Lunedì 11 marzo 2019 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto con il seguente intervento di inizio seduta in Consiglio comunale in merito alla raccolta di abiti usati e l’inserimento delle clausole sociali. Nel corso della seduta è stato inoltre approvato il seguente ordine del giorno presentato dal consigliere Errani.

Online sono disponibili i comunicati stampa dell’intervento di inizio seduta e dell’ordine del giorno.

Hera è ancora una azienda pubblica che risponde al bene comune dei cittadini o risponde solo a logiche private centrate sul profitto?

A giugno 2018, il Consiglio comunale ha approvato un Ordine del giorno per chiedere al Gruppo Hera Spa di valorizzare gli aspetti sociali, ambientali e di qualità nel servizio di raccolta di “abiti usati” della città di Bologna, e per sostenere chi è più debole e senza lavoro. Nonostante la decisione del Consiglio comunale e quella del Consiglio Locale di Bologna dell’Agenzia Atersir di novembre 2018, il Gruppo Hera ha eliminato le “clasuole sociali” dal bando per il servizio di raccolta differenziata di abiti usati e pubbblicato una gara centrata solo sull’offerta economica.

Parliamo di un’esperienza che negli ultimi 5 anni ha dato risultati sociali (impegnava tutti i giorni da ormai 5 anni 23 persone, di cui circa il 70% svantaggiati), ambientali (dal 2012 la raccolta di abiti era aumentata del 50%), economico (il servizio, senza nessun costo per Hera e cittadini, otteneva un compenso aggiuntivo annuo di circa 70mila euro, che venivano investiti in progetti di inclusione). Tra l’altro, la cooperazione sociale di Bologna in questi 5 anni ha investito più di 1ML di euro in cassonetti, automezzi e impianti per dare a Bologna un impianto innovativo (primo in Italia) per trasparenza e tracciabilità.

Un circolo virtuoso interrotto dal nuovo bando di Hera (della durata di un anno, pororogabile per altri dodici mesi). Il nuovo bando di Hera è infatti centrato solo sull’offerta economica al massimo rialzo, con ricadute negative sulla qualità del servizio al cittadino, sul personale impiegato, sul numero di lavoratori svantaggiati (6 persone in situazione di svantaggio sono state lasciate a casa), e comporta infine maggiori costi per il cittadino (36mila euro) e una perdita del 12% che non permette nessun investimento e innovazione.

Non c’è visione, non c’è interesse sul tema del lavoro e dell’inclusione socio-lavorativa, e non c’è capacità di indirizzo politico verso le aziende partecipate dal Comune come Hera.

Con il regolamento sulle “clausole sociali” approvato nel 2013, il Comune si è impegnato a inserirle nei bandi pubblici e a monitorarne l’applicazione da parte delle aziende partecipate. La scelta di Hera è inaccettabile perchè l’azienda non può disinteressarsi della città, e non avere una responsabilità sociale e territoriale: il profitto non può essere l’unica via.

Non c’è più tempo.

Se Hera non cambia il bando, il Comune di Bologna deve riprendere la gestione diretta del servizio di raccolta di “abiti usati”. E dobbiamo verificare inoltre che, nella prossima gara quindicennale da 300ML di euro all’anno per il Servizio Gestione Rifiuti Urabani, siano valorizzati gli aspetti sociali, ambientali e di qualità del servizio.

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE:

– la condizione di fragilità occupazionale riguarda fasce sempre più ampie della popolazione per cui, alle categorie di persone tradizionalmente più deboli nell’ingresso del mercato del lavoro, si vanno ad aggiungere i lavoratori ultra-cinquantenni, i disoccupati di lungo periodo, gli adulti soli con figli a carico;

– gli enti locali, anche le società ed enti partecipati, sono chiamati, da un lato, a valorizzare la responsabilità sociale d’impresa delle aziende del territorio, dall’altro, ad agire in modo diretto, con un chiaro indirizzo sociale alla spesa pubblica, per promuovere lo sviluppo di appalti socialmente responsabili, per uno sviluppo sostenibile del proprio territorio dal punto di vista sociale ed ambientale;

VISTA:

– la Delibera di Giunta del Comune di Bologna n. 471/2013 “Approvazione del regolamento tipo delle procedure contrattuali per l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio”;

– la Delibera di Giunta del Comune di Bologna n. 262/2014 “Adesione del Comune di Bologna all’iniziativa della Provincia di Bologna di istituire un Albo Metropolitano delle Aziende Inclusive”;

– la sottoscrizione il 6 luglio 2015 del nuovo Protocollo di intesa in materia di appalti di lavori, forniture e servizi tra il Comune di Bologna, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e Alleanza delle Cooperative Italiane, Confcommercio, Unindustria, CNA, Confartigianato, ANCE Bologna;

– la Delibera di Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 969/2016 “Adozione delle linee guida regionali sull’affidamento dei servizi alla cooperazione sociale”;

– il “Bilancio di Sostenibilità” del Gruppo Hera Spa, che riguarda anche “l’indotto occupazionale per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati” e la garanzia di “assegnare almeno 20 punti agli aspetti di sostenibilità ambientale e sociale negli affidamenti di servizi e lavori”;

– l’approvazione il 16 novembre 2018, da parte Consiglio Locale di Bologna dell’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e i Rifiuti (Atersir), della deliberazione n. 7 “Servizio Gestione Rifiuti Urbani: Atto di indirizzo per l’utilizzo, nelle gare per la fornitura di beni e servizi da parte del gestore in proroga, della modalità dell’offerta “economicamente più vantaggiosa” e delle clausole sociali per l’inserimento dei lavora-tori svantaggiati e, nella gara d’ambito, di utilizzo di clausole sociali ed eventuali appalti riservati”;

VISTO INOLTRE:

– l’Ordine del giorno n.331/2018 teso a riprendere la gestione diretta del servizio di raccolta di “abiti usati” per favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate approvato dal Consiglio comunale di Bologna il 18/06/2018 (P.G. N.250497/2018);

– l’Ordine del giorno n.433.28/2018 per impegnare l’Amministrazione comunale a costruire un modello Bologna Città Inclusiva, all’avanguardia nel sostegno all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità approvato dal Consiglio comunale di Bologna il 20/12/2018 (P.G. N.524505/2018 Collegato a N. Proposta DC/PRO/2018/37);

CONSIDERATO CHE:

– l’adozione di tali misure si configura quale intervento strategico di politica attiva del lavoro, che consente di adottare misure di sostegno a carattere non assistenziale, senza aumentare la spesa pubblica;

– si tratti di progettualità innovative che intendono consolidare la costruzione di un modello organizzativo e di sviluppo locale in grado di favorire l’inclusione socio-lavorativa di fasce deboli;

– l’accesso al mercato del lavoro di persone che sono prese in carico dai Servizi Sociali territoriali consente la piena valorizzazione del capitale umano e sociale di tutta la comunità e rappresenta la migliore soluzione in termini di rapporto costi/benefici per la collettività;

CONSIDERATO INOLTRE CHE:

– il Gruppo Hera Spa, società partecipata dal Comune di Bologna, nel 2015, ha pubblicato un bando di gara per l’affidamento di servizi tra cui la raccolta, il trasporto e la valorizzazione di indumenti, borse e scarpe usate, da eseguirsi anche nel territorio dei Comuni della Provincia di Bologna per il periodo 01/01/2016-31/12/2017, con facoltà di rinnovo per ulteriori due annualità (n. 1512000200 trasmesso alla Gazzetta Ufficiale delle CE in data 09/07/15), prevedendo per l’offerta tecnica un valore di 60 punti, di cui 20 per l’inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate (“clausola sociale di inserimento lavorativo”);

– il servizio di “abiti usati”, gestito dal Consorzio di Cooperative Sociali Ecobi, ha raggiunto importanti risultati sociali (impegna 23 persone, di cui circa il 70% svantaggiate), ambientali (dal 2012 la raccolta di abiti è aumentata del 50%), economici (il servizio ha ottenuto un compenso aggiuntivo annuo di circa 70mila euro, investiti in progetti di inclusione), ed è stato possibile implementare anche un processo innovativo per trasparenza e tracciabilità;

– con il nuovo bando esperito nel 2018 dal Gruppo Hera Spa, il servizio di raccolta abiti usati è stato aggiudicato per il periodo 01/07/2018 –30/06/2019 con una gara centrata solo sugli aspetti economici e al massimo rialzo, senza prevedere la valorizzazione degli aspetti sociali e ambientali;

– l’aggiudicazione del nuovo servizio ha ricadute negative sul personale impiegato, sul numero di lavoratori svantaggiati, sulla qualità del servizio al cittadino, e comporta infine maggiori costi per i cittadini.

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA

– a valutare, in vista della scadenza il 30/06/2019 del servizio di “abiti usati”, di chiedere al Gruppo Hera Spa di non prorogare il servizio in essere ma di pubblicare un nuovo bando prevedendo l’inserimento delle clausole sociali di inserimento lavorativo negli indirizzi della gara, al fine di favorire l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio;

– qualora il Gruppo Hera Spa rinunci a pubblicare un nuovo bando teso a valorizzare la “clausola sociale” e gli aspetti di sostenibilità ambientale e sociale negli affidamenti del servizio, a riprendere la gestione diretta del servizio di “abiti usati”, così da dare attuazione al “Regolamento delle procedure contrattuali per l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio” del Comune di Bologna;

– in merito al Servizio Gestione Rifiuti Urbani, a verificare e monitorare l’attuazione della decisione assunta dal Consiglio Locale di Bologna di Atersir (CLBO/2018/07 del 16/11/2018), affinché i gestori attualmente operanti nella Città Metropolitana di Bologna utilizzino sempre, nelle gare per la fornitura di beni e servizi, la modalità dell’offerta “economicamente più vantaggiosa” e inseriscano all’interno dei bandi di gara le clausole sociali per l’inserimento dei lavoratori svantaggiati;

– sempre in merito al Servizio Gestione Rifiuti Urbani, a prevedere che sia attuata la decisione assunta dal Consiglio Locale di Bologna di Atersir (CLBO/2018/07 del 16/11/2018), affinché, nella valutazione dell’offerta tecnica per la gara d’ambito per il nuovo affidamento del servizio di raccolta rifiuti, sia previsto un punteggio significativo riservato ai progetti di inserimento di persone in situazione di svantaggio; la compilazione di un fascicolo specifico dedicato al “Progetto Sociale” nel quale si evidenzi in maniera chiara, verificabile e misurabile il modello di sviluppo proposto; e che negli atti di gara sia indicato, per l’aggiudicatario della stessa, di ricorrere per le esternalizzazioni anche ad appalti riservati ai sensi dell’Art.112 del Dlgs 50/2016.

F.to: F. Errani, A. Frascaroli, M. Ferri, G. Montera, R. Li Calzi, L. Bittini.