Lunedì 1 luglio 2019 il consigliere comunale PD Claudio Mazzanti è intervenuto in Consiglio comunale per ricordare l’ennesima vittima per amianto delle Officine OGR di Bologna.

Di seguito il testo dell’intervento.

Presidente, come lei sa, e come sa il Consiglio, tutte le volte che c’è un decesso negli impianti OGR o negli impianti ferroviari, o comunque un decesso a causa di amianto, tipo le Officine, ormai chiuse e bonificate di Casaralta, intervengo in Consiglio comunale.

In questo caso, il decesso dovuto a mesotelioma pleurico è di un lavoratore donna, che non lavorava in officina, lavorava nel bar dell’impianto dell’OGR. Chi conosce quell’impianto sa che il bar non è dentro alle officine, ma è all’esterno, rimane su via Malvasia, dove c’è la mensa, c’è il bar, dove gli operai, nel periodo della pausa, andavano a mangiare e a rifocillarsi. È la seconda donna che muore in quell’impianto.

Perché vedete l’amianto, e questo è per fortuna dell’OGR, del Lazzaretto, del deposito di San Donato, le tute degli operai che lavoravano nelle officine, si impegnavano di questa polvere e quando l’operaio tornava a casa e si faceva lavare le tute dalla moglie, o le portava in lavanderia, chi toccava quella tuta, respirava amianto. Per fortuna alle OGR e al Lazzaretto, l’impianto di Bologna, quelle tute venivano lavate direttamente dall’azienda e venivano fornite tutte nuove.

Ma chi era dentro l’impianto, o chi casualmente andava a casa con la tuta addosso, portava un carico inquinante spaventoso.

Tenete conto che dei 1700 morti ad oggi, dove l’amianto veniva prodotto, tramite gli impianti di eternit nel Piemonte, tra i 1700 morti ad oggi, continuano a morire, perché i malati sono tanti, ci sono tantissime donne e figli di lavoratori che hanno lavorato con l’amianto, perché le mogli o i mariti, andavano a casa, lavavano questi capi, i figli erano in casa e quindi questa polvere si spargeva anche in casa, sui mobili, dappertutto, sui cibi che si mangiavano. Ed ecco qua, anche all’OGR, che il killer ha colpito in tempi lunghi.

Tenete conto che questa persona è in pensione da anni, ma tutti sappiamo che l’amianto ha un periodo di incubazione minimo di 20/25, ma arriva anche a periodi di 40 anni e oltre e c’è una firma caratteristica, che solo lui pone: il mesotelioma pleurico. Il mesotelioma non è figlio di altre cause, il mesotelioma è figlio dell’amianto, non si sbaglia.

La clinica è chiara, l’esperienza è chiara. Il dramma, come ho già detto, è che si sa dal 1920, dal 1915 che l’amianto è pericoloso, ma l’amianto, come voi sapete, era segreto militare, perché l’amianto aveva una funzione primaria: era quella scoperta che messa fra le corazze dei carrarmati, impediva alle bombe al fosforo di bucare e penetrare nelle cabine dei piloti e dei cannonieri e dei mitraglieri dei carrarmati, quindi americani, inglesi, russi, italiani. Tutti vedevano che chi lavorava nelle officine che producevano carrarmati, o mezzi blindati, avere una percentuale di pleuriti (e ancora allora non si capiva da dove venivano queste pleuriti) che toccavano la quasi totalità dei lavoratori di quegli impianti militari che poi morivano. Questo segreto sparisce quando, dopo il 1965/70, si cominciano a fare ricerche assidue e viene a galla il perché a Bologna. Il professor Mantoni è stato un antesignano, che nel ‘70/’72 denunciò pubblicamente, provando clinicamente che cosa avveniva a respirare amianto.

Mio fratello è morto a 51 anni per mesotelioma pleurico, era uno dei capi delle Officine, che quotidianamente operava e lavorava nell’amianto. Questa donna uccisa oggi è l’ennesima vittima, siamo a 306.

È una vergogna. Spero che questa sia l’ultima, ma non è così, perché sappiamo che ci sono un’altra ventina di operai ammalati, con asbestosi evolutiva, che vuol dire che prossimamente sarà una pleurite dovuta ad amianto, quindi l’omicidio continua imperterrito.

Occorre intervenire, occorre bonificare, occorre far cessare questa vergogna, questo assassinio di Stato, perché così è, perché tutti sapevano che cos’era l’amianto e continua. Tutte le volte che ci sarà un morto io interverrò in questo Consiglio e denuncerò questo schifo!