Lunedì 17 febbraio 2020 il consigliere comunale PD Francesco Errani è intervenuto ad inizio seduta in Consiglio comunale sul caso dello studente Patrick George Zaki e la mobilitazione della nostra città per chiedere la sua liberazione.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Oggi alle 18, Università, Comune, Associazioni, movimento delle Sardine, parteciperanno a un corteo per manifestare a favore della scarcerazione di Patrick, muovendosi da via Zamboni 33 fino a piazza Maggiore.

Mentre sono trascorsi quattro anni di impunità per gli agenti di sicurezza egiziani che hanno torturato a morte il ricercatore italiano Giulio Regeni, dal Cairo arrivano notizie del giovane egiziano Patrick Zaki, studente all’Università di Bologna, torturato con scosse elettriche dalle stesse forze di sicurezza. Questa volta, però, l’Italia e l’Europa devono farsi sentire di più: questa volta, deve andare meglio.

Patrick George Zaki, 27 anni, è un ricercatore egiziano per i diritti umani. È uno studente dell’Università di Bologna e sta frequentando un master finanziato dal programma Erasmus dell’Unione Europea. Zaki è stato arrestato il 7 febbraio 2020 al suo arrivo in Egitto, per una breve visita alla sua famiglia.

La vicenda di Patrick Zaki riapre per noi italiani una ferita aperta, quella di Giulio Regeni e della sua uccisione, rimasta ancora impunita. Ci ricorda inoltre che sono migliaia i giovani egiziani che subiscono torture senza che l’Italia, o altri paesi europei, facciano nulla per impedirlo.

Dopo l’uccisione di Giulio Regeni, quattro anni fa, è importante che l’impegno a livello internazionale sia forte e determinato. Solo in questo modo si può sperare in una soluzione positiva. Dobbiamo sostenere l’appello di Amnesty International, affinché lo studente iscritto all’Alma Mater di Bologna sia liberato al più presto.

L’iniziativa istituzionale e quella dell’opinione pubblica devono sostenersi a vicenda. È fondamentale proseguire la mobilitazione per chiedere la sua liberazione e la garanzia della sua incolumità. È dovere morale del nostro Paese proteggere Patrick Zaki che aveva scelto l’Italia per perfezionare la sua formazione culturale e scientifica. Lo dobbiamo a tutti quelli che vengono l’Italia per studiare in serenità. La libertà di opinione e dissenso va sempre assicurata.

Per questo, oggi è dovere di tutti noi partecipare al corteo organizzato a Bologna per chiedere il rilascio del ricercatore egiziano. Da Bologna può arrivare ancora più forte la richiesta del rispetto dei diritti umani e di libertà per Patrick.

A fianco dello striscione per Giulio Regeni a Palazzo D’Accursio, il Comune di Bologna può esporre anche uno striscione per Patrick Zaki. Potremo fermarci solo davanti alla sua scarcerazione. Lo dobbiamo alla sua famiglia, ai suoi amici e colleghi. Lo dobbiamo a tutti noi e alla nostra dignità.