Lunedì 9 novembre 2020, la consigliera comunale PD Gabriella Montera è intervenuto ad inizio seduta in merito al capitale umano della popolazione anziana del nostro paese.

Online è disponibile il relativo comunicato stampa. Di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta.

La popolazione anziana: capitale umano da preservare

Durante le celebrazioni in suffragio degli anziani deceduti a causa del Covid, il Cardinale Zuppi ha evidenziato come dopo la pandemia sarà necessario fare il possibile per evitare che le persone anziane vivano condizioni di solitudine e di isolamento sociale.
Ieri l’attenzione era rivolta al modo brutale e oserei dire quasi disumano con cui se ne sono andate tante persone, in solitudine, pur se con la cura preziosa del personale sanitario, come se invece che delle persone – aggiungo io – fossero scomparsi dei nomi, o meglio una fila di iscritti negli elenchi delle vittime della pandemia.

Credo che le problematiche emerse a causa del Covid, come i focolai esplosi nelle RSA, i tanti decessi soprattutto nella prima fase della pandemia, ma anche le considerazioni successive sugli interventi relativi alla terza età, o alcune affermazioni “ciniche” espresse da uomini delle istituzioni, che etichettavano le persone anziane come improduttive …impongano ai decisori politici di mettere al centro una ri-visitazione dei servizi sempre più improntati a favorire l’active aging, ovvero la vita attiva della popolazione anziana.

Se è vero che la pandemia ha già prodotto dei cambiamenti rilevanti e molto preoccupanti, come l’aumento delle disuguaglianze sociali e la crescita dell’impoverimento economico di persone e segmenti dell’economia, è altresì vero che ci ha messo di fronte a significativi cambiamenti valoriali.
La terza età è quella che un tempo fu l’età della saggezza, l’età in cui gli uomini e le donne venivano a buon diritto considerati le guide spirituali delle famiglie e della società.

Il nuovo paradigma di fronte all’invecchiamento progressivo dei paesi sviluppati e che sta investendo anche i paesi in via di sviluppo, è quello secondo cui gli anziani e i “grandi anziani” (gli over 80), che popolano sempre di più anche la società emiliano-romagnola e la nostra città, devono assumere un nuovo e più incisivo protagonismo sociale.

Per questo è importante pensare ad un piano d’azione programmatico, frutto del confronto trasversale con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nelle problematiche delle persone anziane, coerenti con le proposte emerse nella Conferenza mondiale dell’ONU sull’invecchiamento della popolazione.

Per garantire il benessere e la salute della popolazione anziana, occorre lavorare investendo nei servizi che possono favorire la permanenza più a lungo possibile dentro le famiglie e che vedano interventi integrati, per coniugare il contrasto alle patologie cliniche, con il diritto di cittadinanza attiva negli spazi urbani, in cui si condensa più del 70% della popolazione mondiale.

A tal fine la prima scommessa da vincere è quella che all’interno del Piano Urbanistico Generale, di prossima approvazione, che disegnerà la città del futuro, di prossima approvazione, siano contenuti tutti gli interventi necessari a raggiungere questi obiettivi.