Il Consiglio comunale, nella seduta di lunedì 8 febbraio 2021, ha approvato un ordine del giorno che invita a partecipare attivamente ai tavoli istituzionali regionali e nazionali nella fase di elaborazione e avvio della fusione fra la Fiera di Bologna e quella di Rimini, per incidere sulle strategie della nuova società, con particolare attenzione ai lavoratori e le lavoratrici dell’intero indotto.

L’ordine del giorno è nato dall’integrazione tra due ordini del giorno presentati, rispettivamente, dalla consigliera comunale PD Gabriella Montera e dal consigliere comunale Federico Martelloni ed è stato firmato dai consiglieri comunali PD Roberto FattoriIsabella AngiuliPiergiorgio Licciardello, Michele CampanielloRaffaella Santi Casali,  Nicola De Filippo, Andrea Colombo, nonché dalla consigliera Clancy.

Online è consultabile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’ordine del giorno.

Il Consiglio Comunale

Evidenziato che negli ultimi mesi sono stati effettuati molti approfondimenti sulle ricadute economiche causate dalla pandemia nei vari ambiti lavorativi, per conoscere la condizione dei singoli comparti e proporre azioni di sostegno a quelli in maggiore difficoltà;
Esaminata la specifica condizione dei lavoratori e delle lavoratrici e delle microimprese del settore “Fiere, Mostre e Congressi”, duramente colpito per l’interruzione di tutte le attività, con particolare attenzione agli allestitori, affrontata con tutti gli attori del settore nel corso dell’udienza conoscitiva del 27 gennaio scorso;

Premesso che

nel corso dell’udienza conoscitiva le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative, ovvero Assoallestimenti e CNA, che associano rispettivamente circa 350 imprese a livello nazionale e circa 100 a livello regionale, hanno dichiarato una perdita del fatturato dell’80 – 90% dal febbraio 2020 ad oggi, a causa della sospensione degli eventi fieristici;
le imprese della filiera degli allestimenti fieristici globalmente intesa, che si occupano di progettazione, realizzazione, montaggio e smontaggio delle architetture temporanee, comunemente definite “stand” per fiere nazionali ed internazionali, piccoli e grandi eventi, ecc. ..) non hanno potuto beneficiare dei contributi previsti dai vari Decreti Ristori emanati per via dell’assenza di un codice Ateco direttamente riferibile ad
esse;
il MIBACT ha emanato un bando per l’assegnazione di contributi a fondo perduto al settore soltanto nel luglio scorso, a seguito delle proteste da parte delle categorie interessate;
fra i dati nazionali forniti dal Ministero spicca il numero complessivo del settore “Fiere, Mostre e Congressi”, che complessivamente conta 569.000 addetti;
secondo il dato specifico presentato da Assoallestimenti, all’interno del numero complessivo degli addetti, gli allestitori sono 120.000 e gli organizzatori circa 10.000 e prima della crisi pandemica presentavano un fatturato annuo di due miliardi e mezzo;
sul territorio bolognese sono 35 le aziende specializzate con 400 dipendenti e un fatturato di 150 milioni, che nel picco delle attività di organizzazione di alcuni eventi, contribuiscono a dare lavoro a circa 4.500 persone;

Considerato che

all’interno dell’intero comparto non è mai emersa la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici di questa parte determinante dell’indotto, che riguarda microimprese, lavoratori autonomi con partita IVA, dipendenti stagionali, lavoratori che svolgono il part time ciclico verticale, per i quali non è prevista la copertura degli ammortizzatori sociali;
in assenza di queste figure altamente specializzate (elettricisti, carpentieri, grafici, progettisti) nessun evento fieristico/congressuale potrebbe essere realizzato;
nell’organizzazione di grandi fiere come il CERSAIE o il Cosmoprof, dove sono presenti molti espositori, in pochi giorni operano 10.000 persone, fra cui 5.000progettisti, elettricisti, addetti alla logistica …;
Per dare ristoro a questi lavoratori e lavoratrici e permettere alle imprese di sopravvivere alla pandemia, non è sufficiente far riferimento ai codici Ateco, poiché hanno escluso dai benefici alcune categorie del settore, ma bisognerebbe valutare prioritariamente il parametro della perdita considerevole di fatturato;

Dato atto che

La discussione in corso sull’odierna situazione della Fiera di Bologna e, in particolare, sulla tutela e la protezione dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti nel sistema fieristico emiliano-romagnolo, sviluppatasi nei mesi più recenti anche in vista della fusione con la Fiera di Rimini, ha evidenziato una preoccupazione unanime per la tutela universalistica delle maestranze sotto il profilo del sistema di sicurezza sociale, a
prescindere dalla natura giuridica dei rapporti e dalle tipologie contrattuali impiegate;

Ritenuto che

gli effetti della pandemia da Covid 19 hanno messo in luce i limiti del sistema italiano degli ammortizzatori sociali, per il suo carattere selettivo, ancora largamente improntato sulla protezione del lavoratore standard e, più in generale, su un assetto del mercato del lavoro poco rispondente alla moltiplicazione delle forme contrattuali flessibili e al crescente ricorso al lavoro autonomo non imprenditoriale;

Valutato che

la Regione Emilia-Romagna sta avviando il processo legislativo per realizzare la fusione fra la Fiera di Bologna e quella di Rimini, in modo da creare un grosso polo fieristico che possa accrescere la propria competitività nel panorama nazionale ed europeo;
nella fase di confronto con tutti gli attori coinvolti nel percorso istitutivo della nuova fiera, è necessario inserire delle norme che permettano a questi lavoratori lavoratrici di uscire dall’invisibilità e poter avere pari opportunità rispetto agli altri lavoratori del settore;

Considerato che

la crisi di governo attualmente in corso rischia di vanificare il lavoro prezioso, svolto in sede istituzionale, finalizzato ad una riforma degli ammortizzatori sociali in senso universalistico, quanto mai necessaria a fronte delle richiamate trasformazioni del mercato del lavoro e degli effetti della pandemia da Covid 19;
Evidenziata pertanto l’urgenza di procedere alla riforma del sistema degli ammortizzatori sociali in senso universalistico e inclusivo, tale da assicurare piena copertura a lavoratori e lavoratrici occupati con ogni tipologia contrattuale, sia di natura subordinata sia autonoma, senza escludere i lavoratori autonomi ordinisti;

Invita il Sindaco e la Giunta

a partecipare attivamente ai tavoli istituzionali regionali nella fase di elaborazione e avvio della fusione fra la Fiera di Bologna e quella di Rimini, al fine di conoscere e incidere sulle strategie della nuova società, in riferimento a tutti i lavoratori e le lavoratrici, non soltanto dipendenti, ma dell’intero indotto, così rilevante nel nostro territorio;
a richiedere l’istituzione in Regione di un tavolo di crisi per il settore nel quale prevedere la presenza del Comune di Bologna e della Città metropolitana di Bologna;
a proporre alla Regione Emilia-Romagna azioni di sostegno a questo specifico settore, come quella di istituire un fondo sociale a copertura delle gravi perdite di redditività degli allestitori;
ad intervenire presso il Ministero competente affinché i prossimi provvedimenti a partire dal “Decreto Ristori 5” tengano conto prevalentemente della perdita di fatturato;
a valorizzare il sistema delle imprese industriali e artigianali del settore al fine di non disperdere tutte le competenze maturate e preservare la tenuta del lavoro e delle maestranze;
a prevedere ogni possibile forma di tutela della concorrenza affinché i processi di aggregazione in corso per la nascita del polo fieristico regionale rappresentino anche per queste imprese un importante volano di rilancio e di sviluppo;
a farsi promotori, in ogni sede istituzionale, di azioni volte a sollecitare l’approvazione della riforma in oggetto, e a sollecitare il Ministero del Lavoro e il Parlamento della Repubblica a procedere nelle attività finalizzate a perfezionare la predetta riforma degli ammortizzatori sociali, indipendentemente dall’esito della crisi politica attualmente in corso.

F.to: G. Montera, F. Martelloni, R. FattoriI. Angiuli,  P. Licciardello, M. CampanielloR. Santi Casali, N. De Filippo, A. Colombo, E. Clancy.