Lunedì 9 settembre 2019 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dalle consigliere comunali PD Roberta Li Calzi e Simona Lembi con cui si invita a voler intitolare un luogo pubblico alla memoria di Giulio Cesare Ferrari, importante medico e scienziato socialmente impegnato della nostra città.

Online è inoltre consultabile il relativo comunicato stampa.

Di seguito è disponibile il testo dell’ordine del giorno approvato.

IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO CHE:

– Giulio Cesare Ferrari (Reggio Emilia, 1867 – Bologna, 1932) è stato scienziato, medico, psichiatra e uno dei padri della psicologia italiana, attività che hanno legato in modo particolare il suo nome alla città di Bologna;

– laureatosi sotto le Due Torri nel 1892 con il fisiologo Pietro Albertoni, Giulio Cesare Ferrari entrò come medico-assistente nel celebre Istituto psichiatrico “San Lazzaro” a Reggio Emilia, diretto da Augusto Tamburini, il “Maestro” che lo nomina capo redattore della più importante rivista di psichiatria Rivista sperimentale di freniatria;

– introdusse, per primo in Italia, i Mental test e per primo li applicò ai malati di mente, ricerche che gli valsero nel 1900 il premio Bonacossa della Regia Accademia di Torino;

– G.C. Ferrari fu libero docente in Psichiatria all’Università di Modena e successivamente, dal 1912 fino alla sua morte, in psicologia sperimentale all’Università di Bologna presso la facoltà di Lettere e Filosofia;

– fu medico primario e vice direttore del Manicomio San Clemente di Venezia, poi direttore del Manicomio di Imola, che riorganizzò con metodi nuovi, istituendo anche un Patronato per l’assistenza degli alienati dimessi, e dal 1924 al 1932 alla direzione dell’ospedale psichiatrico “Roncati” di Bologna;

– nel 1905, grazie al finanziamento della locale Deputazione provinciale, fondò a Bologna la Rivista di psicologia applicata alla pedagogia e alla psicopatologia, il primo periodico scientifico dedicato alla psicologia e dal 1910 anche Organo della Società italiana di psicologia. La Rivista venne presentata da Giulio Cesare Ferrari durante il V Congresso Internazionale di psicologia che si tenne a Roma lo stesso anno, dove parteciparono rappresentanti di 475 paesi, guadagnandosi un credito scientifico internazionale, come poche altre riviste dell’epoca;

– a Imola, G.C. Ferrari fondò la Colonia libera per “deficienti gravi” e “giovani criminali”, visitata da illustri psichiatri dell’epoca, dove arrivavano ragazzi ricoverati nell’ospedale e provenienti dalla “Infanzia abbandonata”. La Colonia fu un’esperienza pionieristica nel suo genere e su quel modello venne poi fondata nel 1930 la Colonia libera di Ferry Dobbes negli Stati Uniti;

– nei primi anni ‘20 a Bologna, G.C. Ferrari ottenne l’introduzione di un reparto speciale separato per i detenuti minorenni, nel carcere di San Giovanni in Monte;

– per l’attività verso la “criminalità giovanile”, G. C. Ferrari nel 1921 venne chiamato dal Ministro Ludovico Mortara a far parte della Commissione incaricata di elaborare il nuovo Codice Penale, presieduta da Enrico Ferri;

– sempre a Bologna, G. C. Ferrari istituì il Patronato di assistenza e la Colonia libera di San Luca per i ricoverati e gli ex degenti psichiatrici. Poco prima della sua morte, fondò un consultorio per il trattamento neuropsichiatrico e la guida psico-morale dei fanciulli presso la Clinica pediatrica dell’Ospedale Gozzadini di Bologna.

CONSIDERATO:

– le molteplici attività che G.C. Ferrari svolse nel campo della psicologia e della psichiatria, a vantaggio di categorie di soggetti bisognosi, come i bambini “normali” e “anormali”, i ciechi e soprattutto i “giovani criminali”, attività che hanno dato lustro alla città di Bologna e portato il suo nome in tutto il mondo;

– il suo instancabile lavoro a favore di un’umanità bisognosa e sofferente, a difesa dei diritti dei più deboli e per la promozione e l’introduzione della psicologia nelle istituzioni educative, professionali e giudiziarie;

– il suo impegno per una riorganizzazione del manicomio che, nelle sue intenzioni, doveva essere un luogo di cura soltanto dei casi “acuti”, scardinando il pregiudizio della incurabilità e pericolosità del malato di mente;

– l’opera innovativa volta alla creazione di soluzioni organizzative extra manicomiali, prefigurando il manicomio aperto e la sua sostituzione con strutture agili e per brevi periodi, nella convinzione che fosse possibile ridurre la sofferenza del malato di mente attraverso la sua integrazione nella vita sociale, familiare, affettiva e lavorativa, ponendo al centro il malato nella sua individualità e complessità, ancor prima della malattia;

– che nel 2018 ricorre il quarantesimo anno della Legge n. 180 del 13 maggio 1978, “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, c.d. Legge Basaglia;

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA

a voler intitolare un luogo pubblico alla memoria di Giulio Cesare Ferrari, insigne cittadino bolognese e scienziato impegnato socialmente, per il grande contributo e il prestigio resi alla comunità e alla città di Bologna, città in cui G.C. Ferrari ha potuto dimostrare praticamente la validità della psicologia e della psichiatria, discipline rivelatesi sempre più importanti per comprendere, curare e prevenire le dinamiche alla base delle devianze.

F.to: R. Li Calzi, S. Lembi.