendo saldi rapporti con la città. È cosa straordinaria terminato il percorso lavorativo e di studio ex docenti ed ex allievi si ritrovano periodicamente all’associazione Aliav.
Le Aldini-Valeriani hanno avuto un notevole sviluppo con relazioni non solo nazionali nei 24 anni di Presidenza del compianto professor Giovanni Sedioli, grazie al suo intuito ed alla collaborazione degli insegnanti. Nel corso del tempo allievi e professori hanno riportato alla luce un pezzo della storia lavorativa di Bologna, la straordinaria vicenda della seta ed hanno dato vita al recupero ed al restauro di macchine ed utensili che possiamo ammirare al Museo del Patrimonio Industriale che ha avuto una sua prima sede all’interno dell’istituto stesso. Cominciò cosí. Il pensiero lungimirante del Preside Sedioli fece appunto nascere il Museo del Patrimonio Industriale, lo Sportello Orientamento e Lavoro e la Fondazione Aldini-Valeriani. La combinazione, formazione-cultura-impresa manifatturiera trova coniugazione sia in senso storico che in senso di sviluppo futuro.
Con questo eccellente percorso si é andata affermando, ciò che oggi chiamiamo cultura tecnica nata dal pensiero illuminato di dirigenti e docenti che ne sono stati sostenitori, collaborando a tutto campo con il mondo accademico.

Ma cos’è la cultura tecnica, citata anche dal Presidente del Consiglio Mario Draghi relativamente al tema dell’istruzione? Consiste nell’esprimersi essenzialmente attraverso cose pratiche che non sono descrivibili completamente per via scritta o orale, a differenza della cultura umanistica e letteraria e in parte anche di quella scientifica. Ciò fa si che essa sia appunto considerata cultura perché concorre alla formazione dell’individuo. Ho voluto riportare esattamente la descrizione ripresa da una pubblicazione perché rende chiaro e certo l’importanza del lavoro svolto.
Infine di quanto il tema sia importante per il nostro futuro lo ricorda anche il Presidente del Consiglio che non si limita ad apprezzare i soli istituti tecnici ma le diverse scuole nel suo insieme e lo fa nominando il professor Bianchi Ministro dell’Istruzione che oltre ad essere un apprezzato accademico ed assessore regionale che molto ha contribuito allo sviluppo della scuola, buona. Noi bolognesi ricordiamo con soddisfazione di aver voluto e sostenuto nella nostra città il Tecnopolo.