Lunedì 21 dicembre 2020 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sulla richiesta di riapertura della scuola in presenza anche per le superiori.

Online è inoltre disponibile il comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta.

Dovrebbe essere la priorità, invece la scuola ormai da mesi viene lasciata al margine, come se l’istruzione fosse diventata un decoro e non un pilastro della nostra società. La Regione Emilia-Romagna ha annunciato che la riapertura delle scuole superiori è prevista per il prossimo 25 gennaio, ma i continui rinvii, le insicurezze e la precarietà, hanno portato studenti e genitori a manifestare per tornare alla scuola in presenza prima possibile.
Il collasso del sistema scolastico non dipende solo della pandemia Covid-19, ma è conseguenza di anni di tagli e indifferenza.
Una ricerca svolta tra aprile e giugno scorsi dalla Società italiana di ricerca didattica, mostra come la percentuale di studenti “non raggiunti” sia tra il 6 e l’8% e dei “parzialmente raggiunti” tra il 16 e il 18%. È grave la situazione che stiamo vivendo: aumentano deficit formativo e disuguaglianze educative. Questo è il vero debito che lasciamo alle generazioni future.
Inoltre, nessuno sembra preoccuparsi del disagio di giovani e minori, che prima poteva manifestarsi nelle scuole e che oggi sembra scomparso, sfuggito a ogni tipo di controllo. Semplicemente, non se ne parla più. Non si parla più dei giovani.
A marzo, la didattica a distanza è stata affrontata come un provvedimento di emergenza. Oggi, dopo quasi un anno, la scuola sta esplodendo.
Serve maggiore chiarezza nelle scelte che riguardano la scuola: dobbiamo garantire continuità educativa e il diritto all’istruzione in presenza almeno al 50%. E serve una maggiore attenzione alla tutela delle situazioni di fragilità e al benessere delle studentesse e degli studenti.
E serve un progetto politico culturale sull’educazione e sulla scuola che possa coinvolgere direttamente gli studenti che chiedono con forza di tornare in presenza.

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