Lunedì 2 dicembre 2019 la consigliera comunale PD Gabriella Montera è intervenuta ad inizio seduta in Consiglio comunale in merito all’avvio del progetto “Così sarà! La città che vogliamo”.

Di seguito il testo dell’intervento. Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Nei giorni scorsi abbiamo appreso dalla stampa che il 28 di novembre l’amministrazione comunale ha avviato il progetto “Così sarà! La città che vogliamo”.

Un progetto di ampio respiro che si realizzerà nelle aree urbane e che coinvolgerà migliaia di giovani dagli 11 ai 25 anni, per renderli protagonisti di un processo di partecipazione molto interessante.

Da adesso fino al 2021 i giovani sono chiamati ad interagire con l’istituzione per una collaborazione mirata a proporre un modello di città ideale del futuro. Una città che coglie l’obiettivo della crescita intelligente, sensibile ed inclusiva, tutti temi coerenti con la strategia Europa 2020.

Le risorse destinate al progetto sono cospicue, quasi un milione di euro e provengono dai fondi strutturali europei del programma operativo nazionale 2014 – 2020.

E’ un’idea molto suggestiva quella di mettere assieme cultura e partecipazione dei giovani all’agenda urbana, tramite il coinvolgimento del teatro, che può svolgere appieno la funzione propria di pedagogia civica e sociale.

Giovedì scorso la prima iniziativa con una lezione spettacolo denominata “Città Ideali, città ideate”, svolta presso l’Istituto Rosa Luxemburg con temi tratti da scrittori del calibro di Milan Kundera e Italo Calvino.

La fondazione Emilia – Romagna Teatro è chiamata a fare il coordinamento delle attività a cui partecipano varie compagnie teatrali. Sono previsti laboratori, letture interattive, seminari, incontri, performance, che verranno realizzati in diverse sedi, fra cui l’Arena del Sole e la sala De Berardinis. Oltre agli attori di Emilia-Romagna Teatri, interagiranno con i giovani la Compagnia La Baracca, il Teatro dell’Argine, Altre velocità, Kepler 452, il Cassero …

Mi pare un’iniziativa di grande rilievo che mette al centro in maniera innovativa il contributo attivo dei giovani cittadini alla “res pubblica”. Anche la progettazione delle azioni è avvenuta attraverso un percorso partecipato gestito dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana.

Ci possono essere vari modi per intervenire nel contrasto alla marginalità urbana: aver deciso di destinare una parte così consistente delle risorse del PON Metro a questo progetto, utilizzando il canale della cultura, è una scelta, di certo non scontata, di grande qualità ed efficacia.

Soprattutto perché con questa iniziativa si va oltre l’investimento realizzato negli ultimi anni sullo sviluppo della città turistica pure apprezzabile, o la città del food, con tutti i rischi connessi di banalizzazione della grande tradizione gastronomica di Bologna, o ancora della città dell’intrattenimento diffuso …

Il progetto è imperniato sui temi del contrasto alle vulnerabilità e all’esclusione sociale, per dare spazio alla progettazione di una proposta di città da affidare ai giovani, che condivido e che penso sia quella su cui lavorare come consegna agli amministratori e alle amministratrici del 2021.

L’importanza di questa iniziativa che ha l’ambizione di traguardare il futuro è tale che ritengo utile anticipare al Consiglio il mio impegno per verificarne l’efficacia, chiedendo di programmare alcune udienze conoscitive che ci permettano di conoscerne step by step l’esito.